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Banca Popolare di Bari e l’affaire del bond subordinato che colpisce i piccoli risparmiatori

Consob si è concentrata con più attenzione sulla questione che vede nel mirino la Banca Popolare di Bari da almeno quattro anni. Era il 2015, infatti, quando l’assemblea avviò un procedimento di svalutazione delle azione per un ammontare del 20%. Il valore, di fatto, calò da 9,53 euro a 7,5 euro.

Oggi, non sono solo i soci a patire un certo timore. Il “pericolo” è rappresentato da un bond risalente al 2014 il cui valore equivale a 213 milioni di euro. Per chi non mastica molto questo argomento piuttosto ostico, si tratta di un prodotto finanziario estremamente rischioso. A effetto domino, chi per primo ne viene investito sono i piccoli investitori.

Il bond dei piccoli investitori

Il bond è stato progettato e tagliato su misura per i piccoli investitori. Un titolo viene emesso con un valore di 6 euro, che pare essere adeguato all’investimento di piccole somme di denaro per il suo acquisto. Fissata anche una scadenza, al momento fissata al 2021.

Piccoli investitori, dicevamo, molti dei quali, da soci, fanno parte di una cerchia di persone che vogliono investite piccole somme di denaro: molti gli anziani, spesso senza una preparazione adeguata, alla stessa stregua di altri che bazzicano poco i grandi temi della finanza. Investimenti che spesso diventano veri e propri strumenti che mai dovrebbero essere messi nelle mani di chi mastica poco l’argomento. E, per questo, finisce per rivolgersi agli avvocati che, a loro volta, fanno luce sulla situazione dell’istituto.

Per le banche vendere questi bond ai piccoli risparmiatori rappresenta comunque un buon affare. Il motivo è da ricercarsi nel fatto che questi corrispondono “interessi più bassi rispetto a quelli che verrebbero chiesti da investitori istituzionali, ben più consapevoli di quel che stanno acquistando.”

Per dovere di cronaca, ricordiamo casi simili che hanno visto coinvolte Mps, Banca Etruria e banca Carige. In alcuni casi, spesso l’investimento non era neppure associato ad una qualsivoglia comunicazione su possibili rischi e pericoli che potevano (e possono sempre) incorrere quando si procede con un investimento.

Mentre ciò non accade, quindi, il bond della Banca Popolare di Bari è crollato fino a sfiorare i 50 centesimi. Sembra una sciocchezza se non fosse che le perdite possono ulteriormente peggiorare fino a portare al completo azzeramento del valore del titolo.

Cosa potrebbe succedere ad azionisti e obbligazionisti

Molto dipende dal modo in cui il salvataggio dell’intero meccanismo prenderà forma. A seguire, l’ammontare della perdita e il numero di soggetti coinvolti faranno il resto. A meno che non intervenga qualche provvedimento atto a mettere in campo misure compensative, il cui fine è quello di evitale e scongiurare eventuali altre perdite.

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