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Tatuaggi, non tutti conoscono i rischi ai quali vanno incontro colorandosi la pelle: Il 10 percento ha complicazioni

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Tatuarsi sta davvero diventando una grande mania e non più soltanto tra i giovanissimi, ma è anche è anche vero che non tutti sanno le gravi conseguenze che un tatuaggio può provocare sul nostro corpo. Ebbene si, stando a quanto emerso da un’indagine effettuata da un gruppo di ricercatori della Langone University di New York e pubblicato poi sulla rivista dermatologica Contact Dermatitis, sembra che circa una persona su dieci che si è fatta tatuare ha avuto una reazione negativa, tra cui infezioni, arrossamento e gonfiore, ma al momento del tatuaggio non sapeva in effetti quali sarebbero state le conseguenze.

Intervenuta la dottoressa Marie Leger, ovvero l’autrice della ricerca, la quale ha dichiarato di non essere contraria ai tatuaggi ritenendo che anzi siano piuttosto belli ma è anche giusto che le persone sappiano quali rischi corrono tatuandosi la pelle. I ricercatori nello specifico hanno analizzato i tatuaggi di circa 300 persone scelte a caso mentre si trovavano al Central Park a New York e solo il 10% di loro ha raccontato di aver avuto delle conseguenze lievi ed in alcuni casi più gravi.

«Spesso il problema è un’infezione batterica ma in alcuni casi quello che abbiamo trovato era sicuramente una allergia all’inchiostro, persone che si sono fatte un tatuaggio rosso senza problemi, poi dopo qualche anno ne hanno fatto un altro e all’improvviso entrambi hanno iniziato a prudere e a gonfiarsi», ha aggiunto ancora la dottoressa Marie Leger. Secondo uno studio tedesco pubblicato su Lancet il 5% dei tatuaggi genera un’infezione, mentre più recentemente una ricerca ha puntato il dito anche sui tattoos non permanenti per una sostanza chimica allergizzante spesso presente nell‘henne. Diciamo che i sintomi più frequenti sono essenzialmente irritazione, arrossamento, sensazione di bruciore, gonfiore e dolore sull’area tatuata e queste reazioni vengono considerate “normali”, ma nel caso in cui dovessero peggiorare nelle 48 ore, allora vuol dire che il tatuaggio si è infettato e dunque è raccomandabile chiamare il medico soprattutto se ai sintomi sopra citati va ad aggiungersi un innalzamento della temperatura.

Come accorgersi se il tatuaggio si è infettato? Innanzitutto la ferita presenta un colore giallastro o verdastro, tendente a emanare un cattivo odore. E’ necessario consultare un medico per farsi prescrivere una cura antibiotica per debellare l’infezione.Generalmente i dottori prescrivono dei preparati per combattere il prurito o degli antibiotici quando la situazione è più grave, anche se in alcuni casi è necessario rimuovere il tatuaggio. L‘Istituto Superiore della Sanità consiglia di rivolgersi sempre e solo a tatuatori in possesso dell’idoneità igienico-sanitaria visto che l’igiene viene prima di tutto in questi ambienti.Bisogna innanzitutto verificare se gli aghi utilizzati siano nuovi, sterili e soprattutto monouso, e poi bisogna anche prestare attenzione agli inchiostri che devono essere atossici e sterili.

Lo studio – La ricerca ha preso in esame 300 persone fermate a caso a Central Park, alle quali è stato chiesto se avevano mai avuto problemi con i loro tatuaggi. Circa il 10% del campione ha affermato di avere vissuto qualche complicazione, e tra loro sei su dieci hanno riportato problemi che sono durati per più di quattro mesi.

Batteri e reazioni allergiche – “Spesso il problema è un’infezione batterica, ma in alcuni casi quello che abbiamo trovato era sicuramente una allergia all’inchiostro – spiega Marie Leger, coautrice dello studio -, persone che si sono fatte un tatuaggio rosso senza problemi, poi dopo qualche anno ne hanno fatto un altro e all’improvviso entrambi hanno iniziato a prudere e a gonfiarsi”.

Un’ulteriore ricerca ha puntato il dito anche contro i tatuaggi non permanenti, finiti nella “lista nera” a causa di una sostanza chimica allergizzante spesso presente nell’henné.

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