Pensione Quota 100 e contributi Inps 2018: come si fa il calcolo oltre 38 anni

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C’è poco da dire sul fatto che il 2019 sarà l’anno di Quota 100 ed in tanti si chiedono come saranno conteggiati i contributi INPS supplementari, rispetto a quelli che sono richiesti per poter accedere al nuovo regime di pensione anticipata. Ma vediamo, dunque, più nello specifico di trattare l’argomento riguardante i contributi INPS con Quota 100 e che cosa accade dopo i 38 anni.

Quota 100 e contributi Inps: cosa accade dopo i 38 anni

Inizialmente si era parlato con un limite riguardante i contributi figurativi, per i quali pare fosse previsto un massimo di 23 anni, ma ultimamente questo requisito pare sia sparito e l’unico limite previsto, era quello riguardante gli anni di contributi e dunque l’età. Quota 100, potrebbe diventare Quota 101 qualora il requisito contributivo si maturerà entro il compimento dei 63 anni per arrivare anche a Quota 107 nel caso in cui si maturerà il requisito con 66 anni di età e 41 anni di contributi. Per quanto riguarda invece i soggetti che hanno versato più anni di contributi, questi pare che debbano ricevere un importo più alto sul proprio assegno, ma resta da capire a quanto potrebbe ammonta e se a queste categorie di lavoratori, effettivamente conviene accedere alla pensione usufruendo di Quota 100. Rispondere a questo quesito oggi è praticamente possibile, quindi bisognerà attendere il momento in cui Quota 100 sarà ufficialmente e definitivamente attivo.

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Quota 100 e contributi Inps: metodo di calcolo

Ma come si effettua il calcolo dei contributi per Quota 100. Ciò che possiamo dire è che si terrà conto del sistema retributivo fino al 31 dicembre 2011 e poi per chi ha più di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995; retributivo fino al 31 dicembre 1995 e poi calcolo contributivo per chi ha meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995; calcolo interamente contributivo per tutti coloro che non hanno versato contributi al 31 dicembre 1995.

Contributi Inps con Quota 100: come effettuare i calcolo

Ma una volta stabiliti i tre sistemi, come effettuare il calcolo della pensione? Vediamo più nel dettaglio.

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Sistema retributivo

In questo caso, il calcolo si baserà sulla media delle retribuzioni il reddito di impresa degli ultimi anni di lavoro, fino alla data del 31 dicembre 2011. Si tratterà tuttavia di un calcolo piuttosto complesso rispetto a quello che esisteva fino agli anni precedenti la legge Fornero. Per Chi avesse maturato i requisiti prima dell’introduzione della novità, vi erano due possibilità o meglio due quote: la quota A riguardante le retribuzioni ultime 260 settimane nel caso di dipendente o 520 nel caso di lavoratore autonomo, per il numero di settimane accreditato dall’inizio dell’attività fino al 31 dicembre 1992;  quota B per tutte le retribuzioni ultime 520 settimane per i dipendenti oppure 780 per i lavoratori autonomi, per il numero delle settimane accreditato dal primo gennaio 1993 alla fine del rapporto di lavoro con conseguente accesso poi alla pensione. In questo caso bisogna calcolare la retribuzione media settimanale, sommando la retribuzione complessiva delle ultime settimane di lavoro con una rivalutazione sulla base Istat, dividere poi risultato per il numero di settimane. Poi bisognerà moltiplicare la retribuzione media settimanale per il numero delle settimane accreditato dall’inizio dell’attività lavorativa fino al primo giornale 1993 ed infine moltiplicare questo risultato per l’aliquota di rendimento.

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Periodo contributivo

Il lavoratore dipendente dovrà sommare le retribuzioni annue e da queste rilevare il 33% dei contributi. Si otterrà in questo modo il montante, il quale andrà applicato poi il coefficiente di trasformazione che non è fisso, ma cambia in base all’anno di riferimento e anche all’età del lavoratore.

Sistema misto

Prevede questo una commistione di entrambi i metodi sopracitati. Bisognerà sommare i risultati dei due calcoli precedenti, ovvero quello del sistema contributivo e quello del sistema retributivo, ricavando così il risultato finale.

2 thoughts on “Pensione Quota 100 e contributi Inps 2018: come si fa il calcolo oltre 38 anni

  1. Noi dipendenti Statali EX INPDAP siamo i più penalizzati, ho 62 anni e 41 di contirbuti e nel 2019 63 e 42, con quota 100 si parla di dare un preavviso di 6-9 mesi e poi come se non bastasse la pensione verrà penalizzata e la liquidazione quando la vediamo dopo i 30 mesi o addirittura dopo 5 anni? Vorrei tanto sapere, chi va in pensione se questa viene penalizzata, a casa mia sono l’unico che porta a casa i soldini (meno di 1300 euro) in busta paga ho due trattenute una cessione del quinto di 305 euro e un piccolo prestito di 158,14, come vengono conteggiate queste trattenute nella pensione? Tra le altre cose la Cessione la dovrò rinnovare ad Aprile Maggio del 2019 perchè qui non si riesce a vivere…

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