Kate Middleton non pettina i capelli alla figlia Charlotte: il motivo è semplice

A vederla in queste pagine, sembra che la duchessa di Cambridge sia diventata un’habitué del Quadrilatero della moda milanese. Quella famosa zona magica che, delimitata da via Manzoni, via Senato, corso Venezia e corso Matteotti, ha il cuore pulsante in via Montenapoleone e custodisce il nucleo genetico del made in Italy fatto di abiti sartoriali e accessori da sfilata. Ci sembra di vederla, la compassata Kate, mentre entra con disinvoltura per un caffè nello storico Marchesi, dopo aver fatto incetta di cappotti Prada e poco prima di tuffarsi nel calore dei pizzi siciliani di Dolce & Gabbana. E va bene, stiamo giocando forse un po’ troppo di fantasia. Ma è un dato di fatto che negli ultimi mesi la moglie di William abbia dato una svolta tricolore al proprio guardaroba, evidentemente senza il bisogno di recarsi a Milano ma scegliendo gli abiti attraverso i consigli di broker privati che le hanno fatto visionare modelli e tessuti mentre era comodamente seduta sul suo divano a Kensington Palace.

Senza perdere di vista la bussola dell’austerità – alcuni capi, come il cappotto verde di Sportmax, glieli abbiamo visti addosso più di una volta – è certo che Kate stia cercando di svecchiare la propria immagine rendendola più ricercata. E quali migliori alleati nell’impresa, dei marchi che hanno promosso il gusto italico in giro per il mondo? Si tratta di una strategia d’immagine che ha una doppia finalità. Da una parte serve ad avvicinare il profilo della duchessa e futura regina d’Inghilterra al mito di Diana, una metaforica anfora ancora ricca di seduzione da cui trarre ispirazione. Le scelte stilistiche della principessa di Galles hanno conosciuto due fasi.

Quella decisamente old England, fatta di ampi colli, merletti e cappelli over size, che la moglie di Carlo aveva accettato passivamente di indossare per farsi accettare dalla casa reale. E poi c’è una fase più aggressiva, contemporanea, sperimentale, che la principessa intraprese dopo la separazione dal marito: Catherine Walker – un’altra delle firme preferite di Kate – la trasformò quasi in una donna d’affari, mentre Gianni Versace ne fece un cigno da passerella, la regina dei red carpet. Kate conosce molto bene questa duplice fase della vita della suocera, tanto che il giorno del ventennale della scomparsa, il 31 agosto 2017, l’ha omaggiata indossando un abito floreale di Prada con fiocco al collo, che per inciso nascondeva anche il suo terzo segreto: pochi giorni dopo avrebbe annunciato infatti la sua terza gravidanza, che Gente aveva anticipato da un mese. Ma la predilezione per il made in Italy ha anche una seconda finalità, per Kate la stratega. È l’arma che può usare per competere sul terreno di battaglia più seguito dal pubblico con colei che, a oggi, è la sua più diretta concorrente: la cognata Meghan.

Si è favoleggiato di un odio viscerale tra le due, certo giustificato dalla carica mediatica dell’americana che, in meno di un anno dall’ingresso ufficiale nella famiglia reale, ha monopolizzato l’attenzione su di sé travolgendo la macchina comunicativa di palazzo tarata sulla ordinaria perfezione della ex signorina Middleton. In realtà parlare di guerra vera e propria tra le due primedonne è esagerato, per quanto sia innegabile l’astiosa e reciproca indifferenza che si è notata anche al recente ricevimento che la regina ha offerto a Buckingham Palace per i cinquant’anni dal conferimento a Carlo del titolo di principe di Galles: le due cognate non si sono rivolte la parola, congelate com’erano nei ruoli e nelle posizioni che il cerimoniale ha imposto loro. Kate al seguito del marito, appena dopo il successore al trono e la consorte Camilla, seguiti da Harry e Meghan, che hanno chiuso il corteo reale che si muoveva tra le sale riservando attenzioni agli invitati, tra i quali molti rappresentanti delle associazioni benefiche presiedute da Carlo.

Nella realtà Kate deve fare i conti con una duchessa di Sussex decisamente straripante e, è innegabile, ultimamente molto ben vestita. Lei davvero non bada a spese: calcoltrice alla mano, solo di abiti premaman, Meghan ha investito circa 600 mila euro, facendo incetta di creazioni nelle case di alta moda più prestifgiose: dalle francesi Dior e Givenchy fino a Oscar de la Renta, Roland Mouret, Carolina Herrera. Ora Kate si è fatta travolgeredalla carica glamour e si è decisa a spogliarsi di quell’aria di ragazza qualunque che veste Zara anche quando riceve le rappresentanze diplomatiche. Quella era un’altra era, ora il ciclone Meghan impone tacchi alti, nuvole di chiffon e clutch matelassé. Missoni, Gucci, Sportmax, Max Mara, Armani, Prada e anche Philosophy by Lorenzo Serafini: questi i marchi della carrellata di abiti che vedete in queste pagine. Anche se non mancano capi di brand posizionati in fascia più accessibile come Luisa Spagnoli: più di una volta la duchessa ha indossato un tailleur rosso della casa di moda perugina. Sul fronte accessori, non è raro incrociarla con Tod’s e Gianvito Rossi ai piedi e, quando veste casual, con le classicissime torinesi Superga.

Il rapporto tra Kate e l’Italia non è però dettato soltanto da preferenze stilistiche. Nel 2000 la duchessa, quando ancora era signorina, si concesse un periodo sabbatico a Firenze per studiare italiano e storia dell’arte. Aveva 18 anni, usciva dagli studi liceali al Marlborough College, nel Wiltshire, quando arrivò nel Belpaese per frequentare un corso di tre mesi al British Institute di Palazzo dello Strozzino. Si tratta del più antico istituto culturale britannico fuori dai confini inglesi. Le settimane della signorina Middleton scorrevano tra lezioni sul Rinascimento e visite nelle vicine Siena e San Gimignano, dove si cimentava nei rudimenti del suo hobby più famoso, la fotografia, di cui ha dato ottime prove immortalando i figli nella cornice domestica. Gli aperitivi all’antico Caffè del Moro o al Caffè degli Artisti le hanno fatto conoscere e apprezzare i vini italiani, toscani in particolare. E, ciliegina sulla torta, ricordiamo anche che la governante privata dei duchi di Cambridge, rapidamente richiesta e ottenuta dalla real casa, è una signora di Lamporecchio, provincia di Pistoia, che si chiama Antonella Fresolone. Più made in Italy di così…

La secondogenita di William e Kate, a differenza di tante bambine della sua età, non si lascia aggiustare i capelli dalla madre. A ‘gestire’ le acconciature della bimba, infatti, ci pensano altre persone. In primis la ‘tata’ spagnola, Maria Teresa Turriòn Borrallo, ma non solo, come riporta anche Amica.

Charlotte, detta ‘Lottie’, quando i genitori sono fuori passa le giornate con la ‘tata’. Quando William e Kate sono in casa, però, a sorpresa non è la mamma a pettinare la bimba. Ad occuparsene, infatti, è proprio il principe William, come ammesso dallo stesso duca di Cambridge. Le dichiarazioni di William, d’altronde, hanno fatto impazzire i sudditi: «Sì, sono io a pettinare Charlotte. O almeno, a provarci. Fare la coda di cavallo è un incubo: è difficilissimo e mia figlia preferisce avere i capelli sciolti. Tra l’altro, non ho abbastanza capelli per allenarmi con i miei…»

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