Ansia da prestazione è anche donna

La si vede come una questione che riguarda soprattutto lui. L’ansia da prestazione al maschile prende la forma di problemi di erezione, eiaculazione precoce e difficoltà a concludere il rapporto in modo soddisfacente. Ma questo problema ha anche una declinazione al femminile. E nelle donne ha caratteristiche particolari, come spiega la dottoressa Maria Ceriani, medico e psicoterapeuta: «Nell’uomo l’ansia emerge quando lui pensa di non riuscire a soddisfare le aspettative, quando c’è il timore di mancare un obiettivo. Nella donna entra in gioco la percezione di sé e un giudizio severo che la donna rivolge a se stessa, formulato su stereotipi o modelli esterni». Un problema che emerge spesso in età matura: «L’ansia da prestazione al femminile – spiega la dottoressa Ceriani – può presentarsi in età adulta, proprio quando ci si aspetterebbe una maggior consapevolezza di sé. Ma i cambiamenti che possono avvenire, sia nella vita di relazione, sia a livello fisico, fanno emergere quell’insicurezza che è la base psicologica del disturbo. Si perde il contatto con il proprio corpo e prende il sopravvento il pensiero e la mente razionale». Se non affrontato, si tratta di un problema che tende ad auto alimentarsi: le tensioni e la difficoltà a raggiungere l’orgasmo renderanno sempre più difficile vivere il rapporto in modo sereno. Per questo, pur senza drammatizzare, è importante prendere atto del proprio disagio.

Spectatoring: cos’è Un rapporto da spettatrici e non da protagoniste Una forma particolare che assume l’ansia da prestazione è quello che viene definito come spectatoring. «Significa letteralmente “fare da spettatori” – spiega la psicoterapeuta -. Il rapporto sessuale non è vissuto da protagonisti, ma come se lo si stesse guardando dall’esterno. Ci si sente piuttosto dei registi, che osservano la scena da fuori, senza parteciparvi, ma valutando il suo svolgersi in base a criteri oggettivi. Accade così che ci si distacchi da quello che si prova, per vivere il rapporto sessuale non per quello che è, ma pensando a come dovrebbe essere. Le donne che soffrono di questa forma di ansia da prestazione sono molto severe con se stesse, pronte a notare ogni dettaglio stonato, nel proprio corpo o nell’ambiente. Emerge forte la tendenza ad avere tutto sotto controllo, e così non si riesce a incontrare quel momento di abbandono, necessario all’orgasmo». Spesso il disturbo compare in donne con un atteggiamento “maschile”, direttivo e ipercontrollato, in donne che, appunto, non riescono a lasciarsi andare.

Come affrontare l’ansia da prestazione, una volta identificata? «Poiché il problema emerge da uno “scollamento” nei confronti delle proprie esigenze la prima cosa da fare – spiega la dottoressa Ceriani – è ricentrarsi, ritornare a sé. Può essere una buona strategia intervenire non proprio sull’ambito sessuale, lì dove c’è il problema e dove potrebbero svilupparsi comprensibili resistenze, ma è meglio partire da più lontano, agendo in modo indiretto». Dedica del tempo a te stessa È importante dedicare del tempo a se stessi e al proprio corpo. Questo serve se all’origine dell’ansia vi è una scarsa accettazione di sé. È bene prendersi cura della parte di sé che non piace. Ti senti in imbarazzo per i tuoi chili di troppo? Accogli il disagio e poi scegli azioni dolci e piacevoli per affrontarlo, come massaggi o attività fisica divertente. Se il problema è legato alla secchezza vaginale conseguente alla menopausa, sono disponibili ovuli con acido ialuronico od ormoni, che evitano che un problema fisico risolvibile diventi un ostacolo psicologico. Osserva cosa è cambiato In ambito sessuale è bene tornare a chiedersi quali sono le cose che piacciono, dove si concentra il desiderio, cosa lo stimola. Con il passare del tempo molte cose si modificano. E possono cambiare anche i punti del piacere. E una volta scoperto cosa dà piacere, comunicarlo al partner. «Può sembrare scontato – spiega la psicoterapeuta – ma spesso non è così. Avevo in terapia una coppia, in cui lui ha frainteso per anni cosa piacesse alla moglie».

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