Luxuria racconta la notte di fuoco con un potente di destra: “È arrivato con la scorta, temevo ci scoprissero”

“Ho avuto una storia d’amore con un potente del centrodestra. Aveva un’attrazione sessuale per me”. A La Confessione, su canale NOVE, Vladimir Luxuria, ospite di Peter Gomez, rivela la ‘relazione pericolosa’ con un politico di rango tra le fila del centrodestra quando era al governo.

“Lei ha raccontato, senza fare nomi, di aver avuto una storia clandestina con un uomo importante del centrodestra quando era in Parlamento”, chiede il giornalista. “Ero affezionata a questa persona”, ammette l’ex onorevole di Rifondazione Comunista.

“E lui?”, insiste Gomez. “Aveva un’attrazione soprattutto sessuale – ricorda Luxuria -. Aveva quei momenti in cui… – Luxuria si ferma a pensare per un attimo -, una volta mi sono preoccupata perché è venuto con tutta la scorta e l’auto blu”. “Era un ministro?”, incalza il conduttore.

“Era una persona in vista – svicola l’ex deputata -, è venuto con tutta la scorta in via del Pigneto, un quartiere popolare dove abitavo. Non avevano mai visto una cosa così: si sono tutti girati, ed io ho temuto che questa cosa uscisse… e gli ho detto: ‘Se ti comporti così, finiamo sui giornali’”. Gomez la esorta a dettagliare di più sulla storia col potente di centrodestra:

“Se aveva la scorta, se non era un ministro: almeno un sottosegretario importante?!”. “Se insistevano con le avances i politici finti bacchettoni, minacciavo di dirlo ai giornalisti”. A La Confessione, lunedì 14 maggio alle 22.20 su NOVE, Vladimir Luxuria, ospite di Peter Gomez, svela i flirt avuti a Montecitorio coi politici. “Lei ha avuto avances in Parlamento?”, chiede Peter Gomez. “Come si chiama questa trasmissione?”, scherza Luxuria. “La Confessione”, replica il conduttore. “Sì, tante, sa come è fatto il Parlamento Gomez? C

’è un piccolo spazio – spiega l’ex onorevole di Rifondazione Comunista indicando il piano del tavolo -, e sotto una specie di citofono, come nelle stanze d’albergo. Ci collega direttamente agli altri scranni”. Luxuria entra nei dettagli: “Mi capitava spesso, nelle lunghe sedute alla Camera, di avere qualcuno che mi telefonava per farmi delle lunghe avances. Fin qui, va bene…”. Talvolta, però, la chiamata arrivava dalle file del ‘nemico’: “Mi dava un po’ fastidio quando le avances arrivavano da quelle persone che, quando si parlava di questi temi – continua Luxuria -, puntavano il dito e parlavano della difesa della famiglia tradizionale. Questa ipocrisia la conosco bene”. Gli ipocriti, dietro lo scranno, talvolta superavano il limite, ricorda Luxuria: “C’era un metodo. Quando diventavano un po’ insistenti, da stalker, io dicevo: ‘Se mi fai un’altra chiamata lo dico ai giornalisti’. E finiva lì”.

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