Pensione di reversibilità con età pensionabile, arriva la proposta dell’Ocse

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Il tema pensioni e più nello specifico di riforma pensioni sembra essere oggetto di interesse del governo e non solo. L’obiettivo del nuovo governo Conte è quello di superare la legge Fornero, tante sono le novità che potrebbero arrivare già a partire dal primo gennaio 2019. Occorre anche cercare di modernizzare la pensione di reversibilità ed in questa misura è arrivata una proposta da parte dell’ OCSE, che pare abbia stilato un rapporto chiamato pensions Outlook 2018 che si pone l’obiettivo di incentivare il lavoro femminile che soprattutto nel nostro paese equivale a circa il 2,5% del PIL ovvero 1,5 punti percentuali al di sopra della media Europea. Sono questi i dati relativi alle pensioni ai superstiti, che sono stati elaborati proprio dall’Ocse, che in qualche modo ci rendono vicini alla Grecia, ma molto distanti da quella che è la media Europea e per questo nasce la necessità di andare a modificare la pensione di reversibilità, cercando di allungare più possibile i requisiti anagrafici per poter raggiungerla.

Ma qual è la proposta dell’Ocse? La proposta sarebbe la seguente ovvero quella di cercare di andare a modificare le condizioni per poter ricevere questa pensione di reversibilità, il cui accesso al momento potrebbe avvenire al raggiungimento dell‘età pensionabile, ovvero a 66 anni e 7 mesi fino al 2018 mentre a partire dal 2019 si potrà fare soltanto al compimento dei 67 anni. Questo però potrebbe diventare un serio problema per tutte quelle vedo perché hanno dei redditi annui bassi e che sono comunque ancora piuttosto distanti dal raggiungimento dell’età pensionabile.

La proposta sarebbe questa, ovvero proporre un trattamento previdenziale temporaneo, una sorta di sussidio che potrebbe aiutare queste vedove a ricevere la pensione di reversibilità una volta che è stato maturato il nuovo requisito richiesto. Di fatto questo problema non è nuovo ed in tante occasioni si è cercato di arginare questo fenomeno riguardanti le pensioni ai superstiti ed anche in passato, si era pensato di ridurre il trattamento in base alla differenza di età tra il soggetto deceduto ed il partner. Purtroppo sono state soltanto proposte che poi non hanno avuto un seguito perché la misura è stata dichiarata incostituzionale.

Ad oggi, dunque, il divario anagrafico resta uno dei problemi principali sui quali dover intervenire e ragionare per cercare comunque di venire incontro a quelle che sono le esigenze degli italiani. Ad essere contrario a questa proposta è stata la CISL che ha confermato come non si possa agire in termine di un trattamento assistenziale piuttosto che previdenziale, visto che questa pensione di reversibilità viene già coperta dal versamento dei contributi degli stessi lavoratori che poi decidono. Nel caso in cui dovesse passare questa proposta dell’Ocse, sarebbe come assicurare una pensione anche ai superstiti familiari, considerando che non spetta a tutti la prestazione ed in particolari variabili a seconda di determinati parametri.

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