La Regina onora la colf, Meghan snobba Trump

Potrebbe essere la mamma del prossimo re d’Ingilterra, anche se le probabilità sono scarse. E pure vedere suo figlio Archie essere eletto alla Casa Bianca, visto che è cittadino americano. Ma Meghan Markle diserterà la cena con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump,in occasione della visita di quest’ultimo nel Regno Unito dal 3 al 5 giugno prossimi. Ufficialmente, l’invito non le è nemmeno arrivato, poiché la moglie del principe Harry ha recentemente partorito e la prassi le imporrebbe un periodo di congedo per maternità durante il quale le è richiesto di non partecipare a incontri pubblici. Come pretesto, non è male. C’è più di un sospetto che invece si tratti di una questione politica. Che l’ex attrice di Hollywood non condivida le prese di posizione del suo primo concittadino è cosa nota. In passato lo ha definito «misogino » e «controverso». Ma almeno si è trovato il modo di non infrangere il protocollo e tutto sommato lo sgarbo istituzionale risulterà così irrilevante. Quanto all’etichetta, che poi è l’etica spicciola del comportamento quotidiano e rivela la personalità di chi la applica nella propria vita, è la stessa sovrana a impartire una lezione di stile alla nuora parvenue. Elisabetta II, riferiscono in questi giorni i tabloid inglesi, è fermamente intenzionata a partecipare al funerale della propria ultra quarantennale collaboratrice domestica Annette Wilkin, deceduta nei giorni scorsi a 72 anni dopo una breve malattia.

AMICIZIA GRATUITA Di solito, la Regina incarica un proprio rappresentante di presenziare alle esequie. Se no, gli impegni in agenda diverrebbero ingestibili e si rischierebbe di scontentare alcuni attribuendo troppo onore ad altri. Si fa quindi eccezione solo per parenti e amici stretti, ma la tradizione secolare in questo caso si può rompere per una collaboratrice tanto fedele da essersi guadagnata la residenza in un cottage nei pressi di Windsor Palace e perfino uno dei cani Royal Corgi come esclusivo dono personale della monarca. In fin dei conti, alla fine del 1800, l’amicizia tra la Regina Vittoria e il suo segretario indiano e musulmano Abdul Karim avevano anticipato le qualità umane di chi siede sul trono di San Giorgio e la loro predisposizione ai rapporti umani disinteressati, che qualifica l’autentica aristocrazia, un dono trasmissibile anche per conferimento.

SENZA NOBILTÀ Chi si interessa gratuitamente del prossimo può anche ottenere dai regnanti un riconoscimento terreno con la nomina a baronetto. Così nasce la nobiltà in Europa, spiegano gli storici. Snob è invece la contrazione di due parole: sine nobilitate, senza nobiltà. D’animo, non di nascita. E chi snobba il rappresentante legittimo e riconosciuto di 328 milioni di statunitensi (come lei stessa) è una signora che,benché duchessa del Sussex,non ha ancora trovato il modo di sviluppare la peculiare virtù della cortesia, che dovrebbe essere connaturata all’appartenenza alla Corte. Occorreranno invece tanto esercizio e buona volontà di coltivarla, poiché non è per una questione di sangue reale o di quarti di nobiltà se si apprende l’arte di intrattenere relazioni con il prossimo, che d’altronde non è mai creato su misura per tutti gli interlocutori. Durante il suo addestramento, comunque, Meghan potrebbe disertare tutti i ricevimenti, tanto per maturare la consapevolezza che un plebeo può anche scegliere con chi desidera parlare e chi escludere dalla propria cerchia di frequentazioni. Ma la famiglia reale,nei Paesi di tradizione cristiana, è al servizio di tutti.

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