Svezia, medico droga, violenta e rapisce giovane donna per 6 giorni: aveva preparato un contratto come “Cinquanta sfumature di grigio”

Ha dell’incredibile la vicenda accaduta in Svezia e che ha coinvolto una giovane donna di appena 30 anni drogata, rapita e violentata da un medico trentottenne. Ma vediamo nello specifico quanto accaduto. Proprio ieri, lunedì 25 gennaio 2016, ha avuto inizio il processo contro un giovane medico svedese di circa 38 anni soprannominato dai media “Fritzl svedese” che nel corso di un’appuntamento nell’appartamento della donna l’avrebbe prima drogata e poi rapita e rinchiusa all’interno di un bunker appositamente creato dove l’avrebbe più volte sottoposta a violenza sessuale.

Secondo una prima ricostruzione effettuata dagli inquirenti che stanno adesso indagando sul delicato caso, il dottore 38enne svedese e la giovane donna 30enne si sarebbero incontrati per la prima volta, nel mese di settembre, nell’appartamento della giovane nella città di Stoccolma, dove il medico si era recato per svolgere la sua professione ovvero quella di dottore. Successivamente ecco che avrebbe avuto luogo un secondo appuntamento nel corso del quale il dottore avrebbe offerto alla donna della fragole ricoperte di cioccolato che però contenevano un potente sonnifero ovvero il Ropinol, grazie al quale l’uomo sarebbe riuscito a drogare la paziente che avrebbe prima violentato e poi caricato in macchina e trasportata presso la sua casa di Kristianstad, città svedese nella provincia di Scania nella Svezia meridionale, dove la donna è stata rinchiusa per sei lunghi giorni all’interno di un bunker.

Nel corso di questi giorni l’uomo avrebbe più volte abusato sessualmente della donna e solo dopo aver appreso che la Polizia stava indagando sulla sua scomparsa l’avrebbe accompagnata al commissariato costringendola a dire di stare bene. La Polizia però è riuscita a percepire che in realtà in questa storia vi fosse qualcosa di strano e così gli agenti sono riusciti ad ottenere un mandato di perquisizione per la casa del medico e una volta sul posto hanno scoperto la presenza del bunker e la donna è finalmente riuscita a dire la verità.

Sulla questione si è espresso il procuratore Peter Claeson il quale ha nello specifico affermato “Pensiamo che volesse tenerla rinchiusa per anni, e che pianificasse il tutto da tempo. Riteniamo tra l’altro che avesse costruito il bunker per portarci più di una vittima”. Il medico, arrestato, ha confessato di avere rapito e drogato la giovane donna di 30 anni ma, allo stesso tempo, ha negato di avere abusato sessualmente di quest’ultima. Il legale dell’uomo, invece, ha cercato di difendere il suo assistito affermando “E’ un uomo molto infelice, non ha la fidanzata e voleva disperatamente una compagna di vita”.

Inoltre proprio gli inquirenti svedesi hanno scoperto che il medico, al computer, aveva scritto un vero e proprio contratto nel quale aveva segnato tutte le prestazioni sessuali alle quali la donna avrebbe dovuto sottostare e che, se accettate senza alcun tipo di protesta le avrebbero permesso uno sconto della pena mentre invece, al contrario, le avrebbero comportato delle punizioni. Il medico sembrerebbe aver tratto ispirazione dal film “Cinquanta sfumature di grigio”.

Un medico svedese di 38 anni ha rapito e tenuto segregata una paziente di 30 anni per sei giorni, seviziandola e abusando di lei, in un vero e proprio bunker creato nella sua abitazione con l’intenzione «di tenerla lì per anni» secondo la polizia.

Tutto era cominciato quando la donna si era presentata nel suo studio per una normale visita. Successivamente, l’uomo era tornato a farle visita, nella sua casa di Stoccolma, e durante quell’incontro era riuscito a somministrarle del Ropinol, un potente sonnifero, facendole assaggiare delle fragole. Quando il farmaco ha fatto effetto ha violentato la donna e poi con l’aiuto di una sedia a rotelle l’ha caricata nella sua auto per dirigersi nella sua abitazione a Kristianstad, a 500 chilometri di distanza, nel sud della Svezia.

Il medico per creare il bunker, di circa 60 metri quadrati, avrebbe impiegato 5 anni. Nella prigione sotterranea avrebbe continuato ad abusare di lei per sei giorni facendole anche dei prelievi di sangue per essere sicuro che la donna non avesse malattie trasmissibili.

Intanto, però, la polizia era sulle tracce della donna, di cui era stata denunciata la scomparsa, ed era giunta a casa del medico in cerca di informazioni. A quel punto «l’uomo si è fatto prendere dal panico» e poche ore dopo si è presentato insieme a lei in una stazione di polizia di Stoccolma. La donna ha raccontato alla polizia di essere in buone condizioni e al sicuro, ma il suo racconto non ha convinto gli agenti che sono riusciti a farsi dare un mandato di perquisizione per l’abitazione del medico. Scoperto il bunker la donna ha trovato il coraggio di dire la verità.

«Pensiamo che volesse tenerla rinchiusa per anni, e che pianificasse il tutto da tempo – ha spiegato il procuratore Peter Claeson – Riteniamo tra l’altro che avesse costruito il bunker per portarci più di una vittima». Nella perquisizione della polizia nella casa del medico, sono state ritrovate anche alcune maschere di gomma che sembra l’uomo indossasse durante i suoi viaggi a verso Stoccolma. Il medico 38enne è stato arrestato e ha confessato di aver rapito e drogato la 30enne, ma ha negato di aver abusato di lei. Né la sua identità nè quella della sua vittima sono state rivelate.

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