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Chef Rubio insulta gli abitanti di Lampedusa su Instragram “Isola di razzisti e parassiti”

“Lampedusa, prima del 3 ottobre 2013 in quanti c’erano venuti a fare gli aperitivi e i bagnetti? Prima del “problema migranti” in quanti la cagavano? Pochi”, è questa la sferrata dello chef Rubio, una chiara accusa nei confronti dei lampedusani, che a suo dire sarebbero responsabili di fare soldi a palate grazie alla pubblicità che i migranti fanno all’isola. Questo quanto scritto dallo chef su Instagram lo scorso 4 agosto. “Lampedusa è l’isola dei pescatori dal cuore immenso, della gente di mare che rispetta il prossimo ma è anche l’isola della cocaina, della mafia, del nero, dell’abusivismo edilizio, dei razzisti e dei parassiti», ha aggiunto su Instagram lo chef Rubio, il quale nei giorni scorsi è andato a Lampedusa per aiutare i migranti sulla nave Open Arms insieme a Richard Gere.

Poi lo chef sempre su Instagram avrebbe detto: «State mandando a fondo un’isola che pensate essere vostra ma che è semplicemente se stessa». Si è innescata con queste parole una polemica, alimentate poi dalla conferenza stampa con Gere e dopo le due giornate trascorse a bordo di Open Arms e dopo la quinta notte di sit-in in silenzio davanti alla Chiesa a chiedere lo sbarco dei migranti.

Ovviamente le dichiarazioni di Chef Rubio hanno scatenato la rabbia dei lampedusani che hanno detto: «Tornate a casa tua», «di Lampedusa non sai niente» ed ancora “il volontariato e l’umanità sono altre cose, non è business o favoreggiamento agli scafisti. Il popolo di Lampedusa ha sempre regalato vestiti, cibo, acque e tanto altro”. «Se Lampedusa non ti piace la vacanza potevi fartela altrove, hai visto cose che nemmeno esistono e caro chef dei miei stivali secondo me la cocaina te la sei proprio fatta tu, visto che hai visto cose che nemmeno esistono», scrive Annalaura. «Noi la amiamo e ci basta questo non ci importa di 4 cretini che scrivono senza conoscere la nostra bellissima isola», scrive Rossella.

Ma lui imperterrito aggiunge nel suo post: «Lampedusa è un’Italia in miniatura affascinante proprio grazie alle sue molteplici sfaccettature e contraddizioni». E aggiunge: «Invito tutti avenire, è stupenda davvero. Ma vi chiedo un favore: spendete i vostri soldi solo nei ristoranti della brava gente, nei B&B delle belle anime. A tutto il resto riservate indifferenza, perché quello si meritano: in molti hanno speculato su date, morti e naufragi, in molti si riempiranno la bocca di aiuti e fratellanza mai vissuti in prima persona e proprio quelli hanno cavalcato e stanno cavalcando il mito del’isola dell’accoglienza vomitando odio e ignoranza».

 

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