Riforma Pensioni 2019, Quota 100 non ancora ufficializzata. A gennaio l’emendamento

Da tempo siamo tutti in attesa di capire che cosa effettivamente il governo deciderà di fare riguardo la riforma pensioni e più nello specifico l’attenzione è fissata su alcune misure molto importanti tra le quali proprio quota 100. Nella legge di bilancio 2018,  il cui testo definitivo è stato già approvato nelle scorse settimane, non sembra essere contenuto alcun riferimento a quota 100 il cui provvedimento ufficiale dovrebbe arrivare ormai nelle prossime settimane e quindi nel mese di gennaio 2019. Il provvedimento quindi per quota 100 non è ancora pronto e bisognerà attendere i prossimi giorni. Quota 100 ricordiamo che è quella misura che darà la possibilità di poter accedere alla pensione anticipata 5 anni prima rispetto alla pensione di vecchiaia e dunque raggiungendo un’età di 62 anni, ma un requisito contributivo di 38 anni.

Non sono previste delle penalizzazioni per quanto riguarda questa misura e queste raccomandazioni erano arrivate già nelle scorse settimane per bocca del ministro Salvini. Ad ogni modo ciò che sembra essere certo è che l’assegno pensionistico però sarà inferiore soltanto in base al fatto che comunque si avranno meno contributi versati e quindi di per sè la misura non sarebbe penalizzante. Di quali paletti, dunque, si tratta quando si parla di quota 100? Oltre a quello che potrebbe essere addebitato agli anni di contributi che di fatto vanno ad influire sull’importo dell’assegno, si dice che quota 100 prevede una serie di paletti che hanno soltanto un obiettivo, ovvero quello di contenere la spesa.

Un paletto è fissato dalle finestre di accesso alla misura. Questo significa che nonostante si siano raggiunti i requisiti anagrafici e contributivi, non sarà possibile percepire la pensione immediatamente, ma bisognerà attendere tre mesi che potrebbero salire anche a sei, qualora il numero delle domande di pensionamento dovesse essere superiore a quelle stimate. Le finestre invece saranno di 6 mesi, per effetto dei 3 mesi di preavviso, per tutti i dipendenti pubblici indipendentemente dal numero di domande pervenute

. Ovviamente questo fa capire come i dipendenti pubblici siano penalizzati da questa misura, perché potranno usufruire di un numero ristretto di finestre per poter accedere alla pensione anticipata con misura quota 100. Ed ancora questa misura prevede un altro paletto che riguarda il divieto di cumulo di redditi da lavoro superiori a €5000, fino al raggiungimento dell’età di accesso alla pensione di vecchiaia.   Ad ogni modo, dunque, come abbiamo visto si tratta ancora di una misura che non è stata ufficializzata e di cui tanto ormai si parla da molte settimane. L’ufficialità di questa misura era attesa per il mese di dicembre 2018, ma poi effettivamente ci sono stati una serie di ritardi e di rinvii e adesso secondo le ultime indiscrezioni l’emendamento potrebbe arrivare nelle prime settimane di gennaio 2019.

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