Sanremo 2016: Virginia Raffaele sarà la valletta di Carlo Conti

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Promossa sul campo. L’anno scorso era stata ospite durante la quarta serata del festival, calandosi nei panni prima di Ornella Vanoni e poi imitando un centralino telefonico che si inceppava di continuo. Ora Virginia Raffaele è pronta a tornare a Sanremo. Stavolta con un ruolo di punta: come spalla di Carlo Conti per le cinque serate della kermesse canora, in programma dal 9 al 13 febbraio.

Co-conduttrice, dunque. Un riconoscimento alla carriera sempre in ascesa di quest’attrice comica, regina delle metamorfosi, che già nella scorsa edizione aveva fatto il pieno di consensi, con i colleghi Pintus e Alessandro Siani oscurati dalla sua irrefrenabile verve. Sbaragliata la concorrenza, tocca ora alla Raffaele intrattenere, stupire e far sorridere con Conti pubblico e critica dell’Ariston.

Un palcoscenico non facile, perché Sanremo, si sa, è un po’ come quando gioca la Nazionale di calcio, tutti si sentono il commissario tecnico. O come un circo, dove un solo elemento sbagliato può fare crollare tutto il numero. Ma Virginia è abituata agli equilibrismi. Genitori giostrai, è cresciuta al Luna Park dell’Eur, dove, fin da piccola, ha imparato il mestiere: «Essere al “tiro al Cinzano” era già stare in scena.

Diventata la ragazza dei fucili, dovevo saper adescare qualsiasi essere vivente. Dalla prostituta al giovanotto arrogante, al bimbo che urla», ha raccontato. «Era importante capire al volo il carattere delle persone di passaggio e trovare il modo per metterli a sparare. Improvvisavo, allora come adesso». Pare che Conti labbia scelta anche perché, come lui, Virginia è una precisina sul lavoro: «Sono pignolissima», ha detto. «Ma ci sono persone che hanno a che fare con me e usano espressioni molto meno eleganti e più colorite per descrivermi».

In un’edizione dove ben 13 dei 20 campioni in gara arrivano dai talent, poi, la Raffaele è l’ennesima garanzia di ascolti: si porta dietro il pubblico di Amici 14, dove era presenza fissa al serale. E c’è di più. Ogni sua performance diventa argomento di discussione. Pro e contro. Anche da parte degli stessi imitati. Come Ornella Vanoni, che dichiarò: «Sono stata abbastanza male. E stata pesante, pesantissima… Anche al limite della volgarità».

O la criminologa Roberta Bruzzone che quando si vide fasciata in pelle e tacchi da spaccarsi le caviglie, assetata di sangue, minacciò querela per una parodia «che si allinea a quei cliché che appartengono al più becero maschilismo».

L’elenco dei personaggi reinterpretati da Virginia è lungo: dalla Brigliadori a Belen, da Nicole Minetti a Francesca Pascale, fino al ministro Maria Elena Boschi, eterea, sperduta, capace di rispondere alle domande più incalzanti solamente facendo gli occhi da gatta. Tentazioni, quelle delle imitazioni, a cui Virginia difficilmente resisterà. Anche nel delicato ruolo di co-conduttrice.

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