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Lutto nel mondo del cinema, è morto Rutger Hauer il replicante di Blade Runner

Nella giornata di ieri è deceduto Rutger Hauer, il replicante più famoso della storia del cinema che ha pronunciato questa famosa frase: “Ho viste cose che voi umani non potreste immaginare. Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione… e i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser… e tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia. E’ tempo di morire”.  A darne la notizia nella giornata di ieri è stato il suo agente quando già era avvenuto il funerale. L’attore era nato il 23 gennaio 1944 a Breukelen in Olanda e sempre in Olanda è morto all’età di 75 anni lo scorso 19 luglio, dopo una breve malattia. Tutti lo ricorderemo per Roy Runner, il replicante che non vuole accettare il suo destino di morte e in Blade Runner, che lotta contro Harrison Ford. I funerali si sono svolti nella giornata di ieri.

L’attore sembra abbia partecipato ad oltre 170 film, ma poi il successo l’ha ottenuto con la parte in Blade Runner di Ridley Scott. La sua è stata una carriera leggendaria che lo ha visto lavorare con alcuni dei più grandi registi dei nostri tempi come Ridley Scott, Ermanno Olmi, Paul Verhoeven, Dario Argento ed anche Lina Wertmueller e Christopher Nolan. Rugter è nato ad Utrecht e la sua carriera sembra sia iniziata molto presto anche per il fatto che i suoi genitori erano entrambi attori di teatro.

Nel 1973 è stato regista di Basic Instinct a volerlo in Turkish Delight, un thirller inedito in Italia, ed ancora nel 1975 in un altro successo cinematografico olandese dal titolo “Keetjie Tippel”. Nel 1977 è uno degli studenti protagonisti di Soldato d’Orange. Esordì a Hollywood nel 1974 con The Wilby conspiracy ma il vero successo l’ha ottento nel 1981 nel film Nighthawks, con Sylvester Stallone. Nel corso della sua vita, Ridley è stato attivo nelle cause sociali come sponsor diretto dell’organizzazione ambientale Greenpeace e fondatore della Starfish Association, un’organizzazione no profit particolarmente dedica alla sensibilizzazione sull’Aids.

Ha lasciato la sua seconda moglie di 50 anni Ineke Ten Cate ed una figlia Aysha Hauer che ha avuto dal suo precedente matrimonio con Heidi Merz. Tra i suoi recenti lavori nel 2009 c’è Federico Barbarossa in Barbarossa di Renzo Martinelli, ne Il Villaggio di cartone di Ermanno Olmi ha interpretato il ruolo di un massiccio sagrestano, ed ancora nel documentario I colori della passione di Lech Majewski interpreta il pittore Pieter Bruegel il Vecchio. Tra i suoi ultimi film 2047: Sights of death di Alessandro Capone e i Fratelli Sisters di Jacques Audiard.

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