Sempre meno ghiaccio in Groenlandia: gli effetti irreversibili del cambiamento climatico

La neve si scioglie e i ghiacciai della Groenlandia si ritirano. Ecco quale tragico futuro attende il pianeta nei prossimi 50 anni

Rischio Groenlandia e non solo. Uno studio dell’Università di Washington ha stimato entro la metà del secolo le temperature globali potrebbero salire fino dai 2 ai 6 gradi C, con conseguente devastanti per l’intero pianeta: la prima e più sensibile sarebbero le frequenti piogge in sostituzione della neve. Da qui i rischi aumenterebbero  di alluvione ulteriormente nelle zone già esposte. Infatti i modelli climatici indicano che la pioggia che cadrà durante l’inverno andrà ad ingrossare i fiumi i cui livelli sono già alti; inoltre anche le tempeste diventeranno più frequenti. Molte città dovranno affrontare livelli di emergenza sempre più crescenti.
Lo studio pubblicato non è del tutto nuovo, ma costituisce piuttosto un aggiornamento di un rapporto fatto 10 anni fa. Dieci anni di ulteriori ricerche sugli effetti regionali del cambiamento climatico che includono alcune nuove aree, prima non esplorate e che propongo scenari che mettono in discussione la stessa sopravvivenza della specie umana in molte zone del pianeta
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Il rapporto prevede che anche le frane diverranno sempre più frequenti a causa della maggiore erosione, sempre dovuta a precipitazioni più intense; e approfondisce l’impatto sulla vita marina e la vita delle barriere coralline per via dell’acidificazione degli oceani causata da livelli crescenti di anidride carbonica.
Il livello del mare salirà, attraverso inondazioni e mareggiate, comportando una modica sostanziale degli aspetti delle coste: spiagge scompariranno e la superficie totale delle terre emerse tenderà a ridursi. L’effetto dell’aumento del clima sarà osservabile in tutta la sua drammaticità nelle regioni comprese tra la Groenlandia ed il Polo Nord, dove i volumi dei ghiacciai si ridurranno drasticamente, sciogliendosi nei mari. Effetti terribili inoltre si prevedono sull’agricoltura, la quale risentirà della differenza nelle precipitazioni. In Groenlandia per di più il grande ghiacciaio Zacharia illstrom rischia di sciogliersi sparendo del tutto

La notizia arriva dopo che la NASA ha rivelato, tramite una nuova indagine, che la quantità di carbonio presente al giorno d’oggi nella nostra atmosfera ha raggiunto livelli record dell’era post-industriale.
In un video della NASA viene mostrato anche lo scioglimento e la deriva dei ghiacciai dell’Antartico, ridotti anch’essi ai minimi storici.
Gli scienziati ritengono che El Niño, un fenomeno naturale che riscalda le acque superficiali della fascia equatoriale orientale dell’Oceano Pacifico, quest’anno ha avuto un forte impatto sul comportamento della copertura di ghiaccio marino intorno all’Antartide. Il ghiaccio marino infatti era molto superiore ai livelli normali in gran parte della zona antartica durante la prima metà del 2015, ma dal mese di luglio la situazione è peggiorata in modo drammatico.

Anche se i governi cominceranno a ridurre le emissioni di CO2 il clima è destinato ad aumentare

Un’altra grande incognita è data dal modo in cui i governi riusciranno a limitare le emissioni di combustibili fossili, causa principale, se non unica, del cambiamento climatico. L’argomento sarà il punto focale di una conferenza internazionale che inizierà il 30 novembre a Parigi.
Alcuni ricercatori – i più fatalisti  – ammoniscono però che ogni eventuale riduzione delle emissioni di carbonio nei prossimi decenni non influenzerà in modo sostanziale il clima entro i prossimi 50 anni. Questo perché la maggior parte delle emissioni che hanno prodotto questi cambiamenti negativi sono già state rilasciate e il processo è ormai irreversibile. Ma ridurre adesso significa ottenere effetti positivi a partire dalla seconda metà del secolo, e lasciare un pianeta migliore alle generazioni che verranno.

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