Pensioni ultim’ora, confermati tagli a quelle d’oro grazie al maxiemendamento

Pubblicato il: 23 Dicembre 2018 alle 5:11

Dopo una lunga attesa, sembra che il governo abbia presentato al Senato il maxiemendamento sostitutivo della legge di bilancio 2019. Quest’ultimo pare non contenga ancora la definizione delle misure per il superamento della legge Fornero con il meccanismo di quota 100 pensioni,  mentre sono presenti tutti i dettagli riguardanti il taglio delle pensioni d’oro e lo stop del rivalutazione degli assegni più alti. Riguardo le pensioni d’oro a crescere sarà il contributo richiesto a seconda di quello che è l’importo dell’assegno e ci saranno ben 5 fasce per questo provvedimento che avrà la durata di 5 anni. Dunque, tra 100 mila e €130.000 annui l’aliquota di riduzione sarà del 15%, mentre tra 130 Mila e €200.000 la riduzione ammonterà al 25%, tra 200 mila e €350,000 sarà del 30% e fra i 250,000 e i 500 mila del 35%. Infine oltre i 500.000 l’aliquota marginale di rimozione ammonterà al 40%.

E’ anche previsto lo stop alla rivalutazione delle pensioni sulla base di quello che è l’inflazione e anche in questo caso si tratterà di una misura che andrà a crescere sempre con 5 fasce. Mi sta Dunque, una rivalutazione piena per le pensioni che sono fino a tre volte il minimo e quindi €1530 lordi. La rivalutazione poi ammonterà al 95% sulla quota di pensione tra 3-4 volte il trattamento minimo, all’ 80% sulla quota tra 4 e 5 volte, al 70% tra 5 e 6 volte ed infine il 50% sopra le 6 volte. Novità anche per quanto riguarda quota 100, ovvero quella misura che dovrebbe partire in primavera e per la quale la legge di bilancio ha stanziato circa 4 miliardi di euro.

È prevista dal governo un’evasione di circa lo 85% di coloro che avranno diritto ad usufruire di questa misura in che potranno sfruttare tutta la serie di finestre nel corso dei prossimi tre anni ovvero fino al 2021. Questo provvedimento dovrebbe sancire anche di vita di cumulo e quindi coloro che potranno utilizzare quota 100, non potranno arrotondare sommando alla pensione redditi da lavoro superiori a €5.000 lordi l’anno.

Tra le principali misure che verranno introdotte nella legge di bilancio con il maxi emendamento del governo  che è arrivato in aula al Senato, ci sarà un taglio di circa 2,7 miliardi ai fondi per quota 100, che scendono in questo modo da 6,7 a 4 miliardi. Ad ogni modo, bisognerà dunque attendere ancora qualche ora o al massimo qualche giorno, per cercare di avere chiaro che cosa accadrà effettivamente nel 2019, parlando di pensioni. Intanto, continua il dibattito sulla forma delle pensioni anticipate e  soltanto nei giorni scorsi il presidente dell’ Inps Tito Boeri, aveva in qualche modo fatto innervosire Matteo Salvini che gli ha immediatamente risposto, chiedendo nelle dimissioni. 

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