Maurizio Costanzo e l’attentato subito: “Uno o due secondi decisivi”

Sono passati ventisei anni dallo sventato attentato mafioso del quale Maurizio Costanzo stava per rimanere vittima insieme alla moglie Maria De Filippi. Da quel giorno molte cose sono cambiate nelle abitudini quotidiane della coppia, ma il dubbio che l’autista Stefano Degni possa essere coinvolto non ha mai abbandonato la mente di chi ha seguito la vicenda.

Attentato a Maurizio Costanzo

Ha una matrice mafiosa l’attentato a Maurizio Costanzo che venne fatto circa ventisei anni fa. Quel giorno pare che ci siano stati dei feriti a causa di quella folle corsa, ma l’astuzia dell’autista riuscì a salvare effettivamente il giornalista?

Recentemente l’uomo ha rilasciato una lunga intervista al Corriere della Sera dichiarando: “Il fatto che io sostituissi Luciano Peschi, l’autista personale di Costanzo, non c’entra. Ma vi pare che non ci seguissero fin dall’entrata in macchina?”. L’uomo continua dicendo: “È stato il cambio automatico, piuttosto, a salvarci. Ascolti bene. Gli esecutori materiali, appostati dietro l’angolo della scuola, attendevano un segnale preciso: l’accensione degli stop, provocata dalla mia frenata prima di girare in via Boccioni, esattamente nel punto in cui era posizionata l’auto-bomba…”.

“Uno o due secondi decisivi”

L’intervista rilasciata da Luciano Peschi rivela così dei dettagli molto importanti di quel giorno di ventisei anni fa che ancora nessuno aveva ben capito. L’uomo, infatti, al Corriere della Sera continua dicendo: “L’autista ha raccontato di aver sventato la strage grazie a una scelta molto semplice. “Io non freno, e la strage fallisce. Avevo innestato il cosiddetto primino, la marcia più bassa, che su una 8 cilindri 5000 di cilindrata arriccia l’asfalto, e quindi, in prossimità della curva, come mi regolo?”.

Ma ecco che arriva il colpo di scena che inganna tutti: “Invece di toccare il freno, levo semplicemente il piede dal gas e la Mercedes rallenta di botto, senza che si accendano gli stop. Questo li ha confusi. Me l’ha confermato un funzionario della polizia scientifica. Uno o due secondi decisivi”.

Maria De Filippi: “Non salgo più in auto con Maurizio Costanzo”

A raccontare la paura di quel giorno è stata anche Maria De Filippi che, come riportato da Il Giornale, ha dichiarato: “Non avevo capito cosa fosse successo. Pensavo fosse scoppiata una caldaia. Mio padre mi fece promettere che non sarei più salita sulla stessa auto di Maurizio e non l’ho più fatto. Non posso tradire una promessa fatta a mio padre”.

A correre il loro stesso pericolo anche il cane che viaggiava sempre in compagnia di Maria De Filippi: “In macchina con me c’era anche il mio cane. Istintivamente lo feci uscire, per farlo scappare lontano. Poi uscimmo dalle auto, stavamo tutti bene. Recuperai il cane e tornai a casa con l’autostop. Ero talmente convinta che fosse una caldaia che avvertii subito i miei genitori per non farli preoccupare”.

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