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Tromba d’aria a Ostia Lettini e sdraio volanti feriscono dieci bagnanti

Sembrava di stare in un documentario, di quelli che raccontano con immagini puntuali i tornado che interessano soprattutto dagli Stati Uniti, dove le trombe d’aria sono “di casa” e dove la popolazione è preparata.Invece questo poco conosciuto aspetto del maltempo ieri si è palesato sulla spiaggia di Ostia, litorale romano, destando paura, stupore misto a un non sapere bene come comportarsi. Sono circa le tredici quando una tromba d’aria si è abbatte sullo stabilimento Zenith e su quello adiacente della Marina militare, entrambi sul lungomare Amerigo Ve- spucci.
Dal mare si alza un vento talmente forte da spostare cose e persone.

Gli ombrelloni iniziano a staccarsi dalla sabbia e spiccnao il volo, e così le sdraio e tutti gli oggetti dei bagnanti. Uno, due, tre, quattro metri in alto per poi andare sospesi di qua e di la. Come nella più fantasiosa delle favole, soltanto che era la realtà. Ma i danni più gravi li hanno subiti le persone: una decina, infatti, i feriti. È su di loro che gli oggetti volanti si sono poi posati provocando ferite da codice giallo. Quattro le persone soccorse sul posto, due quelle con trauma cranico trasportate nel vicino ospedale di Ostia, un’altra con la stessa diagnosi è stata invece trasferita al nosocomio di Pomezia. Quattro, invece, i bagnanti da codice verde trasferite al Sant’Eugenio di Roma: il vento forte che ha sollevato gli oggetti su di loro si è tradotto con delle leggere contusioni.
«È stato un “fulmine” a ciel sereno quello che è successo», ha commentato un bagnante, «una cosa insolita e inaspettata anche perché il cielo era limpidissimo. Lo spavento è stato tanto e non sapevamo come proteggerci». «Ho temuto per la mia incolumità», aggiunge una donna scamata a sdraio e lettini, «ma per fortuna alla fine tutto si è risolto senza danni irreparabili».
Ieri, però, sono state segnalate altre due trombe d’aria: una nel Brindisino senza alcuna conseguenza, l’altra a Olbia dove sono volati ombrelloni e lettini. Appena tre giorni fa, invece, ad essere interessata da questo fenomeno è stata la Brianza e giù sono caduti soltanto alberi e qualche cartello stradale.
Bisogna andare indietro fino al 1930, invece, per trovare il tornado più devastante che abbia colpito l’Italia. In provincia di Treviso, nel comune di Volpago di Montello, si formò una tromba d’aria di potenza simile a quelle americane. Il vento, in quella occasione, raggiunse i 500 chilometri orari, durò poco più di un’ora, percorse ottanta chilometri e costò la vita a 23 persone.

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