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Dopo una settimana di botta e risposta molto duri sulla vicenda del rinnovo del suo contratto, oggi pomeriggio Mauro Icardi vuol far parlare il campo. Contro l’Udinese ha firmato la rete numero 120 con la maglia nerazzurra e ha permesso alla squadra di dimenticare l’eliminazione dalla Champions, ma non è sazio e vuole un fine anno da protagonista sia per provare a diventare il re dei bomber della Serie A per il 2018 (Immobile con 23 centri è avanti di 2 lunghezze rispetto a lui) sia per spingere la sua formazione ad aumentare ulteriormente il vantaggio sulla quinta (per ora +7). Nell’argomento futuro non entra volentieri né in pubblico né nello spogliatoio. Un paio di suoi compagni assicurano che dopo la sparata di Wanda Nara e la risposta forte di tutta l’Inter (gli ad Antonello e Marotta e il ds Ausilio, pur usando parole diverse, hanno espresso il medesimo concetto trasmettendo una sensazione di grande compattezza), Mauro non ha cambiato di una virgola né il suo comportamento né il suo umore. Lui vuole solo segnare. Non ha mai fatto mistero della sua volontà di continuare a giocare nell’Inter, ma nella sua testa tutto potrebbe essere scompaginato da una chiamata in arrivo da Madrid perché il Real è l’unica squadra che lo tenta e lo affascina come l’Inter. E siccome Florentino Perez, che in passato lo aveva ignorato, adesso lo sta facendo seguire con attenzione, vale la pena di tenere monitorata questa pista.

MAURO DOPO BENZEMA. La verità sulla vicenda Icardi non la sapremo a breve. Anche se a gennaio le parti torneranno a vedersi dopo l’incontro di settembre consumato nell’ufficio di Wanda Nara in piazza Cadorna (offerta dell’Inter poco meno di 6 milioni netti più bonus, richiesta dell’entourage del calciatore 8 milioni più bonus), è scontato che ci vorrà tempo per colmare una tale differenza. Il club al momento non è disposto ad aggiungere più del milione netto di aumento che ha proposto tre mesi fa (l’ingaggio attuale è di 4,9 milioni più il 10% per la partecipazione alla Champions più i bonus per i gol, circa 200.000 euro ogni 10 centri), mentre la moglie-agente del capitano reputa inaccettabile che Mauro guadagni meno dei connazionali Higuain e Dybala. Ci vorrà pazienza per colmare il gap e, se la presenza al fianco di Ausilio dell’ad Marotta potrebbe dare nuova linfa alla trattativa, a questo punto non è scontato che Wanda Nara abbia fretta di rinnovare. Da Madrid infatti le sono arrivate indicazioni chiare: la prossima estate Perez riaprirà la caccia a un top player da scegliere tra Neymar e Mbappé, ma se pur Benzema lascerà la capitale spagnola nell’ottica di un ringiovanimento della rosa, l’obiettivo numero uno per il ruolo di centravanti sarà Maurito. Al Real fino a qualche mese fa c’erano dubbi su numero 9 nerazzurro perché sul grande palcoscenico internazionale si era affacciato poco, mentre adesso che ha segnato in Champions (4 volte in 6 gare) e che si è pure sbloccato nella Seleccion, dove è titolare, Perez è convinto dell’investimento. Magari lo è meno di mettersi in casa una moglie-procuratrice ingombrante come Wanda, ma questo è un altro discorso.

LA CLAUSOLA RESTA. Con la tentazione Real all’orizzonte è scontato che quando l’Inter proverà a togliere la clausola da 110 milioni valida solo per l’estero e attivabile da fine campionato al 15 luglio si troverà di fronte un muro, quello di Wanda. Lo riuscirà ad abbattere? Lei al massimo è disponibile ad alzare la clausola di 20-30 milioni, in base all’aumento dell’ingaggio che sarà corrisposto al marito. Trovare un’intesa sullo stipendio però non sarà semplice anche se Icardi sa bene che guadagnare 9-10 milioni all’Inter in questo momento non è possibile, mentre il club ha chiaro che, a dispetto dei 2 anni e mezzo di contratto rimasti, di un po’ la sua proposta dovrà aumentarla.

Ecco una breve lista che potrebbe risultare utile ai fini delle ricerche:

  1. Portogallo con Rádio e Televisão de Portugal;
  2. Svizzera con Schweizer Radio und Fernsehen;
  3. Turchia con Turkish Radio and Television Corporation;
  4. Serbia con Radio-televizija Srbije;
  5. Paesi Bassi con Sanoma Media Netherlands;
  6. Paraguay con Sistema Nacional De Television;
  7. Slovacchia con Slovenská Televízia;
  8. Suriname con Surinaamse Televisie Stichting;
  9. Repubblica Ceca con Ceská Televize;
  10. Svezia con Modern Times Group.

DOVE VEDERE CHIEVO INTER IN TV

Per vedere Chievo Inter in TV hai bisogno di un abbonamento Sky con il pacchetto Sky Calcio. Se soddisfi questo requisito, la gara sarà visibile con ampio pre partita e post partita su Sky Sport HD e Sky Sport Champions League Serie A, canale 202.

Nel caso in cui non fossi un abbonato Sky purtroppo non potrai vedere la partita in TV ma puoi sempre usufruire di alcuni servizi alternativi per vedere Chievo Inter in streaming. Altrimenti puoi approfittare dell’occasione per sottoscrivere un abbonamento Sky.

DOVE VEDERE CHIEVO INTER IN STREAMING

Il match Chievo Inter sarà trasmesso anche in streaming su diverse piattaforme, tutte rigorosamente di Sky. Anche qui se avete un abbonamento Sky potete utilizzare l’applicazione SkyGo (gratuita) che permette la visione del match anche in streaming. SkyGo infatti permette di vedere su PC, Smartphone, Tablet e non solo tutti i programmi Sky sfruttando il proprio abbonamento di casa.

Steven Zhang guarderà Chievo-Inter dalla Cina dove è volato mercoledì per festeggiare (ieri) il ventisettesimo compleanno e il tecnico Spalletti ha intenzione di fargli un bel regalo sotto forma di vittoria al Bentegodi. «Al presidente – ha detto – invio i più sinceri auguri perché per noi è importante: attraverso il suo impegno e le sue indicazioni riusciamo a lavorare in maniera corretta e a percorrere la strada giusta». In treno con la squadra sono andati a Verona l’ad Marotta e il cfoo Gardini. L’altro ad Antonello e il ds Ausilio arriveranno oggi insieme al vice presidente Zanetti. La parola d’ordine è mantenere alta la tensione perché, come ha sottolineato Spalletti, «il Chievo ha trovato il bandolo nella matassa ed è ripartito grazie a un allenatore bravo come Di Carlo. Dovremo scendere in campo con la testa giusta altrimenti troveremo delle complicazioni perché loro hanno disputato una grande gara a Napoli». Spalletti ha assicurato che la vicenda Icardi non ha influito sull’avvicinamento al match e ha rassicurato i tifosi sulle condizioni di Nainggolan («Sta bene, ma non vi dico se giocherà dall’inizio»). Nessuna concessione neppure sul mercato: «Chiedete ai dirigenti. Giusto stare attenti alle occasioni, ma migliorare una rosa di qualità come la nostra non è semplice». Tra i convocati non c’è Miranda, alle prese con un fastidio muscolare. Ieri a sinistra provato Dalbert, ma per il ruolo di terzino favorito D’Ambrosio. Nainggolan, autore di una rete spettacolare in allenamento, è avanti su Joao Mario; dubbi su chi affiancherà Brozovic. In difesa Ranocchia spera nonostante De Vrij e Skriniar, il cui agente è in Italia (ma il rinnovo dello slovacco è ancora lontano…), siano in pole.

La settimana è stata piuttosto calda. Altri al suo posto potrebbero scendere in campo con qualche titubanza. MauroIcardi, però, ha dimostrato di riuscire a indossare una corazza piuttosto solida quando si tratta di andare sul terreno di gioco isolandosi da situazioni extra-calcistiche in senso stretto. La partita di oggi contro il Chievo sarà un altro banco di prova significativo dello spessore dell’armatura del centravanti argentino.

Sono numerose le circostanze da tenere mentalmente a distanza dal prato del Bentegodi. Tutto è nato dall’esternazione della moglie e agente WandaNara a Pressing sulla volontà dell’Inter di cedere il marito alla Juventus in estate nell’ambito di uno scambio con Higuian. Una dichiarazione che è diventata l’argomento principale della settimana calcistica. Sono arrivate le reazioni prima di Piero Ausilio e poi di Beppe Marotta che hanno criticato l’uscita di Wanda. E i dirigenti nerazzurri non sono stati gli unici considerare esagerata la sortita della moglie del numero 9 interista. Eccessiva la commistione tra molteplici interessi. Ennesima tappa dell’infinita querelle sul rinnovo del contratto che ancora non arriva. In questi casi non manca chi chiede a Mauro di prendere le distanze. Ma qui entra in scena la corazza che permette all’attaccante di estraniarsi da tutto per concentrarsi sul campo.

Le ultime prestazioni danno ragione al calciatore. Maurito ha trascinato la squadra in Champions League: se la speranza qualificazione è rimasta viva fino all’ultima giornata del girone, è stato merito dei suoi gol. In campionato il centravanti è già a un passo dalla doppia cifra. E’ in flessione rispetto allo stesso periodo della scorsa stagione, ma solo perché un anno fa viaggiava all’impossibile media di un gol a partita. E nelle ultime uscite molti osservatori hanno notato un progressivo ampliamento del raggio di azione di Icardi con alcuni generosi rientri in copertura, oltre ai movimenti per creare spazio ai compagni e dialogare con loro.

La freddezza del giocatore è stata confermata dal “cucchiaio” dagli undici metri che ha deciso la partita con l’Udinese. D’altronde la glacialità costruttiva dell’argentino è stata testata anche dalle polemiche con gli ultrà che lo hanno contestato duramente nelle scorse stagioni. Non deve essere facile giocare sotto una curva che non ti ama. Icardi non si è scomposto. Visti i precedenti, il suo carattere dovrebbe aiutarlo a giocare con una buona dose di serenità anche oggi a Verona col Chievo. Tenendo presente che prima si firmerà questo rinnovo meglio sarà per tutti i protagonisti, in modo da abbassare la temperatura di questa vicenda. E non mettere a dura prova per troppo tempo la freddezza isolante di Maurito.

Rientrano tra i convocati Vecino e Dalbert, recuperati dopo i problemi fisici delle ultime settimane. Fuori Miranda infortunato. Si scalda Ranocchia, in ballottaggio con De Vrij. L’olandese è favorito sul centrale umbro, ancora alla ricerca della prima partita stagionale. A sinistra lo squalificato Asamoah sarà sostituito da D’Ambrosio, vicino al rinnovo di contratto. Nainggolan dovrebbe partire dal primo minuto: ieri il belga ha realizzato un gol in mezza girata durante l’allenamento alla Pinetina. Segnali di fiducia per un giocatore che finora ha inciso poco. A centrocampo dovrebbe toccare a Brozovic e Gagliardini, in vantaggio su Joao Mario. Possibile anche l’opzione Vecino al rientro. Soltanto oggi nel ritiro veronese, Spalletti scioglierà gli ultimi dubbi di formazione.

Con l’Inter sarà partita da corsa, e intelligente, nel senso di non farsi irretire dal giro-palla dei nerazzurri. “Ai ragazzi non metto freni, l’Inter è fortissima ma ci vuole anche un po’ di sana follia”, dice MimmoDiCarlo, tecnico ancora imbattuto in campionato da quando ha preso in mano le redini della squadra al posto di Ventura. “Non ci rintaneremo – assicura – e al contempo non dovremo farci trovare scoperti. Per questo ho detto ai miei giocatori che serviranno ritmi alti”. Scopriamo qualche carta di formazione, allora, in vista del big match che apre il trittico di fine anno, per il Chievo, con la trasferta in casa Sampdoria in calendario mercoledì e sabato prossimo la casalinga col Frosinone. Partiamo da un dato: il Chievo vive una nuova consapevolezza tattica. Ossia: il 3-4-1-2, provato con la Spal al posto del caro vecchio 4-3-1-2, piace a Di Carlo e, sembra, anche ai giocatori. “Cambiar pelle è un valore, l’ho sempre detto, e mi permette di dare spazio a chi è più in forma. A Ferrara l’interpretazione m’è parsa molto buona. Il 3-4-1-2 ci dà continuità là davanti, perché restiamo con trequartista e due punte, e ci permette di portare a offendere più giocatori: il passo diverso lo danno gli esterni. L’importante, se usiamo i tre centrali di difesa, è che questi siano aggressivi”.

In campo, quindi,dovrebbero andare gli stessi visti all’opera a Ferrara, con l’unica variante del rientrante Depaoli al posto di Leris. In attacco, ancora spazio alla coppia Meggiorini-Pellissier. E una citazione a parte, Di Carlo l’ha riservata ieri proprio a Pellissier, in vista della sfida nella sfida con Icardi: “Si incrociano due grandi attaccanti e capitani e sono sicuro che Sergio potrà essere determinante per noi”. I suoi gol, in effetr servirebbero più che mai per trovare la prima vittoria in campionato. “Ma noi stiamo già vincendo come squadra – spiega Di Carlo – perché ci siamo messi a posto e nella testa c’è di nuovo il vero spirito Chievo”.

Occasioni da cogliere purché migliorino la qualità della rosa già elevata. E’ la posizione di Luciano Spalletti sul mercato di gennaio dell’Inter. L’allenatore nerazzurro spera che gli uomini mercato di Corso Vittorio Emanuele sappiano trovare le opportunità giuste nel corso della sessione invernale, ma a patto che gli eventuali nuovi giocatori vadano davvero a rinforzare il livello degli uomini già a disposizione. Lo ha spiegato ieri il tecnico toscano alla Pinetina nel corso della conferenza stampa alla vigilia della partita con il Chievo. «Questa sono cose che segue la società. E’ una domanda da fare ai dirigenti. Abbiamo una rosa in cui non è facile mettere mano vista la qualità. Se ci fosse l’opportunità giusta, l’organizzazione societaria top che abbiamo potrà sicuramente andare a cogliere l’occasione. Ma abbiamo una rosa forte e calciatori in ogni ruolo, se capiterà qualcosa vedremo». Posizione più aperta rispetto a quella di un anno fa, quando Spalletti troncava subito ogni discorso sul mercato di riparazione perché non voleva togliere fiducia ai suoi calciatori, fino a dicembre impegnati nella lotta scudetto da primi della classe con la Juventus e il Napoli. Adesso invece la discussione viene affrontata, forse perché la rosa è già ricca e quindi non manca la competizione interna. Da questo punto di vista la struttura stessa del gruppo è cambiata.

I nomi sono quelli sui quali si muoverà il neo-ad Beppe Marotta seguendo una strategia già adottata alla Juventus negli anni scorsi: andare a caccia di elementi di prima fascia delle grandi d’Europa che, per varie ragioni (contratto o gerarchie tecniche), possono essere interessati a cambiare aria. Quindi non scommesse sulle quali investire, ma calciatori già pronti per assicurare il salto di qualità all’Inter. Nascono da qui le piste che portano verso Luka Modric e Toni Kroos del Real Madrid, oppure Aaron Ramsey dell’Arsenal. Tutti campioni in grado di garantire un miglioramento del reparto meno convincente dell’Inter attuale: il centrocampo. I primi due ovviamente sono obiettivi per la prossima stagione, mentre Ramsey potrebbe essere raggiungibile già a gennaio vista la sua scadenza di contratto a giugno con i Gunners.

Spalletti ha scherzato sul rinnovo del contratto di Skriniar: «Abbiamo diversi calciatori per cui si parla di interessamenti. Skriniar è un pilastro ed è difficile farne a meno, se proprio mi devo sforzare a trovare qualcosa che non va in lui è nel nome di battesimo, ma ci stiamo lavorando».

Ci sarà dall’inizio. E sarà un nuovo inizio. Radja Nainggolan si rimette al centro dell’Inter e contro il Chievo spera che sia la volta buona. Troppi stop, troppe ripartenze, troppe partite viste da spettatore. Il Ninja doveva spaccare il mondo in nerazzurro ma finora ha girato a marce ridottissime. Prima l’infortunio alla coscia durante la preparazione estiva che gli ha fatto saltare praticamente tutte le amichevoli e le prime due di campionato; poi il k.o. alla caviglia nel derby di ottobre; infine una ricaduta muscolare nella disgraziata trasferta a casa Tottenham. Ogni volta che sembrava pronto a prendersi la squadra, ecco un nuovo guaio.

In due mesi, dopo lo scontro con il milanista Biglia, Nainggolan ha giocato appena 187 minuti, saltando le super sfide contro Roma, Juventus e Psv e andando in campo, da peggiore nerazzurro secondo i voti della Gazzetta perché fuori condizione, contro Barga e Tottenham. Spalletti, che l’ha voluto a tutti i costi, lo dice sempre: «Radja ha un modo di giocare da assaltatore, ha vampate di aggressività, può darci qualcosa di diverso, qualcosa che non avevamo in questa squadra». Da luglio a oggi, però, questo qualcosa si è visto in pochissime occasioni. E anche i tifosi, adesso, hanno cominciato a spazientirsi. L’urlo di San Siro, quando c’è Radja, resta assordante. L’Inter, quando c’è Radja, ha una media punti più alta (con lui ne guadagna 1,19 a partita). Ma al popolo nerazzurro serve molto di più per far entrare l’ex Roma definitivamente sotto la pelle.

EXTRA E ora ci sono anche le disavventure extra campo che fanno storcere il naso. Il 6 luglio la prima: pneumatico che scoppia in autostrada, incidente con la Ferrari, tanto spavento e danni per 50mila euro. A fine agosto c’era stata la notte in discoteca con Fabrizio Corona, con tanto di risposta stizzita sui social del Ninja. Ora la truffa degli assegni clonati – subita dal belga – ha sollevato un polverone sulla sua passione per i casinò, considerata un problema dal club, infastidito dalle ultime notizie di cronaca. Radja frequenta i casinò e, come risulterebbe dall’indagine partita circa un mese fa dopo la sua denuncia al Nucleo investigativo dei Carabinieri di via della Moscova, nel centro di Milano, perderebbe cifre importanti. L’assegno clonato, del valore di 150mila euro e incassato nella zonadiVel- letri, in provincia di Roma, dove indaga la procura, serviva a coprire le perdite di una notte di agosto al casinò di Montecarlo. Quindi 150mila euro persi giocando nel Principato e 150mila spariti dal conto del belga. In totale 300 mila euro. Una cifra importante, che ha lasciato di stucco parecchi tifosi. Meno colpiti dal leggero tamponamento di qualche giorno fa: quando le cose non girano, però, anche il piccolo incidente di Radja può far notizia. Ma Spalletta che dice? «Io posso dire solo come ha passato la settimana al campo. Si è allenato bene – ha spiegato ieri -, il resto non sono cose che riguardano me. Se giocherà col Chievo lo dirò nella riunione prima della partita, per rispetto di chi viene ad allenarsi facendo fatica».

FORMA Per essere al top a Santo Stefano contro il Napoli, Nainggolan ha bisogno di mettere chilometri nei muscoli: giocare al Bentegodi e dare le vampate che chiede Spalletti deve essere un modo per parare le critiche, comprese quelle per la sua vita extra campo. Ma anche quelle di chi ripensa ai 39,2 milioni spesi per comprare Radja e ora guarda con un po’ di rimpianto le 10 partite di A e le 4 di Champions giocate fin qui. Senza dimenticare che l’Inter, per avere una squadra «radjacentrica», ha rinunciato al talentino Nicolò Zanio- lo, andato alla Roma in silenzio e oggi già protagonista in A, su cui i nerazzurri hanno una percentuale sulla rivendita. Per allontanare le critiche Nainggolan è costretto a rispondere già con il Chievo: lo deve a Spalletti, che l’ha voluto, e lo deve all’Inter. Che è stata vera soltanto con il vero Ninja.

Ripartire dai risultati. Dal lavoro sul campo, dalla gestione dello spogliatoio. Non ridimensionarsi, ma rifocalizzarsi. Ricostruire passo dopo passo: l’I-O con l’Udinese, orala trasferta di Chievo. Luciano Spalletti è passato per una tempesta, quella deU’elimi- nazione in Champions, affronta quotidiane turbolenze, dal contratto di leardi agli assegni di Nainggolan. Intorno a lui si aggirano fantasmi, da Conte a Simeone, fino al ritorno dal passato di Mourinho. Lasciarsi trasportare è un attimo. Alla cena di Natale nerazzurra dal palco aveva ripreso il ruolo di condottiero: «Bisogna che tutti difendiamo l’Inter. Qui fra noi c’è chi fa il furbetto» (con occhiata verso il tavolo di Wanda, secondo alcuni). Ieri, invece, ha onorato la tuta pre-seduta di Appiano: allenatore e basta. Profilo basso e focalizzazione sulla componente tecnica. La società gli ha chiesto di stare fuori dalle polemiche e parlare coi risultati (terzo posto e tanta strada in Europa Lea- gue), lui smista alla dirigenza tutto ciò che esce dai confini. Le frasi di Wanda sul rinnovo di leardi? «In spogliatoio nessun effetto negativo. Fuori c’è una società presente che se vuole dire qualcosa può farlo». Gli assegni di Nainggolan? «Non mi riguardano». Il mercato di gennaio? «L’organizzazione top della società ci permetterà di cogliere eventuali occasioni». Con tanto di palese «delega» al presidente Zhang, ieri 27enne: «Attraverso il suo impegno noi riusciremo a lavorare in maniera corretta. Sarà tutto più facile: lui è il capo e ci darà le indicazioni per percorrere la strada giusta».

PILASTRI Per ora non ci si può sbagliare, la direzione unica da prendere è quella dei tre punti. Anche perché la classifica è in rosso rispetto la scorsa stagione: «Meno punti? Ha un’importanza relativa. Io vedo un progresso: l’anno scorso pareggiamo con la Juve, ma come atteggiamento preferisco la sconfitta di questa stagione. E comunque tutte, bianconeri a parte, hanno fatto meno punti, il campionato è più livellato». Del Chievo non si fida: «Di Carlo ha sempre fatto bene, col Napoli hanno pareggiato e forse meritavano di più. Sono ripartiti». Al Bentegodi non ci sarà Miranda, alle prese con un problema muscolare ma prima desideroso di un impiego più costante: «Con me quest’anno ha giocato partite importantissime. Non so se è triste. Il passaggio a squadra top implica che giocatori così a volte possano stare fuori. È una rosa di talento, sarà difficile metterci mano sul mercato». Del resto Miranda è in concorrenza con un «giocatore perfetto», come Spalletti definisce Skriniar: «Ne abbiamo tanti desiderati dagli altri club, ma lui è un pilastro di cui è difficile fare a meno». Milan dietro, leardi davanti. Si riparte da lì: «Ma chi gira intorno a Mauro deve trovare più gol». Per muovere un altro passo.

Da quando è rientrato, il Chievo ha cambiato marcia. E oggi, contro il suo passato, vuole la prima vittoria stagionale. Ma per Riccardo Meggiorini gli anni al- l’Inter sono impossibili da cancellare, come la volta del debutto in A, nel 2004. «Ero in ritiro a Bologna con la Primavera quando il team manager mi avvisò: “Preparati, Recoba e Vieri non ce la fanno: vai a Cagliari con la prima squadra”. Il giorno dopo giocai, ma successe tutto talmente di corsa che non riuscii nemmeno a capire quello che era successo».

Come era arrivato all’Inter? «Con un provino contro la Juve. Feci gol su punizione, non la mia specialità. Era destino». È ancora legato a qualcuno del mondo nerazzurro? «Il primo contratto l’ho firmato con Ausilio. Rivedo sempre volentieri il direttore, una figura importante per la mia crescita. Poi, se continuo a vederlo, vuol dire che gioco ancora in A…».

L’Inter è tra le sue vittime preferite in Serie A. «Una coincidenza e spero di non fermarmi ai tre gol». Porta la maglia numero 69, nella smorfia il “sottosopra”: come ribalta la stagione del Chievo? «Dobbiamo centrare la prima vittoria per accorciare il distacco e tenere vivi i giochi». Però con Di Carlo si è già vista un’inversione di marcia. «Ha cambiato la mentalità, dando fiducia a tutti e trattando giovani e veterani allo stesso modo. E ha ricompattato squadra e ambiente».

Non a caso sono arrivati anche pareggi contro le big. «Quando sei ultimo e riesci a fermare il Napoli e la Lazio non solo chiudendoti in difesa capisci che sei sulla strada giusta».

Lei conosceva già Ventura dai tempi di Bari. In cosa l’ha trovato diverso nella parentesi al Chievo? «In realtà era sempre lo stesso. E noi ci credevamo molto, lo abbiamo seguito dal primo giorno. Poi evidentemente qualcosa non andava in lui e le dimissioni ci hanno sorpreso».

Beh, comunque è arrivata la scossa: 5 gare senza sconfitte.«Stiamo trovando forza nelle prestazioni e nel lavoro, nelle parole di Di Carlo che sono uno stimolo a dare il massimo. La squadra è viva, ha delle linee guida precise. Dobbiamo solo ottenere la prima vittoria».

Troppo ambizioso pensare di battere l’Inter? «Sarebbe un grande regalo di Natale. L’Inter è fortissima ma noi con le big ci esaltiamo (oltre a Napoli e Lazio, pari anche in casa della Roma, ndr). Dobbiamo sapere soffrire e sfruttare le poche occasioni che ci concederanno».

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