Antonella Clerici: «Non voglio fare la tappabuchi, anche perché penso di non meritarlo»

La proposta che è arrivata, anche se non all’altezza della sua lunga e pregevole carriera: da novembre (la data esatta non è stata ancora comunicata) Antonella condurrà Lo zecchino d’oro, vista la sua esperienza con i programmi canori dedicati ai più piccoli (77 lascio una canzone), e forte anche della presenza di Carlo Conti, quest’anno direttore artistico della gara, suo grande amico.

La Clerici è chiamata a risollevare le sorti di quel glorioso Festival internazionale della canzone del bambino che data la prima edizione nel 1959 (e per decenni guidato dal mitico mago Zurli, ovvero Cino Tortorella), ma che nel corso degli ultimi anni ha visto un inesorabile declino. Già, perché prima di accettare il posto che lo scorso anno fu di Francesca Fialdini, l’ex conduttrice della Prova del cuoco, il programma che per 15 anni l’ha fatta entrare nelle case e nel cuore degli italiani, un sussulto di orgoglio l’aveva pure avuto. «Ho capito che vengo vista come una che deve essere messa da qualche parte, non come un cavallo su cui puntare», ha sbottato sulle prime.

Aggiungendo poi: «Non voglio fare da tappabuchi, anche perché non penso di meritarlo. Mi piace giocare in Serie A, non mi accontento dei campetti di provincia. E sono anche stufa di fare come in passato: partivo lancia in resta e mi trovavo da sola con la spada sguainata». Dei cavalli di battaglia, affidare alla Clerici almeno un programma era una scelta obbligata: diversamente, giustificare uno stipendio annuo di un milione e 250 mila euro, ovvero 104 mila euro al mese, o meglio 3.400 euro al giorno, sarebbe stato ben diffìcile. Questo fino al 2020. Poi si vedrà. E così alla fine, oltre allo Zecchino d’oro, Antonella a dicembre sarà anche alla guida della maratona di Telethon. E la richiesta che resta sottotraccia è quella di ottenere di nuovo un programma tutto suo. Solo così la “sfida” all’azienda a cui tanto ha dato potrà rientrare.

Così quello sembrava un finale di stagione triste per Antonella, dopo la chiusura in questi giorni anche di Casa Clerici, il ristorante nato a Marcianise sull’onda del successo della Prova del cuoca e che vedeva la Clerici socia in affari del suo ex compagno Eddy Martens, padre della loro Maelle (anche se già da un anno Antonella lo aveva ceduto ad altri imprenditori lasciando però loro il marchio), ora sembra che la conduttrice abbia ritrovato la giusta motivazione. «Io ho un limite enorme. Una fragilità dirompente: devo sentirmi amata, e questo vale per tutto. Affetti come lavoro. Se non mi sento amata, vado altrove, ricomincio da capo, non mi accontento», è stato il suo grido di battaglia.

E in Rai l’hanno accolto, come d’altra parte il suo attuale compagno, il ricchissimo petroliere Vittorio Garrone, proprietario insieme coi fratelli della compagnia Erg, oltre che di tante altre aziende. Anche qui è stata lei a fare il grande passo: ha mollato la Capitale e, armi e bagagli, con sua figlia si è trasferita a Varinella di Arquata Scrivia (Alessandria), in un’antica casa di campagna, in realtà una splendida villa immersa nel verde con tanto di allevamento di selezionatissimi cavalli purosangue il cui destino è quello di primeggiare in varie discipline olimpiche. «La nostra casa è nel bosco, è un posto magico. Ed è finalmente il posto dove vorrei fermarmi», sospirava la Clerici sul finire dello scorso anno, appena trasferita. «Sono sempre stata molto irrequieta, ho cambiato casa quasi ogni anno, ma ora sento di aver trovato il mio posto del cuore». Oltre alla Rai.

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