Violentata la bimba rumena di dieci anni morta in piscina

Bambina-rumena-trovata-morta-in-piscina-fermato-un-21enne-rumeno-accusato-di-violenza-sessuale-e-omicidioNovità sul caso riguardante la morte della povera bambina di nove anni ritrovata senza vita all’interno di una piscina di un ristorante a San Salvatore Telesino, lo scorso lunedì e per la cui morte adesso risulta indagato un giovane rumeno di 21 anni,il quale sarebbe stato interrogato nella notte tra lunedì e martedì e poi rilasciato nella mattinata di ieri intorno alle ore 4.

A lanciare l’allarme era stato il padre della giovane Maria,il quale non vedendola rientrare intorno alle ore ha chiamato le forze dell’ordine e così sono subito partite le ricerche a tappeto che hanno portato alla scoperta del cadavere della piccola all’interno della piscina. Intanto nella giornata di lunedì sarebbe stata effettuata l’autopsia sul corpicino della piccola Maria Ungureanu, e purtroppo sarebbero stati confermati tutti i sospetti, ovvero la piccola sarebbe stata violentata e poi sarebbe morta per asfissia; al momento nel registro degli indagati risulta esserci soltanto il giovane rumeno di 21 anni il quale sarebbe accusato di omicidio volontario e violenza sessuale ai danni della piccola Maiia, anche se l’uomo al momento risulta essere ancora in libertà.

Nel corso dell’interrogatorio il giovane avrebbe sostenuto di aver incontrato la bambina domenica sera, tra le 19 e le 20, ma di averla lasciata poco prima delle 20 a pochi passi dalla chiesa di Santa Maria Assunta, nel cuore del centro storico di San Salvatore Telesino, successivamente si è recato con la sua auto a casa di amici e parenti, lontano da San Salvatore Telesino. L’avviso di garanzia gli è stato notificato in mattinata dalla procura della Repubblica di Benevento, che ha disposto anche il sequestro della sua abitazione, a poca distanza dalla chiesa di Maria Assunta, dove la bimba, figlia di una coppia di romeni, era stata vista l’ultima volta viva. Da quanto è emerso sarebbe stata sequestrata anche l’auto del giovane che come abbiamo già anticipato ha raccontato di aver in effetti incontrato la bambina e di averla lasciata verso Relese Terme dopo un giro in macchina.

Sembra che nelle ultime ore gli investigatori stiano ascoltando anche altri bambini di San Salvatore Telesino in provincia di Benevento per ricostruire praticamente quello che è accaduto nel pomeriggio di domenica, ma al momento non sembra esserci notizie chiare; inoltre i carabinieri del Racis di Roma hanno compiuto altri rilievi nell’agriturismo, ed anche da questi purtroppo non sarebbero emersi elementi utili alle indagini, visto che l’agriturismo dove è stata ritrovata Maria era chiuso per riposo settimanale e la piscina nonostante la vasca fosse piena nonera ancora stata attiva per la stagione estiva. La salma della povera Maria, rimasta per parecchie all’ospedale Rummo di Benevento, potrebbe essere riconsegnata a breve ai genitori. Intanto nel paese molto piccolo di circa 4000 abitanti cresce lo sgomento e non si capisce come possa essere potuta accadere una cosa del genere.

L’autopsia sul corpo di Maria Ungureanu,la bambina di 9 anni trovata morta nella piscina di un agriturismo a San Salvatore Telesino, provincia di Benevento, ha dato una prima conferma ai peggiori sospetti: è stata stuprata, poi è morta per annegamento. D. P., romeno di 21anni,operaio ma senza un lavoro fisso, già ascoltato a lungo nella notte tra lunedì e martedì, risulta iscritto nel registro degli indagati per le ipotesi di violenza sessuale ed omicidio volontario di minore. Voci non confermate nel momento in cui Libero va in stampa, parlano di un fermo del giovane, che con Maria aveva trascorso gli ultimi momenti prima della tragica fine. L’esame autoptico, cui hanno assistito anche i periti della difesa del ragazzo,è stato effettuato nel pomeriggio da Monica Fonzo, medico legale dell’ospedale Rummo di Benevento, insieme all’anatomopatologo napoletano Claudio Buccelli.

L’unica circostanza non appurata dagli esami sin qui svolti è il momento della morte: per il resto,i rilievi clinici hanno individuato le cause del decesso e la violenza subita dalla piccina,come avevano ipotizzato sin dall’inizio gli stessi inquirenti. Pare che la piccola mostrasse tracce di violenze pregresse, definite «recenti», dettaglio che di fatto aprirebbe un altro scenario parallelo, con abusi patiti in epoca antecedente la tragedia di domenica. A meno che – immaginano ancora gli investigatori – quei segni non indichino le violenze praticate nelle cinque ore trascorse dalla scomparsa della bimba al ritrovamento del cadavere, cioè tra le 19 e mezzanotte della sera del 19 giugno. Il corpo non presenterebbe particolari segni esteriori, nulla che lasci supporre una sorta di colluttazione né tentativi di resistenza da parte di Maria.

Né sotto le piante dei piediné sui gomiti sarebbero state rinvenute tracce di graffi o abrasioni causate dallo sfregamento contro il cemento della piscina.Circostanza che induce a sospettare che la piccola, che non sapeva nuotare, sebbene ancora viva vista l’acqua nei polmoni (la causa del decesso è asfissia per annegamento), non fosse cosciente quando è finita nella vasca, tra l’altro neppure con l’acqua alta.Ecco perché c’è da attendere l’esito dell’esame tossicologico su brandelli di tessuto prelevati dalla salma, per capire se la bambina sia stata narcotizzata, drogata, se vi siano tracce di alcol o altro. E, di conseguenza,stabilire sel’assassino l’abbia prima stordita e dopo gettata in acqua come un sacco. Stessa sorte per gli indumenti: dati in un primo momento come ripiegati ed ordinati su una sedia ma invece attorcigliati e gettati alla rinfusa, sono stati inviati in laboratorio per gli approfondimenti scientifici e le analisi del caso.

La bambina era uscita di casa nel pomeriggio di domenica per andare in chiesa, dove erano in corso le celebrazioni in onore di Sant’Anselmo, protettore di San Salvatore. Da lì era andata via intorno alle 19,45 perché il corteo era stato annullato per la pioggia. Avrebbe a quel punto incrociato il giovane romeno e sarebbe salita sulla sua auto. Da lì in avanti esiste solo la versione fornita dall’indagato, che ha detto di averla riportata verso le 20.30 dinanzi alla chiesa dopo un giro in auto per raggiungere Telese Terme, dove era intenzionato ad andare prima di incontrare Maria. Il giovane – cui sono stati sequestrati auto e abitazione – ha spiegato di non essere riuscito ad arrivarci perché una maratona in corso bloccava e deviava la circolazione. Carabinieri e magistrati stanno sentendo altri testimoni, tra i quali alcuni indicati dallo stesso operaio, tra loro anche bambini. «Sono innocente,non avrei mai potuto farle da male, era come una sorella». Così ha risposto Daniel durante l’interrogatorio.

Prime soluzioni per un omicidio terribile. Per la morte della bambina di dieci anni rivenuta priva di vita nella piscina di un casale adibito a ristorante di San Salvatore Telesino, in provincia di Benevento, c’è ora un indagato. Ma c’è anche il risultato agghiacciante dell’autopsia. L’esame autoptico ha confermato quello che si era ipotizzato: la bambina è stata violentata e poi è morta per asfissia da annegamento, non sapeva nuotare. Ora si svolgeranno altri test, per stabilire il momento della violenza e quelli tossicologici. La svolta si è avuta ieri mattina.

Un romeno di 21 anni, Petru Daniel Ciocan, operaio saltuario presso alcune aziende della zona, è stato infatti iscritto nel registro degli indagati con le imputazioni di omicidio volontario e violenza sessuale. Gli inquirenti, i carabinieri della Compagnia di Cerreto, il procuratore della Repubblica Giovanni Conzo e il sostituto procuratore Maria Sca- marcio lo hanno ascoltato per oltre dieci ore alla presenza del suo legale Giuseppe Maturo. Un interrogatorio che è andato avanti dal tardo pomeriggio di lunedì fino alle prime luci dell’alba, quando il roeno è stato rilasciato.
Il giovane ha ricostruito la sua serata di domenica: intorno alle 19 ha incontrato Maria, la bambina trovata poi morta, nei pressi della sua abitazione nel centro del paese, l’ha fatta salire sulla sua auto una Polo blu e si è intrattenuto con lei per circa tre quarti d’ora. Ha tentato invano di raggiungere la casa di un familiare che risiede a Telese Terme, ma a causa di una maratona podistica le vie del paese erano intransitabili. Pertanto ha fatto ritorno a San Salvatore Telesino dove ha lasciato la bambina davanti alla chiesa poco prima delle venti, dove peraltro c’erano anche altre bambine. Poi il giovane si è recato in auto a Castelvenere, da un fratello, poi avrebbe raggiunto Faicchio, il lago di Telese e nel corso della notte è tornato a casa. Il giovane si è anche soffermato sui rapporti che intratteneva con la bambina unica figlia di una copia rumena. Ha detto di essere da tempo amico della famiglia della piccola vittima trovata morta in piscina e di aver preso parte anche anche a dei festeggiamenti in occasione dei compleanni di Maria. Una ricostruzione meticolosa di quelle ore di domenica. Gli inquirenti hanno fatto dei primi riscontri ed alla fine lo hanno rilasciato. Ma è scattata l’iscrizione nel registro degli indagati anche per porlo in condizioni eventualmente di nominare un perito per l’autopsia.

L’indagato, però, ha deciso di non far partecipare un suo consulente a questo esame. «Non l’ho uccisa- avrebbe detto – era come una sorella per me» All’autopsia erano anche presenti i Ris dei carabinieri che da lunedì stano seguendo le varie fasi delle indagini. In particolare oltre ai rilievi presso la piscina dove la bambina è stata rinvenuta completamente nuda, i Ris hano raccolto elementi anche presso l’abitazione del giovane rumeno indagato, che vive a San Salvatore da oltre dieci anni con una sorella maggiore che lavora come badante. Ascoltati a lungo anche i genitori di Maria che avrebbero sostenuto che la bambina pur essendo particolarmente vivace non aveva manifestato problemi, solo in passato, a quanto pare, avevano avuto da ridire su qualche amicizia con giovani del paese, ma nulla di allarmante. Intanto gli investigatori proseguono gli interrogatori a caccia dell’assassino.

Sta lasciando tutti senza parole, nelle ultime ore, quello che è accaduto a San Salvatore Telesino, comune italiano di 4,046 abitanti della provincia di Benevento in Campania, dove una bambina di soli dieci anni è stata trovata priva di vita, e nuda, nella piscina di un Casale.

Non è ancora chiaro cosa sia accaduto alla piccola, ne come sia finita in questa piscina e neppure se era da sola oppure no. La piccola era la figlia di una coppia di cittadini romeni che vivono nel centro di Sannio e, stando a quanto trapelato dalle prime indiscrezioni, sembrerebbe che la scorsa domenica pomeriggio proprio la bambina si sia recata da sola presso la Chiesa di Santa Maria Assunta dove appunto è stata avvistata per l’ultima volta intorno alle ore 19,30. L’allarme però è stato lanciato proprio la scorsa domenica sera quando il papà della piccola, non vedendola tornare a casa, si è subito preoccupato motivo per il quale si è subito recato presso la stazione dei Carabinieri per denunciarne la scomparsa.

Immediatamente sono iniziate le ricerche della bambina di 10 anni, ricerche da parte dei carabinieri della compagnia di Cerreto Sannita e della stazione di San Salvatore Telesino, inizialmente senza alcun esito fino a quando poi è stata effettuata la terribile scoperta. A lanciare l’allarme è stata la titolare di un locale pubblico sito nello specifico nella zona centrale di San Salvatore Solesino, poco distante dal Casale in cui è stato ritrovato il corpicino della bambina. La donna nello specifico, secondo quanto trapelato dalle prime indiscrezioni, proprio dalla finestra del pub ha notato nella piscina del Casale in corpicino di una bambina che galleggiava e ha così subito avvisato le forze dell’ordine.

Arrivati sul posto, la terribile scoperta. Quel corpicino era proprio quello della bambina che i carabinieri stavano cercando e come precedentemente anticipato, la bambina galleggiava nuda all’interno della piscina. I suoi vestiti e le scarpe si trovavano a bordo piscina ma al momento non è ancora chiaro cosa sia accaduto. Si è ipotizzato che la piccola abbia avuto voglia di fare un bagno nella piscina e sia tragicamente annegata ma allo stesso tempo le forze dell’ordine non hanno neppure escluso la terribile ipotesi di violenza. In piena notte l’arrivo del nucleo della scientifica dell’arma e i rilievi del medico legale Monica Fonzo ma per capire cosa sia realmente accaduto alla bambina bisognerà attendere il risultato dell’esame autoptico che verrà effettuato presso l’ospedale ‘Rummo’ di Benevento’ dove la salma della piccola è stata trasferita in seguito al tragico ritrovamento. Intanto continuano le indagini e proprio le forze dell’ordine hanno ascoltato una decina di persone nella speranza di ricostruire le ultime ore di vita della bambina. “Una bimba bellissima, meravigliosa, frequentava la scuola elementare” sono state le parole commosse con cui un uomo di San Salvatore Telesino ha ricordato la bambina.

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