Meghan Markle: i suoi detrattori sbottano:”Non è più un’attrice”

Certe luci della ribalta rovinano la carnagione a una ragazza, scriveva Truman Capote in Colazione da Tiffany. Ora, è vero: a scrutare la pelle ambrata di Meghan per adesso non si scorge ombra alcuna di sofferenza. Eppure il monito del grande scrittore americano rischia di descrivere perfettamente l’attimo della duchessa del Sussex. O, meglio, immortala il gran dubbio del Palazzo che la osserva mentre passa nel giro di poche ore dalle mille luci di New York al viaggio ufficiale in Marocco in compagnia del marito Harry.

Prima socialite spendacciona, che festeggia con le amiche l’arrivo imminente del primogenito, con voli privati e soggiorno in suite da 66 mila euro a notte. Subito dopo soavemente immersa nel ruolo di ambasciatrice di stile a Rabat per conto di una Gran Bretagna che alla vigilia della Brexit cerca alleati anche tramite il glamour dei giovani principi. Dunque, vista la delicatezza del momento, la perplessità si pone, eccome.

Meghan che era una celebrità ben prima di diventare membro della famiglia reale riuscirà a spogliarsi di quei panni dorati per indossare con grazia il blasone? Saprà cogliere la moglie del principe Harry la differenza tra vipperia e nobiltà? Più crudelmente, ricalcherà le orme di Grace Kelly – da attrice a principessa senza tentennamenti – o rischia di somigliare a una Kim Kardashian qualunque con una corona sulla testa? Ambisce a diventare la regina di cuori della gente comune come la compianta suocera Diana: riuscirà a farlo conquistando l’aplomb che il suo nuovo status richiede? Prendiamo i festeggiamenti per l’arrivo del bebé atteso per la primavera: cinque giorni a New York, dicevamo, a trovare le amiche che non vedeva dalle nozze. Al centro della vacanza, il classico baby shower.

Ovvero la festicciola per la mamma in dolce attesa, con pacchi di regali per il nascituro, dolcetti a tema e “torta” di pannolini di cui dalle nostre parti abbiamo appreso grazie alle sitcom d’Oltreoceano. Ecco. L’americana media che c’è in Meghan – più che la giovane donna adesso imparentata con Elisabetta II – in questo caso ha stravinto. Con un certo stile e un altrettanto certissimo esborso, visto che si calcola il budget della gioiosa trasferta di poco oltre i 500 mila dollari, 440 mila euro. Una cifra tale da costringere Buckingham a puntualizzare: ha pagato la duchessa di tasca propria.

E ci mancherebbe, avranno pensato i contribuenti inglesi, che con le tasse sovvenzionano anche la famiglia reale, leggendo delle varie meraviglie con cui si è deliziata la consorte di Harry. Tanto per iniziare il viaggio in jet privato, gentilmente offerto all’andata da un amico canadese e al ritorno da Amal Clooney, tra le poche invitate all’evento. Poi il soggiorno in hotel, il The Mark, in una suite su due piani con vista su Central Park, dono della tennista Serena Williams che ha pure organizzato il baby shower con una quindicina di intime sodali.

E dove le foto sui social mancano – forse unica ottemperanza all’etichetta – suppliscono le cronache. Si parla di una degustazione di dessert realizzati da un noto chef americano e di una speciale lezione di composizione floreale per le ospiti, le cui creazioni sarebbero state poi regalate a un’associazione benefica per abbellire le corsie di un ospedale pediatrico della città. Tocco solidale a parte, il soggiorno si è dipanato tra visite al museo, un pranzo al francese Café Boulud e il tè a Soho corredato dai celebri macarons di Ladurée. I dolcetti colorati di cui andava ghiotta la regina Maria Antonietta, come qualcuno ha fatto notare.

Uno sfoggio anche economico non da poco. Non che Meghan faccia fatica a permetterselo: sfatando il luogo comune sulla Cenerentola che sposa il principe, considerando il suo cachet di 50 mila dollari a puntata per la serie Tv Suits, oltre a ingaggi pubblicitari e compensi vari, da borghese si è messa in tasca un tesoretto da 4 milioni e mezzo di euro. Ricca era ricca anche prima di impalmare Harry, insomma. E da brava americana non ne ha mai fatto mistero prima, ma nemmeno ora che, tra qualche imbarazzo dei nuovi parenti, scansa allegramente quell’understatement caro per esempio alla cognata Kate. Ne è un esempio il viaggio ufficiale in Marocco, l’ultimo dei duchi prima della nascita dell’erede. Salendo e scendendo dagli aerei, mangiando la qualunque, dimostra tra l’altro salute, forze e caviglie invidiabili per una signora in attesa come lei.

Impegnata accanto al marito in un tour de force di occasioni pubbliche, visite a enti benefici e scuole femminili, a Rabat Meghan esibisce la pancia di sette mesi e abiti Givenchy. Mescola orecchini in diamante di Cartier a collane del mercatino locale, mostra come un vezzo un vistoso (non riuscitissimo) tatuaggio magrebino all’henné alla stessa mano con cui regge con disinvoltura una borsetta di Dior. Altezza reale e fiera popolana che si è fatta da sé, tutto nella stessa persona. Il marito la guarda incantato, sudditi e gente comune pure, la famiglia reale un po’ meno. In trepidante attesa del già annunciato secondo baby shower, stavolta londinese, il quesito è uno solo: la maternità spingerà un po’ meno sotto i riflettori questa graziosa scheggia impazzita? Ah, le luci della ribalta, croce e delizia delle giovani americane già ai tempi di Colazione da Tiffany.

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