Pensioni oggi: TFR e TFS per Quota 100, mancano i fondi

Purtroppo parlando di pensioni, il problema rimane sempre quello delle risorse disponibili e se da una parte il governo sta tentando in tutti i modi di rassicurare i cittadini attraverso degli interventi e dirette anche Facebook, effettivamente però qualche conto non torna. Molti dubbi riguardano la cosiddetta quota 100 e effettivamente tutti i soldi che mancano per la corresponsione del TFR e tfs. Secondo quanto riferito, dagli esponenti del governo questa liquidità dovrebbe arrivare da alcuni tagli che verranno effettuati in alcuni settori e tagli che sono stati definiti necessari rispetto alle esigenze di chi vuole e chi potrà andare in pensione con 62 anni di età e 38 anni di contributi.

Al momento di quota 100 non si conoscono i dettagli precisi e bisognerà attendere i prossimi giorni, ovvero la fine del mese di dicembre. Nelle scorse settimane si era parlato di una quota 100 sperimentale e quindi di una misura a termine, soprattutto per quanto riguarda le risorse che potrebbero mancare per poter finanziare questa misura per sempre. Al momento si parla di circa 2 Fondi che andranno a finanziare il reddito, le pensioni di cittadinanza ed in totale si parla di 9 miliardi di cui 6,8 per finanziare il rialzo del reddito minimo a €780,00. Il governo avrebbe anche stanziato circa 6,7 miliardi di euro da spendere nel prossimo 2019 e che servirebbero a finanziare proprio quota 100. Il governo tuttavia spero di risparmiare nei prossimi anni a partire già da questo circa 2 miliardi e per questo ha portato rispetto all’inizio dei paletti e delle finestre di uscita.

Una questione particolarmente delicate sulla quale ancora si hanno molti dubbi riguarda Quota 100 e il TFR e tfs per i dipendenti pubblici. Occorrono per il prossimo triennio e dunque fino al 2021, circa 7 miliardi per la liquidazione dei dipendenti statali, questo a patto che non ci siano penalizzazioni ovviamente sull’assegno, ma anche riguardo l’aspetto del riconoscimento dei contributi figurativi fino ad un massimo di 3, almeno stando a quello che sono le ultime indiscrezioni.

In tema di dipendenti pubblici sembra che siano da sottolineare le recenti dichiarazioni del ministro Giulia Bongiorno, secondo cui ci sarebbe la possibilità di un preavviso obbligatorio di 9 mesi riguardanti tutti i dipendenti della pubblica amministrazione che vedono in quota 100 una buona opportunità di uscita.  Sulla base di quanto abbiamo detto ci sarebbe, dunque, una disparità di trattamento rispetto ai lavoratori privati, una disparità che al momento esiste già sulla corresponsione del TFR. Non resta quindi che attendere novità riguardanti soprattutto quota 100 e capire se effettivamente questa risulterà soddisfacente oppure una misura deludente.

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