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Pensioni 2019, aumenta l’età pensionabile. Nuovi requisiti

Uno dei temi caldi dell’ultimo periodo in vista dell’arrivo del nuovo anno, è quello delle pensioni. Nelle ultime settimane si è tanto parlato di novità piuttosto importanti ed interessanti che potrebbero già arrivare dai primi giorni del 2019. Si discute, infatti, tanto sul tema delle pensioni e sulle misure che il nuovo governo intende approvare per potere superare definitivamente la riforma Fornero. Per questo motivo ho proprio nelle ultime settimane l’esecutivo è al lavoro, facendo tutta una sorta di valutazioni su come e cosa dover modificare rispetto alle diritto di accesso alla pensione. Sembra che tra le novità più probabili, ci sia l’introduzione della quota 100 e quota 42, ovvero la possibilità di andare in pensione una volta raggiunto 100 come somma dell’età anagrafica e degli anni contributi versati.

Per quanto riguarda invece la quota 42, si intende il numero di anni di contributi necessari per poter andare in pensione, non facendo alcun tipo di riferimento all’età anagrafica. A partire dal mese di gennaio 2019 è anche previsto un aumento dell’età pensionabile, che ammonta a 5 mesi per adeguamento alla speranza di vita Istat e questo aumento toccherà tutte le pensioni.

Pensioni 2019, i termini per poter andare in pensione

Al giorno d’oggi, per poter andare in pensione occorrono 66 anni e 7 mesi più altri 20 anni di anzianità contributiva. Ad ogni modo, sembra proprio che queste regole potranno cambiare nel corso del nuovo anno in riferimento all’ aspettativa di vita. Quindi salvo ulteriori cambiamenti, il termine per poter andare in pensione passerà a 67 anni, proprio facendo riferimento all’adeguamento ed all’aumento delle aspettative di vita. Quindi nel nuovo anno e dunque a partire dal mese di gennaio 2019, si andrà in pensione più tardi rispetto a 2018.

Vediamo però più nello specifico quali saranno i termini:

–  per la pensione di vecchiaia si passa da 66 anni e 7 mesi a 67 anni per tutti e l’anzianità contributiva risulterà sempre pari a 20 anni
– per la pensione di vecchiaia contributiva passerà da 70 anni e 7 mesi a 71 anni di età, mentre l’anzianità contributiva per sempre di 5 anni
–  per la pensione anticipata contributiva passa da 63 anni e 7 mesi di età a 64 anni con un’anzianità contributiva che resterà pari a 20 anni
– pensione anticipata uomini da 42 anni 10 mesi a 43 anni e 3 mesi
– pensione anticipata donne da 41 anni 10 mesi a 42 anni e 3 mesi
– pensione anticipata lavoratori precoci da 41 anni a 41 anni e 5 mesi di anzianità contributiva.

Sembra che però saranno esclusi dall’aumento dell’età pensionabile soltanto i lavoratori usuranti e quelli gravosi, che invece continueranno ad accedere alla pensione di vecchiaia così come a quella anticipata con i requisiti che sono previsti fino al 2018. Per queste categorie di lavoratori varranno sempre le stesse regole ovvero si potrà accedere alla pensione di vecchiaia quella anticipata a 66 anni e 7 mesi per la pensione di vecchiaia e 42 anni e 10 mesi di contributi per la pensione anticipata per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per la pensione anticipata delle donne.

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