Economia

Pensioni di cittadinanza, verso lo slittamento al 2020. Come funziona e quali sono i requisiti?

Parlando di pensione di cittadinanza, secondo le ultime notizie questa potrebbe finire proprio in una legge delega e quindi slittare di fatto al 2020, andando così a contribuire alla riduzione del fondo da 9 miliardi per il reddito di cittadinanza, che doveva contenere al proprio interno anche un nuovo sussidio piuttosto calibrato per i pensionati. E’ questa una delle novità in vista e che al momento è al vaglio sul tavolo del governo, in attesa della stesura finale della cosiddetta legge di bilancio. Al vaglio ci sarebbe anche il possibile innalzamento della soglia al di sopra della quale potrebbe scattare il contributo di solidarietà per le pensioni più alte e si parlerebbe di portarle a €100.000 dai 90.000 originariamente previsti con un prelievo a scaglioni, che potrebbe arrivare anche al 40% per degli importi al di sopra dei €500.000. Si era tanto parlato del reddito di cittadinanza, il quale sarebbe dovuto salire a €780 mensili, considerata la soglia minima oltre alla quale è impossibile vivere.

Si era parlato dell’importo dei trattamenti erogati dall’INPS, aventi una componente assistenziale parziale o totale delle pensioni integrate al minimo ai fini sociali e dunque tutta una serie di prestazioni dove occorre razionalizzare e poter mettere in ordine, con il rischio di andare a ridurre i benefici per una parte della platea a fronte invece di benefici per gli altri.

Pensione di cittadinanza

Non si parla soltanto di reddito, ma anche di pensione di Cittadinanza e la manovra prevede che ci sia anche una misura per poter sostenere i pensionati che al momento si trovano a percepire degli importi inferiori a €750,00 mensili. Nella Manovra, dunque, tanto si parla della pensione di cittadinanza e di un aumento previsto, ma che al momento non è stato ancora ufficializzato. Tale misura infatti, dovrebbe essere disciplinata dal decreto che dovrebbe arrivare entro o al massimo dopo Natale. Tutti i pensionati che percepiscono un assegno, di importo inferiore a €780 al mese, vedranno aumentare quest’ultimo fino al raggiungimento di questa cifra. Secondo le Stime, gli aventi diritto sarebbero circa 700.000 raggruppati in 550.000 nuclei familiari, per i quali il governo pare abbia messo da parte almeno 900 milioni di euro con i quali poi si potrà procedere all’integrazione della pensione, soltanto però nei confronti di 500.000 pensionati.

Ma chi mi avrà veramente diritto? Potranno usufruire della pensione di cittadinanza tutti i cittadini il cui reddito familiare sarà al di sotto dei €9.360,00 annuali e non risultino proprietari di immobili di valore superiore a €30.000 oltre la casa di abitazione. In secondo luogo, da questo assegno dovrà essere scomputato un affitto simbolico nel caso in cui l’anziano abbia una casa di proprietà e sarebbero quindi scontati €280,00 e l’integrazione sarebbe di massimo €500,00 una cifra che di fatto sarebbe inferiore all’assegno minimo attuale di €507,00.

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