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Eintracht Francoforte – Inter Streaming Gratis Diretta Live Tv No Rojadirecta

Eintracht – Inter Streaming, dove vedere la partita in tv

Questa sera si giocherà Eintracht Francoforte-Inter, la partita valevole per la giornata di andata degli ottavi di finale di Uefa Europa League. Il fischio d’inizio è fissato per le ore 18:55 e la partita si giocherà alla commerzbank Arena di Francoforte dove è atteso il tutto esaurito, con circa 50.000 spettatori. Per la squadra di Spalletti sarà una partita piuttosto impegnativa, perché oltre a mancare Mauro Icardi mancheranno anche Radja Nainggolan e Dalbert perchè infortunati e non ci saranno neanche i centrocampisti Joao Mario e Roberto Gagliardini esclusi dalla lista UEFA per alcune sanzioni previste dal play finanziario. D’altro canto, l’Eintracht non è di certo una squadra da sottovalutare, visto che anche da un paio di stagioni sta avendo un discreto successo. Lo scorso anno ha vinto la Coppa di Germania e invece in questa stagione ha già dimostrato di essere una squadra piuttosto solida, fornendo grandi prove in coppa e battendo squadre come Marsiglia, Lazio e Shakhtar Donetsk. Discorso a parte invece per l’Inter, perché reduce dalla sconfitta contro il Cagliari che è costato il terzo posto in classifica in Campionato. Adesso torna a concentrarsi sulle Europa League ma lo fa sapendo che comunque mancheranno dei perni centrali, che sicuramente avrebbero fatto la differenza.

Probabili formazioni

Adolf Hutter dovrebbe schierare in campo un 3-4-1-2 dove sicuramente non ci sarà Ante Rebic l’attaccante croato che proprio nel corso dell’ultima partita di campionato ha riportato un infortunio al ginocchio e che quindi non sarà disponibile per questa sera. Giocheranno in attacco la coppia formata da Jovic e Haller con David (forse) come trequartista a loro supporto. Per quanto riguarda invece l’Inter, Luciano Spalletti potrebbe puntare sul 4-2-3-1 con indifesa Skriniar ed Asamoah e la linea completata da Cedric e De Vrij. Dovrebbero essere schierati Brozovic e Vecino che dovrebbero costituire il Duo di mediana e in attacco invece a supporto dell’unica punta che è Lautaro Martinez, giocherà Politano, Perisic e Borja Valero. Come già abbiamo visto, saranno fuori ancora una volta Mauro Icardi per alcune vicissitudini accadute nelle scorse settimane e Nainggolan che purtroppo si è dovuto fermare per un problema muscolare.

EINTRACHT (3-4-1-2): Trapp; Hasebe, Hinteregger, N’Dicka; Da Costa, Rode, G. Fernandes, Kostic; Gacinovic; Haller, Jovic.

INTER(4-2-3-1): Handanovic; Cedric Soares, De Vrij, Skriniar, Asamoah; Vecino, Brozovic; Politano, Borja valero, Perisic; Lautaro.

DOVE VEDERE EINTRACHT-INTER IN TV E STREAMING

Il meteo sarà trasmessa in diretta da Sky e quindi su Sky Sport Uno, al canale 201 o Sky Sport canale 252. Si potrà ovviamente vedere la partita anche in streaming su dispositivi quali smartphone il PC e tablet attraverso le piattaforme Sky Go e Now TV, ovviamente avendo sottoscritto precedentemente un abbonamento.

Rojadirecta Eintracht – Inter

ROJADIRECTA Eintracht – Inter– Come sito di streaming gratuito uno dei più famosi è Rojadirecta. Il sito spagnolo dovrebbe presentare il link della gara poco prima dell’inizio del match. Vi ricordiamo, come sempre, di non usare questa pratica, visto che potreste incorrere in multe e sanzioni elevate.

L’Inter è atterrata nel cuore dell’Assia tutta incerottata e con il caso Icardi ancora una volta deflagrato alla vigilia di un crocevia importante della stagione (è già accaduto prima di Cagliari, e i risultati poi si sono visti in campo). Luciano Spalletti proverà a festeggiare il sessantesimo compleanno alla Commercial-Bank Arena, dove già ieri con ordine teutonico erano state riposte su ogni seggiolino dello stadio le bandierine che andranno a comporre la coreografia. Sono attesi in 48mila e, stante il curriculum della tifoseria dell’Eintracht (tra le più calde della Bundesliga), sarà una polveriera. A queste latitudini la squadra di Adolf “Adi” Hütter ha già rifilato 4 gol alla Lazio nel girone eliminatorio (4 ottobre) e l’infortunio di Ante Rebic appare nell’economia della gara meno grave di quello di Radja Nainggolan che ieri è finito in bacino di carenaggio per una distrazione al polpaccio sinistro. Si tenterà un recupero per il derby (il belga si era già infortunato nella stessa zona, ma – per fortuna – del polpaccio destro), intanto questa sera Spalletti – con l’organico decimato anche dalle tagliole imposte dalla Uefa (Dalbert, Joao Mario e Gagliardini non sono in lista: avrebbero tutti fatto comodo, vista la situazione) – avrà gli uomini contati. 

Pochi e pure incerottati. Ieri ha battuto ritirata anche Keita: il senegalese è tornato ad allenarsi in gruppo ma, considerato che non sarebbe stato arruolabile per la gara con l’Eintracht (non mette piedi in campo dal 29 dicembre, quando segnò il gol vittoria a Empoli) Spalletti e lo staff medico hanno convenuto che fosse più utile alla causa farlo allenare per bene ad Appiano piuttosto che fargli fare il pacco postale tra Milano e Francoforte con il rischio concreto di guardare la partita dalla tribuna. Chi invece nell’ultimo mese non si è più fermato è Lautaro Martinez che stasera giocherà la sesta partita in ventidue giorni. Un tour de force forzato a causa dei mal di pancia di Mauro Icardi seguiti alla degradazione da capitano a soldato semplice e dell’infortunio di Keita. Mai il Toro aveva giocato in Italia a questi ritmi (con Samp, Fiorentina, Cagliari e Rapid all’andata è rimasto in campo per 90’ mentre nel ritorno con gli austriaci Spalletti lo ha tolto dopo poco più di un’ora) ed è sempre più fondato il timore in seno allo staff tecnico che questo possa aumentare in modo esponenziale il rischio che l’argentino possa essere facilmente soggetto a un infortunio muscolare. I suoi muscoli sono intossicati dalla fatica e sarebbe necessario un turno ai box, però Martinez (che è diffidato tanto in Coppa, quanto in campionato: in altri tempi un cartellino sarebbe benedetto) dovrà sacrificarsi per la Ragione di Stato pure domenica, quando con la Spal Keita, al massimo, potrà fare staffetta negli ultimi minuti.  

A rendere tutto più tremendamente complicato, l’infortunio di Nainggolan che, come ha dimostrato la gara di Cagliari, era l’uomo giusto per innescare il “Toro” in ripartenza (segnare un gol all’Eintracht sarebbe fondamentale per la qualificazione). Senza il Ninja l’Inter perde molto del suo potenziale e in imprevedibilità: Spalletti – nell’auspicio che l’infortunio sia risolvibile in una settimana- dovrà recuperare alla causa pure Candreva (nelle ultime settimane apparso un po’ demoralizzato anche perché ormai sicuro dell’addio). Il tutto sperando che i soliti noti continuino a tirare la carretta: in tal senso anche insospettabili come Danilo D’Ambrosio (neo papà del piccolo Ludovico, auguri!) da tempo giocano sul dolore. Ma non ditelo a Icardi che, nella lettera che ha fatto imbestialire uno spogliatoio intero, aveva spiegato quanto fosse difficile giocare con un ginocchio infiammato. Stasera il fu capitano guarderà la partita davanti alla tv: per arrivare a diciannove giocatori, Spalletti ha precettato pure due della Primavera, Schirò e Merola. Prosit. 

“L’Amministratore Delegato Sport dell’Inter Giuseppe Marotta ha incontrato nella giornata odierna Mauro e Wanda Nara. Si è trattato di un incontro cordiale volto alla ricerca di una soluzione nell’interesse di tutte le parti coinvolte”. Un cinguettio sul twitter ufficiale dell’Inter ha segnato l’ennesimo colpo di scena della telenovela che dal 13 febbraio vede come protagonisti il club nerazzurro e il suo ormai ex capitano. Doveva essere un incontro galeotto ma la presenza della coppia più mediatica del mondo Inter nei pressi della sede (e degli uffici di Massimo Moratti) ha costretto il club a uscire allo scoperto per evitare che il pomeriggio diventasse un infernale rincorrersi di voci e indiscrezioni.  

L’altro colpo di scena nella vicenda è dato dal fatto che Wanda & Mauro non si siano presentati da soli, ma accompagnati dall’avvocato Paolo Nicoletti, già vice presidente della Federcalcio negli anni di Guido Rossi, grande tifoso interista nonché amico di Massimo Moratti. Particolare quest’ultimo che ha fatto pensare che ci sia stato anche un contatto con il petroliere, ma non ci sono conferme in merito: non è un segreto che Wanda abbia chiesto aiuto proprio a Moratti nel cercare di risolvere la situazione, dopo aver sentito l’ex proprietario del club spendere parole dure circa la decisione di togliere la fascia al marito.  

Fascia che ora non è più la condizione necessaria per far sì che Icardi torni in campo. Il che era un impiccio bello è grosso perché proprio per questo l’argentino voleva rivolgersi a Steven Zhang bypassando Marotta, il quale – essendo stato l’artefice della decisione – avrebbe visto intaccata nel profondo la sua indipendenza decisionale. Icardi – primo risultato tangibile della mediazione – nell’incontro con l’ad si è detto disposto a tornare in campo anche senza la fascia di capitano. A questo si dovranno aggiungere le scuse ai compagni. Qui, come da tradizione nella vicenda, le ricostruzioni sono divergenti: dall’entourage di Icardi viene fatto trapelare che le scuse ci siano già state fatte tra lunedì e martedì, mentre all’Inter questo passo indietro non risulta. Fatto sta che il primo segnale di riappacificazione potrebbe essere il ritorno in gruppo per allenarsi. Ma per questo si dovrà attendere domani.  

 «Dall’Inter mi aspetto una partita super per carattere come risposta a quella che è stata l’ultima gara di campionato a Cagliari». Luciano Spalletti oggi taglierà il traguardo dei sessant’anni (auguri) e sarebbe ben contento se il regalo più dolce gli arrivasse dalla squadra, visto la piega che sta prendendo la stagione: «È una di quelle serate che bisogna sapere vivere, la vita va forte e noi dobbiamo affrontarla a tutta velocità. Dobbiamo cercare di vincere, andando più forte degli avversari, magari riuscendo ad esibire la nostra forza e mentalità. Dobbiamo dire: “Vi faccio vedere quello che sono”». È fresco nella mente di tutti il ricordo della rimonta dell’Eintracht sull’Hoffenheim, partita che ha mostrato pregi e difetti della squadra di “Adi” Hütter: «Loro forzano la gara, fanno la partita. In qualche caso anche in maniera scomposta, ma ti vengono addosso forte: la mettono sul ritmo, sulla corsa e sul contrasto, Quando sono pressati la buttano sulle punte, forti della loro stazza: tipicamente tedeschi per la forza che esibiscono. Noi dobbiamo essere all’altezza delle loro qualità perché anche noi ne abbiamo da mettere in campo. E poi dobbiamo essere bravi nella gestione della partita».  

Per non uscire con le ossa rotte da uno stadio dove l’Eintracht ha dato in Europa League 4 gol a Lazio, Marsiglia e Shakhtar i centrali dovranno rialzare un muro apparso alquanto scricchiolante nelle ultime due gare di campionato, chiuse con 5 gol al passivo: «Noi, a eccezione delle ultime partite, abbiamo fatto bene a livello difensivo e mi aspetto di riprendere il passo a cui ci ha abituato la squadra. Quindi non mi stupirebbe se l’Inter ci si mettesse qualcosa di extra per cui qualcuno possa meravigliarsi». Spalletti non lo dice però confida che la squadra si compatti ancor di più nelle difficoltà, visto che ieri è caduto per infortunio pure Nainggolan, mentre lo spirito di Icardi continua ad aleggiare sui nerazzurri, come prova il fatto che l’argomento tanto spinoso stavolta sia stato tirato fuori alla seconda domanda della conferenza stampa da un giornalista tedesco: «L’importanza del nome che porti sulle spalle è il costo che devi pagare a essere un calciatore di un club importante quale è l’Inter. Noi ora però non abbiamo spazio per pensare ad altro, perché questa è una partita importantissima e un dispiacere extra è quelli di dover lasciar fuori dei giocatori perché devono stare fuori lista». E questo non è il caso di Icardi. 

Oggi l’universo Inter si divide in tre parti sul caso Icardi. La stragrande maggioranza (diciamo un 75 per cento) ritiene che Mauro sia colpevole e meritorio di allontanamento a fine stagione. A loro volta i colpevolisti si dividono equamente fra chi vorrebbe cederlo al miglior offerente e chi invece esige due anni interi in tribuna a soffrire, meglio ancora se con i ceppi al polso. Tutti però si ricompattano su un concetto forte e chiaro: mai venderlo alla Juve, per nessun prezzo. Non osteggiato, comunque, l’eventuale scambio alla pari con Dybala. 

Poi un 15 per cento di tifosi che se la prende con Spalletti (c’è sempre chi se la prende con Spalletti, anche solo per aver perso il tram). L’allenatore ha certamente gestito male il conflitto, in particolare è passato nel volgere di pochi giorni dal dire che la società “doveva” accontentare Icardi, all’accusa verso l’ex capitano di non avere a cuore il bene dell’Inter. In effetti silenzio in entrambi i casi sarebbe stato opportuno. Pare evidente, però, che l’allenatore non possa vivere serenamente senza accusare qualcuno, ma tant’è. 

Infine un 10 per cento dei tifosi se la prende con Marotta. Sono quelli che hanno visto subito con sospetto l’arrivo in sede di un ex juventino. Qualcuno addirittura lo considera una spia del “nemico” pronto a distruggere l’Inter dell’interno (sono sempre quelli del tram). Certamente l’avvento del nuovo amministratore delegato non ha coinciso con un periodo di gran serenità in casa nerazzurra: Nainngolan, Icardi, la flessione in campionato. Ma questi disagi covavano da tempo dentro la squadra. 

La domanda, oggi, è: si poteva e si doveva, gestire meglio la crisi Icardi? Forse sì. Il provvedimento migliore: arginare Wanda e le sue dichiarazioni devastanti e mettere il capitano in panchina. Con un solo gol su azione negli ultimi due mesi e l’Inter che aveva ottenuto appena una vittoria in 5 partite, sarebbe stato legittimo. E avrebbe offerto nel contempo un segnale inequivocabile a lui e signora. Nel caso in cui una legittima scelta tecnica (Icardi stava obiettivamente giocando molto male) fosse stata motivo di ulteriori esternazioni fuori luogo di Wanda, degradare il capitano sarebbe stato inevitabile, comprensibile e condiviso da tutti. 

Si è scelta invece la via più traumatica e gli effetti sono stati devastanti. L’unica cosa che poteva giustificare una decisione così violenta era solo una richiesta esplicita dei compagni di squadra. Cioè: se il gruppo non si riconosceva più nel capitano (e le ultime prestazioni mostravano un certo disagio generale) allora era inevitabile intervenire così. Ma, se fosse questa la vera ragione, è anche giunto il momento dirlo in modo chiaro. Altrimenti la situazione è destinata, se possibile, a peggiorare ancora.

 Adolf “Adi” Hütter avrà pure un sacro rispetto dell’Inter, però si è presentato in conferenza stampa senza aver studiato bene la materia. Ha prima fatto confusione sulla data del derby, quindi è scivolato su Joao Mario, non in lista causa financial fair play: «Non sappiamo ancora se giocherà Nainggolan o Joao Mario», ha detto elencando le eccellenze a disposizione di Spalletti. Seguono proclami bellicosi: «Vogliamo anche rappresentare la Germania in questa competizione, sappiamo qual è lo spessore dell’Inter: sarà una partita speciale e dobbiamo far vedere una buona prestazione in campo, in tal senso la rimonta sull’Hoffenheim (da 1-2 a 3-2, ndr) ci dà molta forza – anche se l’assenza di Rebic peserà molto -. «Noi a Baku? So quando sarà la finale, conosco la data e la città: con l’Inter sarà il primo passo». Stasera per spingere l’Eintracht saranno in 48.000 alla Commerzbank-Arena, con 2.700 tifosi nerazzurri attesi da Milano. Un mix (i tedeschi sono gemellati con la curva dell’Atalanta) che rischia di essere esplosivo, tanto che la Polizia tedesca ha contrassegnato con il bollino rosso la sfida. Attenzione massima pure per la gara di ritorno, quando sono attesi a Milano 13.500 sostenitori dell’Eintracht. 

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