L’Eredità, Flavio Insinna quasi in lacrime: “Torna qui quando sarai sindaco”

Flavio Insinna si trova costretto a dire un nuovo addio a poche settimane dall’inizio del programma de L’Eredità. Il conduttore ha visto finire inaspettatamente l’esperienza nel game show di uno dei protagonisti e non ho potuto far altro che salutarlo in modo commosso.

L’Eredità, Flavio Insinna quasi in lacrime

In questi anni abbiamo avuto modo di vedere conduttori come Flavio Insinna, o anche Gerry Scotti, salutare i campioni del programma con molto dispiacere. Le tante settimane di permanenza nello show fa sì che i conduttori instaurino un ottimo rapporto con quelli che sono i campioni, come ad esempio è successo per Gerry Scotti nel caso di Nicolò Scalfi.

Adesso però è il turno di Flavio Insinna che quasi in lacrime si trova costretto a salutare Gabriele Toso che, dopo settimane di permanenza deve lasciare L’Eredità.

“Torna qui quando sarai sindaco”

Come abbiamo appena avuto modo di spiegare, Flavio Insinna si è trovato costretto a salutare visibilmente commosso il campione Gabriele Toso che ha detto addio a L’Eredità dopo settimane di permanenza. Questa volta per Flavio Insinna la separazione da un concorrente è stata più difficile che mai.

Il conduttore, infatti, appena ha saluto il ragazzo ha deciso di fargli i suoi migliori auguri nella speranza che tutti i suoi sogni professionali possano realizzarsi come lui da sempre desidera e progetta. Non a caso, ecco che arriva anche l’invito a tornare negli studi de L’Eredità: “Torna qui quando sarai sindaco”.

“Volevo scappare”

L’episodio che è capito a Flavio Insinna ha permesso ai fan di rivedere anche Fabrizio Frizzi nell’ultimo saluto che ha fatto a uno dei campioni, augurandogli di vivere la vita nel migliore dei modi e inseguendo i suoi sogni.

Subentrare a Fabrizio Frizzi non è stato facile per Flavio Insinna, come da lui stesso raccontato a Tv Sorrisi e Canzoni: “Volevo scappare. Io ero paralizzato da mille pensieri, mi è passato il mondo nella testa. Per primo, un senso di inadeguatezza. Poi il mio pensiero è corso ‘là’: puoi mai pensare che quel gioco si chiama L’eredità e tu lo prendi da un amico fantastico che non lo lascia per andare a fare Sanremo ma perché non c’è più?”. Successivamente Flavio Insinna spiega: “Ho parlato tanto con Carlo, con gli autori, con la produzione, con i direttori… Tutti mi hanno tranquillizzato, era un ‘sì’ collettivo e condiviso, ma era una situazione complicatissima, anche perché io a Fabrizio ci penso ogni giorno”.

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