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Niente calcoli, nessun turnover. A Trigoria sono tutti d’accordo: non è consentito fare ragionamenti che vanno oltre il derby di sabato sera; nessuno s’azzardi a ritirare la gamba, a risparmiare energie mentali e fisiche. Dopo le critiche raccolte a Frosinone la Roma ha focalizzato l’obiettivo Lazio. Spifferi dal Fulvio Bernardini raccontano di un nuovo patto tra squadra e allenatore, sancito durante l’allenamento di ieri, che suona più o meno così: battere i biancocelesti per allontanarli (definitivamente?) dalla lotta Champions è la priorità assoluta. La gara in terra lusitana di mercoledì sera trasporta inevitabilmente la testa e il cuore a un sogno ricorrente che soltanto pochi mesi fa è stato spezzato sul più bello, ma il quarto posto in Serie A è l’obiettivo concreto e, di fatto, resta l’unica porta di accesso ai salotti buoni del calcio europeo tanto ambiti da James Pallotta.

LE SCELTE. Di Francesco ha una tradizione da mantenere (non ha mai perso la stracittadina da tecnico della Roma), un presente da consolidare (è reduce da 8 risultati utili consecutivi in campionato) e un futuro da preservare (la qualificazione alla prossima Champions vale la sua conferma per la prossima stagione). Sabato vedremo, quindi, la miglior formazione. A partire da Manolas, che oggi è atteso a Villa Stuart per una risonanza alla caviglia destra. Anche ieri il greco ha lavorato individualmente, ma il dolore per la distorsione sta passando e Di Fra gli ha chiesto di stringere i denti. Per la rifinitura di domani il centrale dovrebbe aggregarsi al resto del gruppo. Al suo fianco ci sarà uno tra Fazio e Marcano.

Il ballottaggio è aperto, con l’argentino in vantaggio: le prestazioni poco convincenti del “comandante” non escludono però quella che sarebbe una clamorosa bocciatura nella madre di tutte le partite, impensabile fino a qualche settimana fa con Marcano ai margini del progetto tecnico. Florenzi e Kolarov agiranno sulle corsie di difesa, mentre Karsdorp può considerarsi recuperato per la panchina. Potrebbe scendere in campo la stessa Roma (ovviamente con Olsen al posto di Mirante) che ha battuto il Porto lo scorso 12 febbraio. Cristante, De Rossi e Pellegrini romperanno e costruiranno gioco sulla mediana, mentre Zaniolo – al primo derby della carriera e con una voglia matta di segnare una rete che lo renderebbe il giallorosso più giovane degli ultimi 40 anni a punire la Lazio – ed El Shaarawy sugli esterni assisteranno Edin Dzeko. Il bomber dall’esultanza rabbiosa non ha ancora trovato il gol all’Olimpico in campionato – 12 marcature stagionali, ma tutte in Champions o fuori casa – e non segna in una stracittadi-na dal doppio confronto della stagione 2015-16 in cui fu protagonista sia all’andata che al ritorno. Cengiz Under sembrava pronto al rientro già una settimana fa, ma serve ancora pazienza. La lesione al retto femorale sinistro accusata contro il Torino (19 gennaio) dà ancora fastidio e il turco spera di essere disponibile almeno per la trasferta di Oporto.

IL PROGRAMMA. Ieri a Trigoria c’era Leandro Cufré, in giallorosso dal 2001 al 2003 e dal 2004 al 2006. L’ex difensore ha dedicato un pensiero speciale a Di Francesco, definendolo «gran persona e grande professionista». Lo staff tecnico ha programmato le tappe d’av-vicinamente) al derby De Rossi e compagni si alleneranno oggi alle 11 e poi domani pomeriggio alle 16.30. Al termine della seduta di domani inizierà il solito ritiro pre-gara. Questa l’organizzazione della giornata di sabato: sveglia, colazione, risveglio muscolare in campo, pranzo nel centro sportivo, riposo, merenda di metà pomeriggio, riunione tecnica e partenza in direzione stadio Olimpico, con arrivo previsto a 2 ore dal calcio d’inizio.

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