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Gigi D’Alessio, The Voice è stata un’esperienza meravigliosa, in cui ho potuto donare parte della mia professionalità

Ironico, simpatico, umano: si parla del cantautore Gigi D’Alessio, nato a Napoli il 24 febbraio 1967, un bottino di 26 milioni di dischi venduti nel  mondo.Tutto inizia con una fisarmonica regalatagli da bambino per gioco: Gigi la fa suonare da subito in modo serio e a 12 anni entra in conservatorio. Si diploma a 21 e a soli 23 dirige l’Orchestra Scarlatti.
Nel 1986 si sposa con Carmela Barbato, da cui ha tre figli, il primogenito lo rende nonno.

Nel 2006 arriva la separazione e il nuovo legame con la cantante Anna Tatangelo e nel 2010 nasce Andrea. I due attraversano una crisi, ma si capisce che può essere superata, infatti dopo un anno di allontanamento, nel 2018 la coppia ritrova l’armonia. Cinque partecipazione al Festival di Sanremo lo fanno salire sul podio del 2° posto solo nel 2005 con la canzone L’amore che non c’è. Poco importa, perché ogni volta il palcoscenico del teatro Ariston diventa un volano da dove far decollare le vendite di brani che diventano veri e propri cult.

Una discografia infinita la sua: è reduce da una più che lusinghiera partecipazione come coach a The Voice, dove oltre a esibire personalità, appare assolutamente a fuoco nel ruolo, con competenza tale da portare a casa la vittoria di una sua pupilla, Carmen Pierri. Per la nuova stagione televisiva, arriva Vent’anni che siamo italiani, a partire dal 29 novembre su Rai Uno, e intanto si gode le vacanze al mare in Sardegna, con Anna Tatangelo e il figlio Andrea.

Ci racconti del tuo nuovo impegno su Rai Uno?
La trasmissione parte il 29 novembre e poiché sarò affiancato da Vanessa Incontrada, si può definire un “two people show”, con un poliedrico intreccio narrativo. Si spazia tra musica, arte e storytelling, con la presenza di un’orchestra dal vivo con cui mi posso esibire. Con leggerezza, garantisco il divertimento al pubblico da casa. È facile definire te e Vanessa Incontrada “la strana coppia”. Vanessa è ormai italiana d’adozione, comunque da spagnola è aperta e mediterranea come me, oltre a essere un’assodata professionista. L’obiettivo è raccontare in tre puntate l’Italia, trovando spunti originali, per aprire porte inedite di conoscenza.

Andando alla tua esperienza come coach a The Voice che bilancio fai? È stata un’esperienza meravigliosa, in cui ho potuto donare parte della mia professionalità nell’ambiente della musica a giovani talenti. Come ti sei trovato con gli altri tuoi colleghi? Sono stato benissimo, abbiamo formato una squadra eterogenea: ognuno ha esibito ovviamente la propria individualità, però ci siamo amalgamati, con il risultato di un grande affiatamento.

Rifaresti la trasmissione? E certo che la rifarei! Se mi chiamano, io sono pronto! Hai pure vinto con una cantante del tuo team. Infatti, più di così non si può! Carmen Pierri è una cantante molto capace, ha meritato la vittoria e da qui in poi per lei si apre una vera carriera.Si dice che la musica sia in crisi e non si vendano più dischi.

Che cosa ne pensi? Non è proprio così. Oggi è venuto a mancare il supporto che si forniva una volta non soltanto agli artisti famosi ma anche a chi era agli esordi.Tuttavia, a bilanciare questo si offrono molte più piattaforme dove esporre se stessi e fare ascoltare il proprio prodotto. Prima esisteva solo il lettore cd: adesso possiamo ascoltare la musica con il computer o con il telefonino e accedere ovunque, digitando un link, con una diffusione dei brani immediata e capillare.

Qual è il tuo cantante del cuore? Il mio cantante del cuore è Ferdinando Salzano (ride ndr). Se non lo conosci, è perché non ascolti la radio: è bravissimo! lo e Anna abbiamo cantato in duetto Un nuovo bacio in occasione del suo matrimonio con Barbara Zaggia nella splendida isola di Formentera. A parte gli scherzi, Ferdinando è un caro amico, oltre che numero uno della “F&P Group”, società costituita dalla Warner Music Italy.

Ti ritieni un cantautore neomelodico? È un termine che non vuol dire nulla! La vecchia melodia italiana si è conclusa con Claudio Villa. I cantanti che sono venuti dopo di lui, me compreso, sono tutti neomelodici. In verità esiste un certo atteggiamento, che vuole ghettizzare gli artisti da Roma in giù con un intento dispregiativo.
La canzone napoletana a conferma di questo è una bandiera.

Ho girato il mondo esibendomi ovunque: sono stato per esempio in Cina, e vedere intonate le canzoni napoletane è la prova dell’universalità di una tradizione antica e popolare, da cui è nata la musica moderna. Cosa significa per te cantare? Non esiste differenza, se la canzone contiene un messaggio arriva al cuore dell’ascoltatore e diventa un’opera d’arte. Ecco perché tutti i cantanti sono nella mia anima. Ogni voce, se è in grado di muovere le corde giuste, comunica con quest’incredibile linguaggio universale.

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