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Streaming Link Juventus – Napoli Gratis Diretta Live Tv No Rojadirecta

Juventus – Napoli Streaming, dove vedere la partita in tv

La partita Juventus – Napoli verrà trasmessa Sabato 31 Agosto 2019 in diretta e in esclusiva da Sky e nello specifico su Sky sport Serie A canale 102 Sky Sport 251. Tutti gli abbonati Sky potranno seguire la partita in streaming anche da dispositivi mobili come smartphone, pc, tablet e attraverso le piattaforme online Sky Go e Now TV. Molti sono i portali che danno la possibilità di assistere ad eventi sportivi in diretta streaming e sono davvero tanti.

Esistono anche tanti siti che propongono eventi dal vivo, ma che non sono legali e danno anche nella stragrande maggioranza dei casi problemi e scarsa qualità video e audio. In genere questi siti vengono anche essere oscurati dalla Polizia informatica, proprio per la violazione del diritto di riproduzione. Esistono quindi dei portali legali che danno la possibilità di poter vedere le partite di calcio in streaming live, offrendo anche una qualità HD. Tra queste non possiamo non citare Sky Go e Premium Play che sono a pagamento, mentre altri sono gratuiti.

Rojadirecta Juventus – Napoli

ROJADIRECTA Juventus– Napoli – Come sito di streaming gratuito uno dei più famosi è Rojadirecta. Il sito spagnolo dovrebbe presentare il link della gara poco prima dell’inizio del match. Vi ricordiamo, come sempre, di non usare questa pratica, visto che potreste incorrere in multe e sanzioni elevate.

Madame Véronique, in tribuna al Tardini dove erano presenti mogli, fidanzate e parenti dei giocatori, ha arricciato il naso quando, arrivata la lista con le formazioni, non ha visto il suo cocco Adrien Rabiot tra i titolari. Dopo essere stato – a suo dire – sei mesi ostaggio del Psg ed essersi finalmente liberato del club francese per accasarsi alla Juventus da parametro zero, ma con uno stipendio da 7 milioni e un bonus di 10 milioni alla firma, il bianconero pensava, unico tra i nuovi arrivati a Torino, di essere pronto a partire dal primo minuto.

Del resto, ha rappresentato la sorpresa più lieta nelle amichevoli pre campionato, inserendosi alla perfezione nel nuovo contesto tattico di Maurizio Sarri, di cui gode della fiducia, e mostrando di possedere già una buona forma fisica. Invece ha prevalso la Juventus old style con la linea mediana composta da Sami Khedira, Miralem Pjanic e, a sorpresa appunto, Blaise Matuidi, il francese campione del mondo con le valigie pronte che, se non dovesse essere ceduto in questi ultimi giorni di mercato, rischierebbe di essere escluso dalle liste Champions. Il neo tecnico bianconero ha puntato sul trio di Allegri per andare sul sicuro nel debutto in campionato: Rabiot ha accettato, suo malgrado la scelta, e nella mezz’ora che è rimasto in campo, subentrando come posto e ruolo a Khedira, non ha brillato né ha inciso sul gioco: poco concreto e colpevole di qualche disattenzione di troppo.

Lacune che dovrà colmare se vuole, sabato, una maglia da titolare per l’esordio allo Stadium con i bianconeri. Contro il Napoli non sono ammesse distrazioni perché l’avversario, di un’altra caratura rispetto al Parma, è una diretta concorrente nella corsa scudetto. Rabiot e mamma Véronique non devono comunque stupirsi, così come non deve esserlo Matthijs de Ligt, per 90 minuti in panchina a Parma e sorpreso di non aver giocato: Sarri segue la tradizione di Antonio Conte e Massimiliano Allegri nella gestione dei nuovi applicando la regola dell’inserimento graduale. In tanti, sia giocatori già affermati sia giovani promesse, hanno aspettato il loro turno quando sono arrivati alla Juventus e non sono mai stati buttati nella mischia fin dalla prima partita. Con una rosa così abbondante e zeppa di campioni, la maglia da titolare bisogna sudarsela e, tranne Cristiano Ronaldo, nessuno in casa Juventus ha la certezza di un posto assicurato.

Tanto più un ragazzo come Rabiot che, sebbene di grande talento, non ha disputato una partita ufficiale nel 2019 e l’ultima sua apparizione risale all’11 dicembre 2018, sette minuti in campo in Champions con il Psg. Un inizio in salita per il francese, sia per la partenza in panchina sia per la mezz’ora non eccelsa in campo, ma Adrien non demorde: non vede l’ora di cancellare il passato parigino ed essere protagonista in questa nuova avventura: in questo senso, la sfida contro il Napoli rappresenta il giusto palcoscenico per il suo esordio da titolare con la maglia bianconera. «Mi sento in forma, abbiamo lavorato molto quest’estate. Ho già assorbito alla grande i concetti di Sarri e stiamo lavorando bene con il suo staff». Tutte dichiarazioni che evidenziano quanto Rabiot scalpiti per esserci fin dall’inizio. Gli allenamenti di questa settimana saranno fondamentali per far decidere Sarri su chi affidarsi per affrontare la squadra di Carlo Ancelotti. E non importa se madame Véronique dovesse arricciare un’altra volta il naso in caso di esclusione: il tecnico saprà scivolarsi addosso la sua impazienza e pure quella del figlio.

Dopo che i gol subiti nel precampionato (9 nelle 4 amichevoli contro formazioni di prima divisione) avevano destato qualche (affrettata) preoccupazione, alla prima uscita con i 3 punti in palio la Juventus ha mantenuto inviolata la porta di Wojciech Szczesny. Come erano esagerati certi allarmismi di inizio agosto, sarebbe però altrettanto sbagliato cadere nell’eccesso opposto e pensare che la fase difensiva bianconera funzioni già a meraviglia. Non potrebbe essere così, d’altra parte, visti i cambiamenti profondi portati da Sarri: pressing offensivo e immediato dopo la perdita del pallone, con difesa quindi quasi sempre alta e tanti uomini in zona palla (densità che la Juventus ricerca anche in fase di possesso). Atteggiamento che giocoforza crea spazio alle spalle dei difensori e sul lato debole (quello più lontano dal pallone).

MESSA A PUNTO Quando tutto funziona, queste situazioni pericolose vengono neutralizzate dal pressing stesso, che se non porta al recupero del pallone impedisce almeno agli avversari di giocarlo con lucidità nelle zone pericolose, e dal tempismo dei difensori nello scappare all’indietro o nello scivolare di lato al momento giusto. Quando però qualcosa non gira, il pressing non scatta o la difesa non si muove con i tempi dovuti, sono problemi: vedasi il secondo gol di Joao Felix nell’amichevole con l’Atletico, con Lemar libero di alzare la testa per vedere lo scatto del portoghese e di prendere la mira per servirlo alle spalle di De Sciglio e De Ligt, scattati indietro in ritardo. La squadra bianconera ha lavorato molto su questi movimenti, ma qualche sbavatura si è vista anche a Parma. Al 19’ un cambio di campo da sinistra a destra di Brugman ha permesso a Laurini, dopo un triangolo con Kulusewski, di andare a un cross pericoloso per Inglese. Al 26’, invece, i bianconeri si erano schiacciati un po’ troppo sulla fascia sinistra del Parma pressando alto e un passaggio verso il centro di Gagliolo ha trovato Brugman libero: come Lemar contro l’Atletico, l’uruguaiano ha avuto tempo di alzare la testa e lanciare Inglese, scattato in profondità alle spalle della linea difensiva. Più defilato e più arretrato rispetto alla posizione in cui si era trovato Joao Felix, il centravanti del Parma ha dovuto controllare e accentrarsi, ma è comunque arrivato al tiro (deviato in angolo da Chiellini).

ESAME TOSTO Gli zero gol subiti e le poche occasioni concesse al Parma testimoniano che comunque nella maggior parte delle situazioni la Juventus ha lavorato bene (vedasi la perfetta diagonale di Alex Sandro su Kulusewski al 5’), ma in certi casi anche un solo errore può essere fatale. Specialmente se si ha a che fare, come accadrà sabato contro il Napoli, con uno specialista nel trovare spazio sul lato debole e nel tagliare dietro ai difensori: José Callejon. Di questi movimenti lo spagnolo ha fatto un marchio di fabbrica e provare a neutralizzarlo sarà un compito difficile e un test probante per i difensori bianconeri. Che stanno lavorando su questo tipo di situazioni e nei prossimi giorni lo faranno con ancor più attenzione sui movimenti specifici del Napoli: d’altra parte nessuno come Maurizio Sarri conosce il pericolo, visto che lo sviluppo sulla sinistra concluso dal cambio di fronte per il taglio dello spagnolo è stata un’azione simbolo del suo Napoli e Ancelotti l’ha saggiamente mantenuta nel suo arsenale. Se la Juventus riuscirà a neutralizzare quest’arma, oltre a compiere un bel passo verso la conquista dei tre punti, avrà anche la conferma di averne compiuto un altro, e lungo, verso la piena assimilazione dei principi del suo nuovo allenatore.

Chi ha mai giocato al telefono senza fili? Probabilmente tutti, una volta nella vita, ci hanno almeno provato. Da bambini o da adulti. Le regole del gioco sono molto semplici. La prima persona comunica la frase di partenza al proprio vicino, che a sua volta la passa al proprio vicino fino ad arrivare all’ultimo componente del gruppo, il cui compito è quello di svelare la frase finale. L’obiettivo è quello di essere fedeli al concetto di partenza. La realizzazione, in realtà, è tutt’altro che banale, visto che gli errori cumulativi finiscono per deformare quasi radicalmente le informazioni di partenza. Ecco, alla Juventus non sta accadendo questo

. E il telefono senza fili è un gioco che sta perfettamente riuscendo: è andata così per la preparazione dell’esordio in campionato contro il Parma e nella stessa maniera procede per la grande sfida di sabato sera contro il Napoli. C’è Maurizio Sarri, alle prese con le cure della polmonite, che trasmette in tempo reale tutte le direttive da seguire a Marco Ianni. Sia durante l’allenamento, che in partita. Non è un nome nuovo, quello di Ianni, almeno non per tutti. Era balzato alle cronache della Premier League nella passata stagione per un litigio con José Mourinho: il Chelsea realizza il 2-2 con Barkley nel finale contro il Manchester United, lui esplode di gioia davanti alla panchina dello Special One, che non la prende benissimo. Anche Sarri non gradisce l’eccessiva foga del collaboratore Ianni, che però chiede scusa a tutti e tutto torna alla normalità. Una normalità dietro le quinte, sempre all’ombra di Maurizio. Una normalità che sta permettendo al tecnico di guidare passo passo la squadra pur non essendo presente tutti i giorni alla Continassa.

Ieri mattina, in realtà, una fuga al campo d’allenamento della Juventus è stata fatta da Sarri: non ha diretto la seduta, ma è sceso in campo per osservare dal vivo i ragazzi durante una delle esercitazioni tattiche preparatorie alla sfida contro il Napoli, che non dovrebbe contenere novità di rilievo rispetto al Tardini. Soprattutto davanti: Douglas Costa, Higuain e Cristiano Ronaldo si avviano verso una conferma in blocco. Ci sono però da perfezionare i movimenti di tutti i reparti, nonostante già contro il Parma si sia vista, soprattutto nel primo tempo, una fluidità notevole sul piano del gioco. Sarri freme dalla voglia di essere presente, ma sa che con Ianni è in buone mani, perché ogni info che viene passata via auricolare arriva dritta dritta all’orecchio del vice Giovanni Martusciello senza dispersione di contenuti. In generale, però, si fida di uno staff tecnico di assoluto valore, che gli sta consentendo di vivere una convalescenza senza particolari patemi d’animo. Fanno tanto, i suoi collaboratori.

Ma certo non possono fare tutto: Sarri darebbe l’anima pur di non perdersi nemmeno un allenamento, farebbe carte false pur di stare vicino alla squadra in questo momento della stagione, in cui ha la necessità di cementare la Juventus che dovrà dare l’assalto a tutte le competizioni. La situazione è paragonabile a quella che sta vivendo il Bologna, sebbene la leucemia di Mihajlovic pretenderà comprensibilmente tempi più lunghi di ripresa rispetto alla polmonite di Maurizio. Sinisa è nelle mani di uno staff di cui si fida ciecamente, lo stesso vale per l’ex tecnico del Chelsea, che fra monitor e direttive via audio con Ianni non si perde neanche un dettaglio. Dettagli che, alla Juventus, fanno certamente la differenza. Dettagli che Sarri ha comunque sotto controllo. Sogna il recupero già per sabato: si sente meglio e vuole sedersi in panchina, ma la prudenza è ancora tanta. Intanto, seguirà scrupolosamente l’allenamento di questa mattina. Passettino che serve ad avvicinarsi al Napoli, mai un avversario qualsiasi.

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