Valsartan Mylan ritirato dalle farmacie. Ecco i lotti incriminati

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L’Aifa nelle scorse ore ha previsto un richiamo e ritiro dalle farmacie di un noto farmaco utilizzato per l’ipertensione. Si tratterebbe del farmaco valsartan Mylan, il quale sarebbe stato ritirato dalla farmacia ma ovviamente come in questi casi non si tratta di un ritiro totale, ma soltanto di alcuni Lotti che sono stati tolti dal commercio per impurezze. Nello specifico sono nove i Lotti del farmaco in questione utilizzato per trattare e curare l’ipertensione. Ecco i Lotti incriminati: lotti n. VALSARTAN MY*28CPS 80MG – AIC 040225043, · VALSARTAN MY*28CPS 160MG – AIC 040225068, · VALSARTAN MY*14CPR RIV 40MG – AIC 041442031, · VALSARTAN MY*28CPR RIV 320MG – AIC 041442361, · VALSARTAN ID MY*28CPR80+12,5MG – AIC 041255011, · VALSARTAN ID MY*28CPR 160+25MG – AIC 041255035,· VALSARTAN ID MY*28CPR 160+12,5 – AIC 041255023,· VALSARTAN ID MY*28CPR 320+12,5 – AIC 041255062 e· VALSARTAN ID MY*28CPR 320+25MG – AIC 041255074.

L’Aifa, dunque, ha ritirato dal mercato un altro farmaco nel giro di pochi giorni e quindi sembra che veramente per la salute italiana non ci sia mai una sosta. Secondo quanto riferito dal Ministero della Salute i consumatori sarebbero a rischio nell’ utilizzare questi Lotti di farmaco per influenza nella materia prima. Ricordiamo che il valsartan Myilan è utilizzato contro l‘ipertensione e che è stato ritirato dal commercio e da tutte le farmacie italiane. Così come accade in questi casi è intervenuto Giovanni D’Agata ovvero il presidente dello sportello dei diritti, il quale ha messo in allerta i consumatori proprio per quanto riguarda questo prodotto per la presenza di in purezza derivata dal processo di produzione della materia prima.

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Sarebbe stata avviata una procedura da parte della ditta stessa attraverso il comando dei carabinieri affinché tutti i Lotti incriminati venissero ritirati dal commercio. Quindi tutti i consumatori che nei giorni scorsi avessero acquistato il farmaco e nello specifico uno dei lotti sopracitati, dovranno assolutamente non farne un uso e cercare di recapitarlo immediatamente, presso il punto vendita dove è stato acquistato in modo tale da poter ricevere un rimborso.

Soltanto due giorni fa, il Ministero ha lanciato un altro richiamo e questa volta relativo ad un prodotto alimentare  anche in via precauzionale in seguito ad un’ allerta lanciata dalla stessa azienda produttrice. Si tratterebbe di un lotto di salmone affumicato confezionato e venduto da Scottish Pride per la presenza o possibile presenza di listeria monocytogenes. L’allerta ha riguardato più nello specifico il lotto 54903 del salmone affumicato prodotto e distribuito dalla ditta Food of Scotlands S.r.l. nel proprio stabilimento di Aulla , in provincia di Massa-Carrara.

 L’Ipertensione Arteriosa è, nel mondo occidentale, la più frequente malattia cardiovascolare rappresentando uno dei principali fattori di rischio per lo sviluppo di affezioni cerebro-cardiovascolari e renali. Essa rappresenta infatti un importante substrato fisiopatologico per lo sviluppo dell’aterosclerosi e del conseguente danno d’organo. Questa considerazione, confermata da numerosissimi ed importanti studi epidemiologici, nonché dalla comune esperienza clinica, suggerisce che l’attenzione della classe medica per questa patologia, in termini di prevenzione, diagnosi e trattamento adeguati e precoci, deve essere capillare e costantemente aggiornata.

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La sfida in tal senso non è semplice se si pensa alla complessità di nozioni e competenze necessarie per un corretto approccio diagnostico-terapeutico all’Ipertensione Arteriosa. Tali competenze spaziano dalla Cardiologia alla Nefrologia, dalla Endocrinologia ai disturbi del Metabolismo, dalla Farmacologia Clinica alla Genetica Molecolare, dalla Epidemiologia alla Statistica Medica. In ultima analisi il cultore dell’Ipertensione Arteriosa, da alcuni chiamato con un neologismo Ipertensiologo, deve necessariamente essere un internista a tutto campo. La complessità dei problemi su esposti rende ragione del costante interesse che le organizzazioni sanitarie e scientifiche (Organizzazione Mondiale della Sanità, International Society of Hypertension, European Society of Hypertension, oltre alle varie Società Nazionali) dedicano alla emanazione di Linee Guida, periodicamente aggiornate, per aiutare il Medico nella complessa gestione del paziente iperteso. A questi problemi, oltre che a quelli più generali della fisiopatologia, diagnostica e terapia, si farà cenno in questa breve monografia.

La definizione di ipertensione arteriosa è, ancora oggi, complessa e necessariamente arbitraria. Tale complessità deriva dal fatto che ancora si discute se l’ipertensione arteriosa debba essere considerata un semplice fattore di rischio cardiovascolare o, al contrario, una vera e propria malattia. La difficoltà nel definire che cosa essa realmente sia è giustificata dal fatto che, come per altre variabili biologiche, in un qualunque campione di popolazione sufficientemente ampio, la pressione arteriosa è distribuita in maniera continua, unimodale, come era già stato ben descritto da Sir Gorge Pickering negli anni sessanta.

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Ogni limite di separazione tra “normotensione” ed “ipertensione” è pertanto arbitrario. Poiché però esiste una relazione diretta tra rischio cardiovascolare e valori pressori, la linea di confine tra “normotensione” ed “ipertensione” può essere stabilita in maniera pragmatica come quel valore pressorio oltre il quale il riconoscimento ed il trattamento sono più vantaggiosi che rischiosi. Questo livello può essere stabilito solo con trial clinici di intervento che dimostrino i reali benefici del trattamento antiipertensivo. Tali considerazioni spiegano perché i limiti convenzionali non sono rimasti costanti, ma si siano adeguati allo sviluppo delle conoscenze, analogamente a quanto è avvenuto per altri fattori di rischio. Poiché la gran parte degli studi di intervento hanno interessato soggetti con un’età maggiore di 18 anni, tutti i dati che più avanti verranno esposti si riferiscono a soggetti adulti. Le differenze, in termini di definizione e classificazione, esistenti fra le linee guida emanate da diversi organismi scientifici, ha convinto il Comitato OMS-ISH che ha emanato le ultime Linee Guida nel 1999  ad adottare la definizione e la classificazione del Joint National Committee americano al fine di eliminare elementi di confusione.

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