Mangiare insetti fa bene, meglio dell’olio d’oliva ecco la scoperta italiana

Non è di certo una novità il fatto che gli insetti sono considerati ormai il super food del futuro anche se ad oggi un quarto della popolazione mondiale si ciba già di cavallette, scarafaggi, formiche e scorpioni e tanto altro. Ma visto che tanto se ne parla, mangiare insetti fa davvero così tanto bene? La risposta sembra essere positiva e la conferma arriva da uno studio italiano che è stato condotto da un team di ricercatori della facoltà di bioscienze e tecnologie agroalimentari e ambientali presso l’Università di Teramo in Abruzzo. Sembrerebbe che i grilli, cavallette e bachi da seta siano ricchi di antiossidanti ben 5 volte in più rispetto al succo di arancia. Come capiamo i miei antiossidanti combattono i radicali liberi e l’invecchiamento cellulare e di conseguenza è facile capire come questi insetti siano particolarmente benefici per la nostra salute. I bruchi africani e le cicale invece avrebbero il doppio del valore antiossidante rispetto all’olio d’oliva.

Lo studio

Tutti i ricercatori della Facoltà di Bioscienze e tecnologie agro-alimentari e ambientali, Mauro Serafini, Giampiero Sacchetti, Natalia Battista e Carla di Mattia lo scorso 15 luglio 2019 hanno pubblicato lo studio “Antioxidant Activities in vitro of Water and Liposoluble Extracts Obtained by Different Species of Edible Insects and Invertebrates” sulla rivista scientifica “Frontiers in Nutrition and Sustainable diets”. Da questo è emerso, gli insetti commestibili sono davvero molto nutrienti e ricchi nello specifico di antiossidanti, anche molto di più di quelli che sono contenuti nel succo di arancia e nell’olio d’oliva.

Come abbiamo già avuto modo di vedere, nello specifico i ricercatori pare che abbiano scoperto che la cicala gigante, il bruco americano, il baco da seta hanno fino al doppio dei valori antiossidanti dell’olio d’oliva,  mentre le i grilli e le cavallette contengono fino a 5 volte tanto quelli del succo di arancia fresco. Intervenuto sull’argomento Mauro Serafini, docente di Nutrizione umana, il quale ha spiegato: “Almeno 2 miliardi di persone mangiano regolarmente insetti. Sono un’ottima fonte di proteine, acidi grassi polinsaturi, minerali, vitamine e fibre, ma fino ad ora nessuno li aveva confrontati in termini di attività antiossidante con cibi funzionali classici come l’olio d’oliva o il succo d’arancia”.

“Non è possibile dire che siano superfood perché lo studio è stato condotto in vitro e si tratta di una potenzialità del cibo. Ora bisognerà, con nuove ricerche, capire l’effettiva biodisponibilità degli antiossidanti valutando cosa succede nell’organismo dopo averli mangiati. Nel futuro potremmo pensare di utilizzare insetti con proprietà funzionali per mangimi animali e per l’alimentazione umana nell’ottica del concetto one-health”, ha aggiunto poi Serafini.

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