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Wind Tre: nuovo operatore telefonico, investirà 7 miliardi in infrastrutture per sviluppo digitale

Nasce in Italia una nuova compagnia telefonica, nata dalla fusione di due gestori più piccoli, ovvero Wind Telecomuncazioni e H3G. Stiamo parlando di Wind Tre, la nuova compagnia nata ufficialmente dalla fusione di due gestori più piccoli, partita ufficialmente dallo scorso 31 dicembre e divenuta il primo operatore mobile italiano, con 31 milioni di clienti.Proprio riguardo gli utenti, sembra che almeno per il momento per loro non cambierà nulla, in quanto non sono ancora previste nuove tariffe congiunte nè altre modifiche di alcun tipo. Ciò che è certo è che alla guida del nuovo operatore, ci sarà Maximo Ibarra, ovvero l’ex Ceo di Wind. “Comincia una grande sfida di mercato, un’importante fase di sviluppo per l’economia digitale nel nostro paese: vogliamo essere leader nella relazione con i clienti grazie alla qualità delle nostre infrastrutture, alla trasparenza delle nostre offerte e alla passione delle nostre persone”, è questo quanto dichiarato proprio dall’amministratore delegato del nuovo gruppo, ovvero Maximo Ibarra, il quale attraverso una nota diffusa proprio nella giornata di ieri ha voluto lanciare la nuova avventura e presentare la nuova compagnia telefonica.

Lo stesso ha aggiunto che Wind Tre si appresta a diventare un player di riferimento nell’integrazione fisso-mobile e nello sviluppo delle reti in fibra di nuova generazione grazi all’accordo con Enel Open Fiber per la realizzazione della rete in banda ultralarga in Italia. “La nuova capacità finanziaria e industriale permetterà a Wind Tre di fornire servizi innovativi, di elevata qualità ed una maggiore velocità di rete in linea con la crescente domanda di connettività e con le aspettative di consumo di famiglie ed imprese”, si legge in una nota della società. La nuova compagnia pare si sia posta anche un altro obiettivo ovvero quello di offrire servizi fisso-mobile grazie all’accordo con Enel Open Fiber e ciò significa che l’azienda punta in alto ovvero a diventare una realtà importante nel panorama italiana in modo da poter competere con altre compagnie come Vodafone e Telecom Italia. A tal riguardo, l’azienda ha fatto sapere di essere pronta ad investire circa sette miliardi di euro al fine di realizzare importanti efficienze.

“La nuova capacità finanziaria e industriale permetterà a Wind Tre di fornire servizi innovativi, di elevata qualità ed una maggiore velocità di rete in linea con la crescente domanda di connettività e con le aspettative di consumo di famiglie ed imprese”, si legge ancora in una nota diffusa dalla nuova compagnia. Ecco la squadra al completo della nuova compagnia Wind Tre: Dina Ravera (Merger Integration Officer), Stefano Invernizzi (Finance, Control & Procurement), Benoit Hanssen (Technology), Paolo Nanni (Business & Wholesale), Luciano Sale (Human Resources), Mark Shalaby (Legal, Compliance & Regulatory), Michiel Van Eldik (Consumer & Digital) e Massimo Angelini (PR Internal & External Communication).

II grande giorno è arrivato. Wind Tre, nato dalla fusione dei due gestori, è ufficialmente partito. Prende vita così, dopo mesi di lavoro per far decollare il matrimonio, il primo operatore mobile italiano con 31 milioni di clienti e tanta voglia di crescere, rosicchiando quote di mercato a Tim e Vodafone. Le linee guida sono ben chiare a Maximo Ibarra, nuovo ad del colosso telefonico. «Comincia – spiega in una nota ufficiale – una grande sfida di mercato, un’importante fase di sviluppo per l’economia digitale nel nostro Paese. Vogliamo essere leader nella relazione con i clienti grazie alla qualità delle nostre infrastrutture, alla trasparenza delle nostre offerte e alla passione delle nostre persone». Del resto, Wind Tre ha un piano di sviluppo rilevante. Tant’è che è pronto a investire 7 miliardi di euro nei prossimi 7 anni in infrastrutture digitali. Ma non basta. L’obiettivo finale è «diventare un player di riferimento nell’integrazione fisso-mobile e nello sviluppo delle reti in fibra di nuova generazione». Questo anche grazie all’accordo con Enel Open Fiber per la realizzazione della rete in banda ultralarga in Italia.
La nuova società vanta anche un portafoglio di 2,7 milioni di clienti nel fisso. Nulla cambierà, almeno per il momento, da un punto di vista commerciale per i clienti: i marchi restano distinti e così i negozi, le tariffe, i numeri per l’assistenza. Poi, con gradualità, ci sarà l’integrazione.

Come noto, ci sono voluti circa due anni per arrivare al tanto atteso matrimonio. Era infatti la fine del 2014 quando cominciarono a circolare le prime voci, mai commentate dei diretti interessati, di una intesa in vista. Ma solo nel maggio 2015 arrivò l’annuncio ufficiale da parte dell’ad della russa Vimpelcom, Jean Yves Charlier, che rese noto l’accordo con i cinesi del gruppo Hutchi- son per un’alleanza paritaria. L’anno e mezzo successivo è servito a mettere a punto i dettagli dell’operazione e, soprattutto, per ottenere le necessarie autorizzazioni da parte di tutti gli attori in campo, a partire da Bruxelles che ha dato il proprio via libera solo a condizione che un nuovo operatore facesse il suo ingresso sul mercato italiano. La soluzione è stata trovata in Iliad, il gruppo francese low cost, che grazie agli accordi con Wind Tre potrebbe lanciare le proprie offerte già nel 2017. Ibarra sarà affiancato da una squadra di manager di grande esperienza nazionale ed internazionale: Dina Ravera (merger integration officer) , Stefano Invernizzi (finance, control & procurement), Benoit Hanssen (technology), Paolo Nanni (business & wholesale), Luciano Sale (human resources) , Mark Shalaby (legal, com- pliance & regulatory), Michiel Van Eldik (consumer & digital) e Massimo Angelini (pr internal & external communication).

«Comincia una grande sfida di mercato, un’importante fase di sviluppo per l’economia digitale per l’Italia. Vogliamo essere leader nella relazione con i clienti grazie alla qualità delle nostre infrastrutture, alla trasparenza delle nostre offerte e alla passione delle nostre persone». Così il ceo di Wind Tre, Maximo Ibarra, dà il benvenuto alla nuova azienda nata dalla fusione delle due società operative H3G e Wind Telecomunicazioni dopo la costituzione della joint-venture paritetica creata da Hutchison e Vimpelcom.

Operativa sul mercato italiano delle telecomunicazioni dal 31 dicembre, Wind Tre conta oltre 31 milioni di clienti nel mobile e 2,7 milioni nel fisso e «investirà, nei prossimi anni, 7 miliardi di euro in infrastrutture digitali», si legge nella nota diffusa ieri del gruppo. Fra le altre cose il nuovo operatore promette di fornire «servizi innovativi, di elevata qualità e una maggiore velocità di rete in linea con la crescente domanda di connettività e con le aspettative di consumo di famiglie e imprese».

L’azienda, si legge inoltre nel comunicato, punta a «diventare un player di riferimento nell’integrazione fisso-mobile e nello sviluppo delle reti in fibra di nuova generazione grazie anche all’accordo con Enel Open Fiber per la realizzazione della rete in banda ultralarga in Italia».
Maximo Ibarra sarà affiancato da una squadra di manager di esperienza nazionale ed intemazionale: Dina Ravera (merger integration officer), Stefano Invernizzi (finanza), Benoit Hanssen (tecnologia), Paolo Nanni (business & Wholesale), Luciano Sale (risorse umane), Mark Shalaby (legale), Michiel Van Eldik (consumer) e Massimo Angelini (pubbliche relazioni e comunicazione esterna).
Restano ancora da capire modi e tempi previsti per l’integrazione delle reti che facevano capo ai due operatori, anche se il tam tam degli ambienti vicini all’operazione riferisce che sono in arrivo pure su questo fronte importanti novità. Confermate, per ora, le tariffe esistenti al momento della fusione.

Il 2017 ha portato sul mercato delle telecomunicazioni la nuova Wind Tre, la più grande realtà nazionale di telefonia mobile con oltre 31 milioni di clienti e 2,7 milioni nel fisso, nata dalla fusione delle due società operative H3G e Wind Telecomunicazioni a seguito della joint-venture paritetica creata da CK Hutchison e VimpelCom.
La nuova società — che opererà sul mercato con i tre storici marchi, Wind e 3 per il mobile e Infostrada per il fisso — è operativa dal 31 dicembre scorso. Guidata dal ceo Maximo Ibarra, di provenienza Wind, la nuova azienda — come è evidenziato in una nota — realizzerà importanti efficienze e investirà, nei prossimi anni, 7 miliardi di euro in infrastrutture digitali. Se sulle modalità con cui verranno raggiunte le «importanti efficienze» la società non dice nulla, sui prossimi investimenti il quadro è più chiaro: «Comincia una grande sfida di mercato, un’importante fase di sviluppo per l’economia digitale nel nostro Paese — spiega Ibarra — vogliamo essere leader nella relazione con i clienti grazie alla qualità delle nostre infrastrutture, alla trasparenza delle offerte e alla passione delle persone». La nuova capacità finanziaria e industriale «permetterà a Wind Tre di fornire servizi innovativi e una maggiore velocità di rete in linea con la crescente domanda di connettività e con le aspettative di consumo di famiglie e imprese». L’azienda ha «l’obiettivo di diventare un player di riferimento nell’integrazione fissomobile e nello sviluppo delle reti in fibra di nuova generazione grazie anche all’accordo con Enel Open Fiber per la realizzazione della rete in banda ultralarga in Italia». Il ceo Ibarra sarà affiancato da una «squadra di manager di grande esperienza nazionale e internazionale: Dina Ravera (Merger integration officer), Stefano Invernizzi (Finance, control & procurement), Benoit Hanssen (Technology), Paolo Nanni (Business & wholesale), Luciano Sale (Human resources), Mark Shalaby (Legal, compliance & regulatory), Michiel Van Eldik (Consumer & digital) e Massimo Angelini (Pr Internal & External communication)».

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