Riforma pensioni, ecco il decreto: novità su assegni, età, uscita e finestre


Sembra essere arrivato il maxi decreto sulle pensioni, legato alla manovra e di fatto tra il 10 e il 12 gennaio al massimo, dovrebbe arrivare quel testo tanto atteso che dovrebbe andare a stravolgere l’intera sistema previdenziale. Questo provvedimento sarà determinante per quota 100, ovvero quella misura di cui tanto si è parlato e che darebbe la possibilità ai lavoratori italiani di poter accedere alla pensione anticipata una volta raggiunti i due tipi di requisiti uno dal punto di vista contributivo e l’altro anagrafico. Questo provvedimento andrà anche a modificare e delineare il testo e la misura riguardante le pensioni anticipate e così, come è già anticipato nelle scorse ore, andrà anche a prorogare l’Ape sociale e Opzione donna, oltre che revisionare e rivisitare anche tutta l’intera statura dell’INPS anche con l’introduzione del Consiglio di amministrazione e l’eliminazione del Presidente unico.

Sono tante, dunque, le novità attese e che vedranno finalmente la luce grazie a questo decreto che si aspetta ormai da parecchie settimane. Maggiore attenzione sarà posta a Quota 100, ovvero quella misura che come abbiamo visto, darà la possibilità ai lavoratori di poter accedere alla pensione anticipata avendo compiuto 62 anni di età e maturati 38 anni di contributi. Pare sino stati stanziati circa 4,7 miliardi di euro per finanziare Quota 100, poi 8 nel 2020 e 7 nel 2021 per una platea di beneficiari che ammonta a circa 315.000 lavoratori.

Il governo ha stimato un’ adesione a Quota 100 relativo al 85% e i primi assegni potrebbero già arrivare dalla prossima primavera con un sistema a finestre che vede l’uscita ogni tre mesi, dopo aver maturato i requisiti e sei mesi dopo per i dipendenti pubblici. Il decreto che tanto si attende, andrà a prorogare anche Opzione donna, ovvero quella misura che darà la possibilità alle lavoratrici di poter andare in pensione con un calcolo contributivo ovviamente dopo aver maturato dei requisiti contributivi e anagrafici.

Sarà, inoltre, confermato anche l’Ape sociale, ovvero quella misura pensionistica che è rivolta a tutti i lavoratori con 63 anni di età e che si trovano in una situazione di particolare disagio o difficoltà come ad esempio la disoccupazione oppure l’invalidità. Si ricorda inoltre che a partire dal primo gennaio 2019, scatteranno i freni nuovi parametri riguardanti l’uscita dal lavoro con un aumento di circa 5 mesi sia per la pensione anticipata che per quella di vecchiaia. Infine, si dice che questo decreto possa annullare tutte le modifiche, riportando i requisiti a 66 anni e 7 mesi ed a 42 anni e 10 mesi di contributi e non sarà presente in questo testo l’abbassamento a due volte il trattamento minimo per la soglia di accesso alla pensione anticipata contributiva.

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