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Uno spettacolo che da solo vale il prezzo del biglietto, uno spot esaltante per la Champions, un duello a suon di gol e prodezze. Cristiano Ronaldo e Antoine Griezmann promettono di infiam mare l’andata degli ottavi tra l’Atletico Madrid e la Juventus. Insieme a Messi e all’infortunato Neymar, il meglio del calcio mondiale stasera è di scena al Wanda Metropolitano dove il Piccolo Diavolo sfida il fuoriclasse di Funchal in un faccia a faccia tra il secondo e il terzo classificato nella classifica del Pallone d’O- ro 2018. Entrambi avevano validi argomenti per sperare di salire sul gradino più alto del visto che CR7 aveva vinto da protagonista la Champions, mentre l’attaccante dell’Atletico aveva alzato la Coppa del Mondo in Russia. E invece l’ha spuntata Luka Modric, incoronato a inizio dicembre tra le polemiche del popolo del web fedele allo juventino e al francese. Adesso sia Cristiano sia Antoine hanno voltato pagina e pensano solo al finale di questa stagione e alla caccia alla Champions. Solo uno però potrà continuare la corsa, mentre l’altro dovrà concentrarsi solo sul campionato. Unpo’pocoperchi ha come obiettivo quello di essere (Griezmann) o di tornare a essere (Ronaldo) il numero uno al mondo.

WANDA, MANCHI TU. Il portoghese contro i colchoneros ha già firmato 22 reti in 31 incontri e ha soffiato due Champions League in finale. Eppure i tifosi biancorossi, che stasera per il “nemico” hanno pronta un’accoglienza a suon di fischi da far rabbrividire, sperano che CR7 neppure stavolta riesca a segnare al Wanda Metropolitano, lo stadio dove ha giocato una sola volta, la scorsa stagione, e dove Zidane non è riuscito ad andare oltre lo 0-0. Fter Cristiano, abituato a imprimere il suo marchio in tutti (o quasi) gli impianti dove si esibisce, si tratta di una motivazione speciale in più. In Serie A ha avuto un impatto super con 19 gol e 8 assist nelle prime 24 giornate, ma in Champions, la coppa dove è il miglior realizzatore di tutti i tempi (121 reti), da quando è alla Juve ha segnato solo una volta. Una media non certo da fenomeno. Il fatto di essere tornato nella città che è stata la sua casa per 9 anni (dove ha ancora un ristorante, un hotel della sua catena in costruzione, una catena di palestre, una villa e tanti interessi) lo motiverà ancora di più. In tribuna a tifare per lui d sarà pure la fidanzata Georgina.

QUANTO PESA ANTOINE. SeCR7è in grande forma, Griezmann non è da meno. Sabato ha segnato il gol decisivo per l’I-O con cui Simeone ha espugnato il campo del Rayo Vallecano. Nelle ultime tre stagioni e mezzo si è trattato della quattordicesima volta che l’Atletico ha conquistato i tre punti senza subire reti e con una prodezza del suo numero 7; la quarta da agosto in poi. Il francese è a 12 centri nellaLiga e solo una volta, nel 2015- 16, dopo 24 giornate aveva segnato così tanto. Quella stagione chiuse con un totale di 32 gol (22 nella Lega) e siccome adesso è già a 18 (4 in Champions più 2 in Coppa del Re), punta a far meglio rispetto a 3 anni fa. Simeone però è anche un può preoccupato da questi numeri visto che l’Atletico in campionato ha segnato “solo” 34 volte e che il francese ha indso per il 35%. Nell’ukirno periodo la tendenza è ancora più marcata: Antoine ha firmato 10 degli ultimi 18 gol in tutte le conpetizioni, una statistica alla quale vanno aggiunti 3 assist per le rimanenti 8 reti. In quest’ottica si spiega l’acquisto di Morata a gennaio, anche se Alvaro è ancora a secco.

Dove vedere Atletico Madrid  Juventus, diretta tv e streaming

La partita che si giocherà questa sera 120 Febbraio 2019 alle ore 20:30, sarà trasmessa in esclusiva diretta streaming su Dazn, ma ovviamente sarà visibile anche su altri dispositivi. La versione integrale della partita si potrà anche guardare on demand e quindi tutti gli appassionati e tifosi potranno rivedere la gara quando vorranno. Ovviamente sarà possibile guardare il big match in televisione qualora si possiede una smart TV, scaricando l’applicazione, avendo sottoscritto un abbonamento a Mediaset Premium o a Sky Q. In questo caso però bisognerà vedere se la TV di cui si è in possesso è compatibile con il servizio Dazn. Se non siete ancora abbonati a Dazn, potrete vedere la partita in modo assolutamente gratuito, visto che il primo mese lo offre la piattaforma. Dovrete solo effettuare la registrazione ed attivare l’abbonamento per un mese gratuitamente. Poi se vi troverete bene con la visione, potrete continuare con l’abbonamento al costo di 10 euro al mese.

Rojadirecta Atleteico Madrid – Juventus

ROJADIRECTA Atletico Madrid – Juventus  – Come sito di streaming gratuito uno dei più famosi è Rojadirecta. Il sito spagnolo dovrebbe presentare il link della gara poco prima dell’inizio del match. Vi ricordiamo, come sempre, di non usare questa pratica, visto che potreste incorrere in multe e sanzioni elevate.

Nella capitale spagnola, dove lo scorso 11 aprile si interruppe tra mille polemiche il cammino della Juventus nella Champions, Massimiliano Allegri è alla ricerca di risposte forti sul valore europeo della sua formazione. Va bene il primo posto nella fase a gironi e il dominio assoluto in Serie A, ma dopo l’acquisto estivo di Ro- naldo, serve qualcosa di più ovvero un cammino convincente fino alla finale del Wanda Metropolitano. Che non sia una vigilia come le altre lo si capisce dai “particolari”. Prima di tutto dalla presenza in sala conferenza del presidente Andrea Agnelli. Poi la pretattica: per una volta evapora in un attimo, senza bisogno neppure di una domanda. «Domani (oggi, ndr) Dybala gioca. Ora posso anche andare via tanto ho già detto tutto» ha scherzato Allegri appena seduto. La Juventus si sente forte e vuole trasmettere questa sensazione anche all’esterno. I 90′ di stasera possono dare un indirizzo netto all’annata e non bisogna sbagliare. Vincere l’ottavo scudetto ed essere eliminati agli ottavi di Champions non sarebbe un buon bilancio. E questo lo sa anche Max che nel corso della conferenza ha spiegato perché ha scelto la Joya: «Ha segnato un bel gol, ma venerdì a livello di prestazione ha fatto peggio rispetto alle sue possibilità e ad altre occasioni. Contro l’Atletico Paulo d potrà dare una grande mano perché c’è bisogno di tecnica e giocate. Ora che ha ritrovato una condizione fisica importante è giusto che sia in campo».

NON FIRMO PERL’1-1. Il tecnico toscano ha poi analizzato con fiducia rincontro: «Firmerei per un 1-1? Io non firmo per niente, ma è inportante fare gol. Meglio due che uno… EAtletico ha recuperato tutti i suoi giocatori ed è temibile. Dobbiamo cercare di comandare la sfida stando attenti perché loro sono micidiali nelle ripartente. EAtletico ha un’ottima organizzazione, sfrutta le palle inattive e, grazie al lavoro di Simeone, ha fatto della fase difensiva la sua forza. Questo non è un match come gli altri perché si tratta di un ottavo di Champions e la Champions per la Juventus è sempre stata un obiettivo, ma non un’ossessione. Qui dobbiamo mettere le basi per passare il turno e per andare avanti. Il cammino per arrivare alla finale è lungo».

R0NALD0 IN PIU’. A dare fiducia ad Megli c’è la presenza di CR7: «Averlo è un vantaggio perché negli ultimi 10 anni uno tra lui e Messi è sempre stato il capocannoniere della Champions e il Pallone d’Oro. Per vincere però bisogna fare una bella prestazione di squadra perché, se è vero che con Cristiano hai più possibilità di vincere, è indispensabile che anche gli altri giochino bene e che ci sia un po’ di fortuna negli episodi. Fisicamente stiamo bene e siamo in crescita, ma dobbiamo migliorare ancora perché da qui al 3 marzo (c’è Napoli-Juve, ndr) d giochiamo tanto visto che il carne pionato non è chiuso». Finale sul suo futuro: «Simeone ha già rinnovato il contratto? Io ho un accordo fino al 2020 e qui sto bene. Pensiamo a finire bene la stagione, poi vedremo».

INVIATO A MADRID – Lallarme lo ha lanciato lui stesso ieri mattina a fine allenamento. «Non mi sento bene» ha detto Sami Khedira allo staff medico alla Continassa. Non si trattava di un problema muscolare, ma di qualcosa di più delicato come il club ha comunicato al termine della conferenza stampa di Allegri, quando ha diffuso la lista dei giocatori partiti nel pomeriggio (in leggero ritardo rispetto all’orario previsto) da Caselle con un volo charter. Il tedesco è stato escluso a causa di «un’aritmia atriale comparsa nella giornata odierna» che lo obbligherà anche nelle prossime ore a sottoporsi a «uno studio elettrofisiologico ed eventuale trattamento». La lista dei calciatori che sono stati alle prese con un simile problema è lunga: da

Strinic a Lichtsteiner passando per Biabiany, Cassano, Kanu, Taribo West e altri. Earitmia cardiaca, la cui forma più comune è la fibrillazione, porta a un’alterazione del normale battito del cuore ed è una patologia che può essere trattata attraverso l’uso di farmaci antiaritmici o con un intervento di ablazione, soluzione che solitamente viene utilizzata con gli atleti. «Ci dispiace non averlo perché vuol dire rimanere con 4 centrocampisti» ha detto Allegri che teme uno stop non breve e l’assenza dell’ex campione del mondo proprio in un momento tanto delicato della stagione. Se tutto andrà per il verso giusto Khedira potrebbe essere disponibile tra un mese e mezzo, ma è concreto il rischio che il tempo necessario sia maggiore.

Tutto dipenderà dall’esito degli esami che il calciatore ha svolto e svolgerà in strutture all’avanguardia nel campo.

QUI PER LA FINALE. Chi invece stasera ci sarà è Pjanic: «L’Atletico ha dimostrato negli ultimi anni che è la squadra a fare la differenza, non i singoli che comunque sono forti. Ci serve un bel risultato all’andata per metterci in una buona posizione per passare il turno. Oblak? E’ uno dei tre migliori portieri al mondo e segnargli non sarà facile. Tornare al Wanda Metropolitano per la finale? Prima ci saranno tanti ostacoli da superare, ma il nostro obiettivo è essere di nuovo qui l’I giugno. Cristiano? E’ molto motivato e in Champions è sempre stato determinante. Vorrà vincere come tutti noi e dimostrare che è importante per la Juve. Noi favoriti per la Champions? Ci sentiamo forti, non favoriti. Di favoriti in Champions ce ne sono tante…».

CANCEL0 E DEL PIERO. Sciolto il dubbio di Dybala, resta quello relativo a Cancelo che però dovrebbe andare in panchina per lasciar spazio sugli esterni a De Sciglio e Alex Sandro. In mezzo invece Bentancur avanti su Emre Can. Tra i convocati, oltre a Khedira, non c’è neppure Douglas Costa, non ancora al top. Del Piero, al Wanda in veste di commentatore per Sky, ha abbracciato i suoi ex compagni durante la loro “passeggiata” sul campo.

INVIATO A MADRID – Contro l’Atletico la Juventus dovrà cercare l’accesso ai quarti di Champions, ma la prossima estate sarà caldo soprattutto l’asse… di mercato tra i bianconeri e il Reai. Fiorentino Perez deve rivoluzionare la sua squadra “ferita” da un rendimento nella Liga inferiore alle aspettative e ha intenzione di puntare a grandi nomi (Hazard ed Eriksen sempre che non sia possibile arrivare a uno tra Neymar e Mbap- pé) oltre a liberarsi dei giocatori scontenti (su tutti Marcelo). La Juventus entrerà in gioco proprio con il terzino dei blancos, amico di Cristiano Ronaldo e deciso a riabbracciare l’amico portoghese, suo grande sponsor. Paratici è deciso ad accontentare CR7 e a sferrare il suo assalto per il brasiliano al quale dovrà far posto Alex Sandro perché tenendo entrambi sulla corsia di sinistra ci sarebbe troppo affollamento. Marcelo ha già strizzato l’occhio ai bianconeri e ha fatto sapere che se la dirigenza del Real deciderà di venderlo, lui non si opporrà. A patto di ricongiungersi a Ronaldo. Essere nell’occhio del ciclone della critica (e dei social) non gli piace e il desiderio di andarsene è fortissimo. Resta lo scoglio della valutazione che non sarà bassa, ma la Juve ha intenzione di inserire nell’affare Alex Sandro, al quale ha rinnovato il controtto da qualche mese fino al 2023 e che è gradito a Don Fiorentino. E ultima parola spetterà al nuovo tecnico (l’addio di Solari è scontato), ma l’attuale esterno mancino di Allegri è un elemento che difficilmente può non piacere. Resta da trovare un accordo per le valutazioni perché Marcelo è più in là con gli anni (quasi 31 contro 28), ma ha un palmares decisamente più ricco e un’esperienza intemazionale maggiore. Work in progress.

HAZARD ED ERIKSEN. Se Marcelo medita l’addio, il belga vuole a tutti i costi volare nella capitale spagnola. Per questo ha più volte detto no al rinnovo di contratto che il Chelsea gli ha offerto. Possibilità di convincerlo ce ne sono poche e siccome nel 2020 sarà libero a parametro zero, Abramovich, che lo ha frenato su input di Sani la scorsa estate, sarà costretto ad accontentarlo. Hazard, però, non sarà l’unico fuoriclasse che Don Fiorentino si regalerà: in attesa di capire se d sono margini per provare un assalto a Neymar o Mbappé, il Reai continua a lavorare per Eriksen del Tottenham, pur sapendo che la “bottega” di Levy è carissima (lo ha scoperto acquistando Modric e Baie). Alla categoria degli affari chiusi o quasi (come appunto Hazard…) appartiene anche il difensore del Porto Militao: Juve anticipata e Madrid assolutamente in pole.

DYBALAEICARDI. Fredda invece in questo momento la pista che porta a un nuovo numero 9. Perez vuole tenersi Benzema e per questo non ha fatto passi in avanti per Mauro leardi. Idem per Dyba- la: anche se i quotidiani di Madrid danno questa ipotesi come possibile, dalla Casa Bianca i segnali non sono gli stessi.

L’istinto del popolo g dell’Atletico suggeriti sce sacchi di sabbia alle porte, come quando si avvicina un uragano. A Madrid è arrivato Cristiano Ronaldo. Parcheggiare un autobus davanti alla porta, come metaforicamente ama fare Diego Simeone, potrebbe non bastare perché CR7 è tipo che fa passare la palla attraverso i finestrini. I Colchoneros lo sanno bene e non soltanto per i 22 gol subiti dal portoghese nei 31 incroci di campo. Sanno che, più in generale, non c’è città sulla terra che ispiri gol al penta Pallone d’Oro. Nella capitale spagnola CR7 ha scaraventato 164 palloni in rete: 142 al Bernabeu, 11 nella tana dell’Atletico Madrid, 6 al Getafe e 5 al Rayo Vallecano. Qualsiasi cannoniere firmerebbe per un bottino di 164 gol da raccontare ai nipotini. Cristiano Ronaldo li ha segnati in una sola città, dove respira e segna. E in questa città, il suo giardino, stanotte accompagnerà la Signora e ne sarà la principale ragione di forza e di orgoglio. Una partita che vale come un soldino in una fontana: la promessa di tornare al Wanda Metropolitano il primo giugno, quando si celebrerà la prossima finale di Champions League

. RISERVA DI CACCIA II penulti mo dei 164 gol segnati a Madrid, Cristiano lo rifilò alla Juve: quel rigore velenoso che mandò fuori di senno Buffon e i bianconeri fuori dai quarti. Il senso della poderosa operazione che ha pilotato il Marziano a Torino è tutta qui: portarsi dalla propria parte il giocatore più decisivo del mondo, quello che più si raffredda quando le temperature salgono. L’Atletico, sconfitto da Ronaldo in due finali di Champions, vale come certificato di garanzia. Nel 2014, a Lisbona, CR7 sigillò il 4-1 con lo sfregio di un rigore al 120’, dopo che Sergio Ramos aveva soffocato l’urlo di gloria dell’Atletico pareggiando al 92’ dopo il vantaggio del Faraone Godin. Nel 2016, a San Siro, imbucò il penalty della gloria. Il portoghese vive l’inizio degli scontri diretti come l’apertura della caccia. Dagli ottavi in poi si apre la sua riserva di caccia preferita. La Juve si appoggerà a lui più di quanto abbia fatto finora, perché ad arrivare in fondo a un paio di Champions ci è riuscita anche da sola, ma per arrivare alla vetta dall’ultimo campo base aveva bisogno di uno specialista: e ha comprato il migliore. La Juve si appoggerà a lui anche perché è stata una vigilia sofferta, turbata dalle notizie su Sami Khedira. Massimiliano Allegri ha dovuto ritoccare i piani. Ancora di più, Cristiano dovrà dare la mano alla Juve e accompagnarla nell’inferno del Wanda Metropolitano, trasmettere fiducia ai Bentancur. La solidarietà tecnica di Paulo Dybala lo aiuterà. Al resto ci penseranno pirati come Leonardo Bonucci, Giorgio Chiellini e Mario Mandzukic.

IL FARAONE I primi sacchi di sabbia del Cholo si chiamano Diego Godin e Jan Oblak. Il difensore uruguaiano si è fatto un nodo alla memoria, non ha mai dimenticato il 2014: la beffa feroce del Reai nella finale di Champions e ancora di più il cazzotto con cui CR7 lo stese in coda a una Supercoppa spagnola. Il duello tra il Faraone, prossimo interista, e il Marziano sarà un fattore della sfida, provocazioni incluse. Se si azzufferanno, qualcuno li vedrà come la proiezione di Marotta e Paratici. Il portiere sloveno oggi ha pochi rivali al mondo. Ma per fermare Cristiano lavorerà l’Atletico tutto, una gabbia unica, la solita ciurma del Cholo: fisicità e sacrificio. Nello spiazzo del Wanda Metropolitano hanno composto la scritta «Coraje y corazon» con grandi lettere rosse e bianche. Appunto. Per passare però servono anche i gol. E allora la sfida cambia: Cristiano Ronaldo contro Antoine Griezmann.

IL DIAVOLO Quando giocava nella Reai Sociedad, il Piccolo Diavolo perse 6 volte su 6 contro il Reai di CR7 che gli sfilò quelle due finali di Champions e pure l’Europeo ’16 nella sua Francia. Nei 25 incroci di campo, Griezmann ha segnato 6 gol, Cristiano il triplo: 18. Una tirannia. Ma stanotte il francese si sentirà superiore: un campione del mondo davanti a un campione d’Europa. Viene da 9 gol in 10 partite di Liga. Sta bene. Ha sempre detto che vuole sedersi alla tavola di Messi e Ronaldo. Il Piccolo Diavolo, terzo all’ultimo Pallone d’oro, si è messo il tovagliolo. In fondo, si assomigliano. Inventano esultanze che diventano marchi. Hanno facce da spot che deliziano i pubblicitari. Ma anche i bambini perché sembrano cartoni animati. Sono forse i due giocatori che sorridono di più durante la partita. Ecco, al di là di tutto, auguriamoci questo: un partidazo che ci faccia sorridere.

Ronaldo da ieri è a Madrid, la sua città negli ultimi 9 anni. È tornato per giocare, la cosa che più gli piace e gli interessa. Nei 7 mesi che sono passati dal suo sbarco a Torino Cristiano è venuto qui in alcune occasioni. Una volta, ancora in estate, poi di nuovo in autunno, in entrambi i casi per risolvere questioni personali. Poi c’è stata la famosa visita lampo per chiudere il caso di frode fiscale, la firma sulla sentenza di condanna e multa, accompagnato da Georgina Rodriguez, il 22 gennaio.

NOSTALGIA CANAGLIA? Immaginiamo i pensieri e i ricordi, guardando fuori dal finestrino nel tragitto dall’aeroporto all’albergo e allo stadio. A Madrid Ronaldo ha trovato la consacrazione, dopo l’esplosione di Manchester, ha trovato l’amore, nel negozio di Gucci su Calle Ortega y Gasset dove andava a fare shopping e ha incontrato Georgina, che per lui, per la presenza fissa dei paparazzi fuori dal negozio, finì col perdere il lavoro. Ronaldo gliene trovò un altro nel negozio di Prada dentro ai grandi magazzini del Corte Ingles della Castellana, a due passi dal Bernabeu. Lo stadio nel quale ha segnato centinaia di gol ma col quale non ha mai avuto un rapporto di amore profondo e col quale si è scontrato più di una volta, perché lo fischiavano

NIENTE DISTRAZIONI A Madrid poco dopo il suo sbarco nel 2009 Cris era andato ad abitare a La Finca, il blindato centro residenziale appena fuori città, in direzione nord, a due passi dal centro tecnico dell’Atletico. Una casa da 5 milioni di euro ancora di sua proprietà. Priorità differenti: Ronaldo il Fenomeno nella sua mansione alla Moraleja aveva una discoteca, Cristiano una palestra super attrezzata e una sala per la crioterapia. Ronaldo non ha previsto visite a casa, né rimpatriate con amici, parenti o ex compagni ai suoi ristoranti preferiti: il Tatel di cui è socio con Nadal, Pau Gasol e Enrique Iglesias, o il Lux, il Numa Pompilio, il Peyote San, il Kabuki, il Sanceloni, o il Cielo de Urre- chu vicino casa. Ci sarà tempo per tornare a mangiare: oggi Ronaldo vuole lasciare ancora una volta il segno nella sua Madrid.

Serata di Champions, in scena due favorite per la vittoria finale, la Juventus di Allegri a Madrid contro l’ostico Atletico e il Manchester City di Guardiola in Germania con lo Schalke. Entrambe le squadre, pur praticando un calcio diverso, hanno la qualità per vincere questa prestigiosa competizione. I bianconeri di Allegri arrivano a questo incontro in buone condizioni di forma al contrario dei propri rivali. A questi livelli chi non è all’80-100% della condizione difficilmente vince.

MOMENTO DIFFICILE I Colchoneros hanno perso ultimamente contro il Betis Siviglia, sono stati strapazzati nel derby con il Madrid, hanno vinto l’ultima partita su autogol con il «piccolo» Rayo Vallecano disputando un brutto incontro dove si sono salvati solamente i soliti Oblak e Griezmann. Quest’ultimo è un grandissimo giocatore ma il calcio è uno sport di squadra e senza l’aiuto dei compagni è difficile anche per lui esprimersi al meglio. L’Atletico Madrid con l’avvento importante di Simeone (un tecnico che dà la vita al calcio) è sempre stato un avversario difficile e spigoloso, ora forse sta vivendo il peggior momento della gestione del tecnico argentino.

MENO DETERMINATI II gioco non scorre più con fluidità, lo spirito di squadra si è affievolito, così come la rabbia agonistica e l’organizzazione difensiva. Inoltre ci sono molti giocatori infortunati o reduci da infortuni come: Diego Costa, Savie, Koke, Lucas Hernandez. Ma l’assenza più grande è la diminuzione della feroce determinazione che aveva sempre contraddistinto le loro partite. In ogni caso rincontro non sarà semplice per la Juventus anche se oggi appare meno dura di due o tre mesi fa. Gli esperti e forti giocatori juventini non cadranno nelle provocazioni, non temeranno il calore del tifo colcho- nero, forse sapranno sfruttare l’appannamento di forma dei Rojiblancos aggredendoli onde demoralizzarli ulteriormente. Essere passivi, lasciargli il dominio del gioco, subire il pressing dei propri avversari, potrebbe rianimarli e fargli ritrovare le certezze che oggi non posseggono o hanno smarrito. Allegri è un allenatore d’alto livello con le idee chiare, un tattico raffinato che sa perfettamente cosa fare, pertanto saprà gestire, come ha fatto sempre, nel migliore dei modi la sua squadra.

CRESCITA CONTINUA La Juventus rincorre da tempi questa coppa, potrebbe essere l’anno buono, non le manca nulla per riuscirci. Il club è per competenza, organizzazione, leadership e fatturato tra i migliori del mondo. Allegri si sta dimostrando uno degli allenatori più bravi e con capacità gestionali elevate. La squadra era già grande e tutti gli anni si è rafforzata pur cambiando e sostituendo giocatori importanti che apparivano insostituibili, come: Higuain, Pogba, Tevez, Pirlo, Vidal, Bonucci (poi rientrato), Buffon e altri. Ora è arrivato il fuoriclasse Ronaldo, un grande colpo per migliorarsi attraverso un eccezionale talento con una straordinaria professionalità.

CALCIO D’ATTACCOO C’è tutto per vincere, ma qui in Italia si vince prevalentemente con un calcio prudente e difensivo basato prevalentemente sulle qualità dei singoli. In Europa la storia ci dice che si vince, in generale, con un calcio offensivo, di dominio e collettivo, come dimostrano le diciassette vincenti degli ultimi 20 anni: Reai Madrid 6 vittorie, Barcellona 5, Milan 2, Bayer 2, Manchester United 1, Liver- pool 1. Tutti questi team praticavano un calcio di squadra che non negava la bellezza del gioco ma ne faceva un valore. La vittoria è importante ma quanto l’aiuta e l’amplifica il giocare bene. In bocca al lupo Bianconeri.

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