Aerosol e raffreddore: sarebbe inutile per i bambini: alcune raccomandazioni

Quando serve l’aerosol? Innanzitutto, spieghiamo che cos’è l’aerosol. E’ uno strumento prodotto dalle case farmaceutiche, che serve a nebulizzare le particelle di un farmaco. Cosa vuol dire nebulizzare, vuol dire ridurre ad una dimensione piccolissima il prodotto che deve essere respirato. Questo strumento utilizzato perlopiù nelle patologie dell’apparato respiratorio, come tosse e asma.

L’aerosol è il metodo più consigliato da molti pediatri per affrontare il raffreddore che la tosse nei bambini, ma stando all’ultimo studio effettuato dalla dottoressa Susanna Esposito, attuale presidente dell’associazione mondiale delle malattie infettive e disordini immunologici nonché ordinario di pediatria all’Università di Perugia, questo metodo adottato da molti dottori per combattere gli stati influenzali non servirebbero a nulla.

Aerosol: ultima ricerca

Stando a quanto afferma la dottoressa Susanna Esposito, nella metà dei casi in cui i bambini vengono curati aersol sarebbero inutili. Anche se, va detto che in Italia in altri paesi d’Europa, questo metodo terapeutico è usato in larga scala. Stando a quanto affermano gli esperti per combattere il raffreddore sarebbero più idonei lavaggi nasali, così facendo si eliminerebbe un eccesso. Gli esperti ricordano che anche una buona igiene soprattutto nelle mani del naso possono evitare ulteriori contagi. È indicato inoltre umidificare l’ambiente specialmente in presenza di caloriferi.

BAMBINI CON LA TOSSE AEROSOL AL CORTISONE

Le infezioni delle vie respiratorie superiori (naso, bocca, faringe e laringe) sono le malattie più frequenti nei bambini. Quasi sempre a causarle è un virus stagionale. Guariscono spontaneamente nell’arco di una settimana o poco più. Soprattutto nel periodo invernale i più penalizzati dai virus sono i neonati: è frequente che raffreddore, mal di gola, catarro e tosse si presentino più volte in un breve periodo di tempo o impieghino settimane a passare, per la disperazione delle neomamme. La tosse persistente e la richiesta di una terapia per risolverla sono le motivazioni più frequenti delle consultazioni telefoniche e delle visite pediatriche. Molto spesso il pediatra in questi casi prescrive “un po’ di aerosol con il cortisone”.

PERCHÉ È MEGLIO NON USARLO Non ci sono prove che i farmaci cortisonici inalatori siano efficaci per la cura della tosse. Al contrario, è dimostrato che il loro uso non accorcia la durata dei sintomi delle infiammazioni acute delle prime vie respiratorie. Eppure, secondo i dati dell’Osservatorio ARNO bambini (un sistema di sorveglianza continua sulle prescrizioni dei medici del Servizio sanitario nazionale), i cortisonici inalatori sono tra i primi 15 farmaci più prescritti in Italia. I nomi dei principi attivi in commercio sono Beclometasone, Budesonide, Flunisolide e Fluticasone. Un bambino su quattro li usa almeno una volta l’anno. In particolare il Beclometasone è il terzo farmaco più prescritto ai bambini italiani. Si stima che ogni anno almeno il 18% dei bambini in età prescolare lo assuma: tre volte di più che negli altri paesi europei. Un dato che la dice lunga sull’inappropriatezza della prescrizione nel nostro Paese.

QUANDO INVECE ANDREBBE PRESO I cortisonici inalatori hanno la capacità di ridurre velocemente l’infiammazione e i gonfiori. Sono quindi farmaci preziosi in alcune circostanze e sono davvero indispensabili nel trattamento di poche condizioni ben definite, che sono: l’attacco d’asma, l’asma cronica e la laringite acuta stenosante infettiva, detta anche croup.

MEGLIO USARE IL DISTANZIATORE Una volta stabilito che sia davvero utile per il bambino assumere cortisonici, è molto importante che siano dosati e somministrati correttamente. Succede infatti che con l’aerosol, buona parte del farmaco nebulizzato si fermi prima di entrare in gola. In questo caso, non solo il farmaco manca il bersaglio, ma può causare disturbi come raucedine o candidosi, un’infezione da funghi che per guarire ha bisogno di farmaci specifici. La soluzione migliore per ovviare al problema è usare i distanziatori. Ne esistono di varie dimensioni a seconda dell’età del bambino. I distanziatori sono assolutamente da preferire all’apparecchio per aerosol, perché aumentano l’efficacia della terapia e riducono gli effetti indesiderati. Indipendentemente dal mezzo scelto, vale comunque la raccomandazione di sciacquare sempre la bocca dopo l’uso dei cortisonici.

In caso di raffredore e mal di gola alcuni rimedi tradizionali sono assolutamente validi. Come quello di tenere sempre pulito il naso del bambino, così non respirerà con la bocca, aumentando il rischio di tosse dovuta all’irritazione della gola. Anche bere spesso acqua, o bevande calde con miele, è un ottimo rimedio. Usa i cortisonici inalatori solo in presenza di indicazioni mediche e nelle sole situazioni in cui la loro efficacia è provata. pApri spesso le finestre di casa, anche in inverno, per ridurre la concentrazione di microbi e sostanze irritanti. Non riscaldare troppo l’ambiente e contrasta la secchezza causata dai termosifoni accesi umidificando l’aria.  Non fumare perché l’esposizione dei bambini al fumo di sigaretta aumenta l’irritazione delle vie respiratorie.  Ricorda che la gola infiammata e il raffreddore sono malattie che passano da sole ed è improbabile riuscire ad accelerare la guarigione

  1. Quali sono i vantaggi della terapia aerosolica.

Con l’aerosolterapia porti il farmaco direttamente sulle mucose che vanno curate.

  1. Perché usare il nebulizzatore.

Il medico consiglia l’uso del nebulizzatore a persone che non possono o non riescono usare bene altri inalatori o a chi solo il trattamento con un nebulizzatore risolve o allevia i problemi respiratori

  1. Perché l’aerosolterapia con nebulizzatore è una terapia complessa

Non tutti i nebulizzatori in commercio riescono a portare il farmaco prescritto dal medico a livello di bronchi e polmoni. Chiedi sempre al tuo medico precise indicazioni su quale nebulizzatore è adatto per te; probabilmente ti verrà prescritto un nebulizzatore meccanico con ampolle in plastica. Il costo di un buon nebulizzatore per curare malattie broncopolmonari non è inferiore a 75-100 euro.

Anche se hai acquistato il nebulizzatore “giusto”, per sfruttarne al massimo le proprietà devi saperlo usare bene ed effettuare.

  1. Quali farmaci si possono usare con il nebulizzatore.

Usa solo i farmaci prescritti dal medico alla dose e con la frequenza da lui indicate. Fatti anche indicare se devi aggiungere un solvente come la soluzione fisiologica e in quale quantità.

  1. Come si esegue la nebulizzazione e la manutenzione dell’apparecchio nebulizzatore.

La nebulizzazione prevede varie fasi che vanno eseguite scrupolosamente secondo le indicazioni del medico e le istruzioni allegate all’apparecchio. In generale inala con la bocca con calma e lentamente senza pause e senza parlare sin quando la soluzione da nebulizzare è finita. Il tempo di nebulizzazione non dovrebbe superare 8-10 minuti. Dopo ogni nebulizzazione tutte le componenti dell’apparecchio vanno smontate, lavate attentamente con acqua calda corrente per eliminare i residui del farmaco e lasciati asciugare all’aria. Per una più accurata igiene segui scrupolosamente i tempi e i modi descritti nel libretto delle istruzioni.

  1. Le parti che si rovinano con l’uso

Tutte le componenti del nebulizzatore non possono essere usate indefinitamente e vanno sostituite secondo le indicazioni scritte nel libretto delle istruzioni. Le prestazioni del nebulizzatore sono testate e garantite solo con pezzi originali.

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