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Unioni civili: famiglie arcobaleno e associazioni scendono in piazza “Svegliati Italia”

Cento piazze piene per urlare forte: «Svegliati Italia!». Nel fine settimana che precede la battaglia in Senato sulla legge Cirinnà  unioni civili per le coppie omosessuali anche con adozione del figliastro, unioni di fatto per gli eterosessuali  l’appello lanciato da Arcigay e Arcilesbica ha riempito, anche al di là delle aspettative degli organizzatori, le piazze a Milano, Palermo, Napoli, Trento, Torino, Roma, Bologna, Venezia, Potenza, Bari, Cagliari, Sassari, Nuoro, Catanzaro e in molte altre città.

A Londra (davanti alla nostra ambasciata) si sono ritrovati 200 manifestanti. «Un milione di sveglie hanno suonato oggi in tutto il Paese, il Parlamento le ascolti», ha detto il segretario di Arcigay, Gabriele Piazzoni.

La manifestazione di ieri ha raccolto l’adesione di esponenti di spicco del Pd, delia sinistra e dei Radicali italiani: i sin- daci Fassino, Pisapia e Orlando, il ministro Martina e la senatrice Monica Cirinnà portata in trionfo in piazza del Pantheon. La verdiniana Manuela Repetti (Ala) ha detto: «Sono piazze che dimostrano che l’Italia è matura».
Le 98 piazze italiane di ieri precedono di 7 giorni il Family Day  sostenuto dalla destra, da Ap di Alfano, da molte associazioni ecclesiastiche con l’appoggio dei vescovi  che, dicono gli organizzatori, sabato 30 dovrebbe portare al Circo Massimo «una folla immensa». A Roma, ci saranno anche i ministri Galletti e Lorenzin (Ap) e il deputato Fioroni (Pd). Giovedì 28 la legge Cirinnà riprenderà il suo percorso in Senato (senza relatore e pareri del governo) con il voto palese sulle pregiudiziali di costituzionalità. E subito ci si chiede se il no dei centristi di Alfano verrà compensato dai grillini.

Invece, il voto segreto sull’adozione del figliastro (osteggiata anche da 30 senatori dem) ci sarà solo dopo il Family Day che potrebbe spostare, nel Pd, la sottile linea di confine tra favorevoli e contrari. La senatrice Rosa Maria Di Giorgi, che contro la stepchild adoption ha presentato con i colleghi dem l’emendamento sull’affido rafforzato, dice di essere moderatamente fiduciosa: «C’è l’emendamento Chiti, sul pre affido di 3 anni precedente all’adozione, oppure la proposta Puglisi, che parla di un percorso protetto di due anni prima dell’adozione. Ecco, questi sono esempi di mediazione possibile mentre altri testi del Pd sono davvero acqua fresca».

Gli altri nodi da sciogliere riguardano i rimandi della legge Cirinnà tra unioni civili e diritto matrimoniale e il difficile tentativo di inasprire le pene per chi utilizza la maternità surrogata all’estero (in Italia vietata dalla legge 40). «Anche su questo abbiamo i nostri emendamenti ma per la mediazione vera credo che se ne riparli dopo il Family Day», conferma la dem Di Giorgi, renziana della prima ora. La senatrice Cirinnà accetta la sfida: Il Pd sarà unito, sarà un bella legge per l’Italia. Questa è una bella piazza e anche quella del 30 lo sarà».

Saluti dalla California, la capitale del turismo riproduttivo». Jennifer Lahl, la più conosciuta promotrice della petizione per vietare in tutto il mondo la maternità surrogata, inizierà così il suo discorso al Family Day sabato 30 gennaio. L’invito le è arrivato pochi giorni fa e, nonostante i mille impegni, Lahl ha deciso di volare a Roma: «Se è importante per la causa non mi tiro indietro — ha detto al Corriere — troppe coppie europee vengono da noi per sfruttare l’utero delle americane. Brooke Brown è morta per dare un figlio a una coppia spagnola. E anche Elton John si è rivolto a un’agenzia californiana. È ora di finirla». Insieme a Jennifer volerà a Roma anche Elisa Gomez,
una madre surrogata del Minnesota, che ha partorito una bimba per una coppia gay dietro promessa che avrebbe potuto rimanere in contatto con lei. Ma i genitori intenzionali hanno cambiato idea e lei ha dovuto far causa (vinta) per essere riconosciuta madre della bimba e tuttora non riesce a vederla.
La presenza delle due donne non passerà inosservata in Italia dove infuria il dibattito sulla stepchild adoption contenuta nel ddl Cirinnà. L’emendamento del senatore Dalla Zuanna che prevede il carcere per chi fa un figlio all’estero con una surrogata è stata accolta come un insulto dalla comunità Lgbt. Ma il tema di un divieto mondiale della pratica è all’ordine del giorno. Il 2 febbraio se ne parlerà a Parigi all’Assemblea nazionale

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