Milan – Empoli Streaming Gratis come vedere Diretta Live Tv Link su Rojadirecta

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Dove vedere Milan – Empoli, diretta tv e streaming

La partita che si giocherà questa sera 22 Febbraio 2019 alle ore 20:30, sarà trasmessa in esclusiva diretta streaming su Dazn, ma ovviamente sarà visibile anche su altri dispositivi. La versione integrale della partita si potrà anche guardare on demand e quindi tutti gli appassionati e tifosi potranno rivedere la gara quando vorranno. Ovviamente sarà possibile guardare il big match in televisione qualora si possiede una smart TV, scaricando l’applicazione, avendo sottoscritto un abbonamento a Mediaset Premium o a Sky Q. In questo caso però bisognerà vedere se la TV di cui si è in possesso è compatibile con il servizio Dazn. Se non siete ancora abbonati a Dazn, potrete vedere la partita in modo assolutamente gratuito, visto che il primo mese lo offre la piattaforma. Dovrete solo effettuare la registrazione ed attivare l’abbonamento per un mese gratuitamente. Poi se vi troverete bene con la visione, potrete continuare con l’abbonamento al costo di 10 euro al mese.

Rojadirecta Milan – Empoli

ROJADIRECTA Milan – Empoli  – Come sito di streaming gratuito uno dei più famosi è Rojadirecta. Il sito spagnolo dovrebbe presentare il link della gara poco prima dell’inizio del match. Vi ricordiamo, come sempre, di non usare questa pratica, visto che potreste incorrere in multe e sanzioni elevate.

Un gol di venerdì. Inteso come giorno, certo: venerdì è oggi, stasera si gioca e San Siro attende gol. Ma basta scriverlo maiuscolo per irrobustirne il senso: un gol di Venerdì, cioè fatto dal signor Venerdì. Ma sì, proprio lui: Krzysztof Piatek. Il suo cognome in polacco corrisponde al quinto giorno della settimana e Kris oggi avrà il piacere di giocare per la prima volta da quando è in Italia nel giorno di cui porta il nome. Segni del destino? Volendo sì, ma non necessariamente. Il Re Mida di Dzierzoniowin questi primi mesi italiani non ha grandi problemi a trovare la via del gol. Ha già segnato di martedì, mercoledì, giovedì, sabato e domenica. Ha segnato di destro, di sinistro e di testa. Però, certo, buttarla dentro nel «suo» giorno avrebbe assolutamente un senso.

MOSTRO Giochini statistici che peraltro lo lasciano piuttosto indifferente. Kris è come un robot a cui i programmatori hanno inserito un software che ruota attorno alla parola gol. Dopo di che, il modo in cui arrivano non è un gran problema. Certo, il polacco d’oro ha ben chiaro dove deve migliorare. L’ha detto raccontandosi pochi giorni fa al Przeglad Sportowy, quotidiano sportivo del suo Paese. Dice che vuole fare progressi nel colpo di testa e nel gioco spalle alla porta. Ma al momento, soprattutto per chi osserva da fuori, sembrano davvero dettagli perché la mostruosa media gol cancella qualsiasi ragionamento razionale. L’unico a restare coi piedi per terra in pratica è lui, ed è un aspetto fondamentale. Pensateci un attimo: in quanti ci riuscirebbero dopo aver fatto 25 gol in 26 partite alla prima stagione in Italia? In quanti ci riuscirebbero dopo essere stato prelevato da un club come il Milan per 35 milioni? E dopo averla buttata dentro sei volte nelle prime cinque partite in rossonero?

MEDIE Va detto che sotto questo punto di vista il Milan ha in rosa un drappello di giovani molto maturi dal punto di vista mentale. Da Piatek a Donnarumma, passando per Calabria e Romagnoli, la nuova generazione rossonera appare decisamente equilibrata. Nessuno sopra le righe, nessun «artista pazzo». E Kris ha confermato il trend. L’unico spazio per le divagazioni riguarda i gol e tutte le pistolettate che ne conseguono. Un gesto che il palcoscenico mondiale offerto dalla maglia rossonera e da San Siro ha amplificato a dismisura. E i primi a esserne contagiati sono stati proprio i compagni, che postano foto mimando la sua esultanza, mentre un’intera curva – e ormai non solo – urla già da settimane «Alè Piatek alè pum pum pum pum».

A Kris non piacciono le copertine e le prime pagine dei giornali, perché le ritiene il più delle volte esagerate. Ma adora vedere i suoi numeri crescere partita dopo partita. La media gol appartiene ad altre galassie: uno ogni 83 minuti considerando tutta la stagione, ma si scende a uno ogni 53 considerando soltanto il Milan. Più di un gol all’ora, e intorno al polacco si stanno scatenando accesi dibattiti su quanto somiglia a chi. Anche in questo caso, discussioni che non lo appassionano. Lui preferisce badare alle cose concrete, per esempio spiegare che in nazionale non ha problemi a condividere il campo con Lewandowski e Milik, o che la sua missione italiana è aiutare il Milan ad arrivare in Champions. EROE Stasera andrà in scena una delle ultime 14 puntate che racconteranno dove può arrivare questa squadra, e Kris attende con fiducia. L’Empoli gli suona dolce perché è stata la sua prima vittima in campionato. Era il 26 agosto, seconda di campionato ma debutto per il Genoa, che aveva saltato l’appuntamento col Milan della prima giornata (a proposito: chissà come sarebbe finita quel giorno con Piatek in rossoblù). Kris firmò il primo gol del Grifone con un comodo appoggio di piatto destro in mezzo all’area, e svuotò il caricatore. Il popolo genoano lo aveva già decretato potenziale eroe dopo il poker servito in Coppa Italia al Lecce e quel giorno capì di avere di fronte un centravanti vero. Anche i tifosi rossoneri l’hanno capito subito e stasera vogliono proseguire la luna di miele con il loro bomber. Oggi è il giorno del signor Venerdì.

Quando si arriva a un bivio, meglio non guardare troppo avanti. Altrimenti si rischia di prendere la direzione sbagliata, ed è esattamente ciò che Rino Gattuso vuole evitare. «MilanEmpoli è il nostro bivio – scandisce il tecnico rossonero in conferenza stampa –. È in questo genere di partite che dobbiamo dimostrare di aver trovato la continuità che ci mancava, da qui si misura la crescita». Andare avanti lavorando giorno per giorno, senza voli di fantasia su possibili cicli da aprire: a chi lo solletica su programmi a lunga scadenza o sull’inseguimento all’Inter, Rino risponde spazzando il pallone in tribuna. Del resto, è difficile dargli torto, quando si dichiara «molto preoccupato per la prossima gara»: l’Empoli non evoca ricordi piacevolissimi per il Diavolo. Nel girone d’andata, l’11 al Castellani fu deludente: Terracciano parò tutto tranne un tiro deviato di Biglia, il pari fu provocato da un raro errore di capitan Romagnoli. E poi c’è la gran vena del club di Corsi a San Siro nelle ultime quattro apparizioni, con due vittorie, un pari e una sconfitta nel Meazza rossonero. Vietato distrarsi.

TUTTO DA PERDERE Sulla panchina toscana non c’è più il filosofo Andreazzoli, sostituito dal pragmatico Iachini. Rino mostra di apprezzare – e temere – la concretezza del collega. «Con Iachini non si scherza, ha rivoltato la squadra come un calzino – dice –. L’Empoli ha valori tecnici e si difende bene, non sarà una serata semplice». Più che l’avversario in sé, l’impressione è che Gattuso tema di smarrire con una sola partitaccia tutta una serie di cose: il quarto posto, il morale alto dopo il colpo di Bergamo, le certezze di un gruppo che ha attraversato le paludi e ora ha finalmente un equilibrio tra fase difensiva e offensiva.

Dai risultati non può prescindere, anche perché aiutano a gestire i malumori dei meno utilizzati («le mie attenzioni sono dirette soprattutto a loro») e ad aspettare chi impiega più tempo a trovare il ritmo giusto. Come Calhanoglu, che ha voluto abbracciare l’allenatore dopo la rete fondamentale all’Atalanta.

FAMIGLIA Chi non ha bisogno di coccole sono i due nuovi acquisti, Piatek e Paquetà. Ma Rino non vuole sentir parlare troppo dei singoli: «È il Milan di tutti, non di un solo giocatore, o dei dirigenti, o dell’allenatore – ribadisce –. E questo club è come una famiglia. Si discute, com’è normale che accada nei posti di lavoro. Ma non create polemiche tra me, Leonardo, Maldini e Gazidis… alla fine c’è sempre il rispetto dei ruoli, anche nelle situazioni di disaccordo ». Sui temi caldi della settimana, come l’esultanza di Simeone contro la Juve o il caso Collovati su donne e tattica, Rino se la cava in dribbling, con un paio di battute delle sue: «Sul Cholo sono l’ultimo a poter commentare, è un tipo sanguigno come me… e la formazione del Milan in realtà la fa mia moglie». Piccole concessioni al buon umore, a pochi metri dal bivio.

Tre partite in otto giorni, con due obiettivi prestigiosi da non perdere di vista (zona Champions e finale di Coppa Italia). Rino Gattuso deve gestire bene le energie dei suoi giocatori, in un momento chiave della stagione: contro l’Empoli non farà ampio ricorso al turnover, ma due volti nuovi rispetto alla trasferta di Bergamo saranno inseriti nella formazione titolare. Il primo è quello di Samu Castillejo, mossa dettata dalla squalifica di Suso: fuori uno spagnolo e dentro un altro, vinto il ballottaggio con Borini. Il secondo, decisamente più significativo dal punto di vista simbolico, è quello di Andrea Conti. Che è già tornato in buona efficienza fisica da parecchio tempo, ma finora s’è dovuto accontentare del ruolo da vice Calabria. Davide stasera riposerà: ecco dunque la chance perfetta per il ritorno di Conti tra i titolari dopo quasi un anno e mezzo dall’ultima volta. Andrea era nell’undici di partenza di Milan- Cagliari il 27 agosto 2017, prima di un calvario lunghissimo, con doppio intervento al ginocchio sinistro. Sembrava destinato a riassaporare il gusto del posto da titolare già in gennaio a Genova in Coppa Italia, ma in quell’occasione Gattuso non lo ritenne ancora pronto, preferendo optare per l’affidabilità di Abate. Stavolta, salvo colpi di scena, ci siamo. E San Siro si prepara a riservare all’ex atalantino una bella ovazione. Per il resto, confermatissimo il 4- 3-3 con Piatek al centro dell’attacco e Paquetà multi-uso («interpreta tanti ruoli oltre alla mezzala», ha sottolineato ieri Rino). Il match calendarizzato in apertura di weekend richiamerà al Meazza circa 40mila spettatori: niente male, per un venerdì sera di febbraio.

Rino Gattuso preferisce andare cauto. Step by step, passo dopo passo, senza correre e senza strafare. Inutile chiedergli ogni volta cosa accadrà dopo una partita che deve essere ancora giocata. Il suo Milan è impegnato in campionato in una rimonta già concretizzata ma ancora da completare con successo. Il quarto posto va «blindato» facendo Tenplein nelle prossime 3 gare (Empoli e Sassuolo a San Siro, Chievo fuori) che consentirebbe ai rossoneri di arrivare al derby (17 marzo) ancorati da soli al quarto posto. Una bella base di partenza lanciare l’assalto decisivo al terzo posto dell’Inter. Terza con 4 punti di vantaggio sul Milan, la squadra di Spalletti è già da tempo nel mirino e non ci sono dubbi sul fatto che si possa approntare di questo eccellente momento per confermare o addirittura migliorare il rendimento. Proprio lo scontro diretto potrebbe sancire un eventuale aggancio o, addirittura, un clamoroso sorpasso (l’ultima vittoria rossonera risale a Mihajlovic (3-0, 31 gennaio 2016). Il calendario di Spalletti appare più ostico rispetto a quello di Gattuso. Le due trasferte consecutive sono di scena a Firenze e a Cagliari. In casa è attesa la Spal. COPPE. In queste 3 settimane di autentica passione Milan e Inter dovranno battersi anche nelle rispettive Coppe di appartenenza. Già martedì Gattuso dovrà fare nuovamente visita alla Lazio nell’andata della semihna-le-bis che un anno fa vede prevalere Rino dopo 210′ senza reti. All’Olimpico decisero i rigori. Il Milan, quindi, ritrova i quartieri alti della classihca con la possibilità di centrare un obiettivo concreto come la Coppa Italia. Per Rino Gattuso sarebbe un’importante rivincita dopo aver perso (malamente, 0-4) nell’epilogo contro la Juventus. E intriga non poco la possibilità di mettere in bacheca un trofeo, a maggior ragione dopo l’eliminazione di diverse big. Gattuso in questo modo potrebbe emulare i suoi predecessori che al loro esordio a tempo pieno sulla panchina rossonera arricchirono la bacheca con un trofeo. Si tratta di Sacchi (Scudetto), Capello (Scudetto), Zaccheroni (Scudetto), Ancelotti (Champions League e Coppa Italia) e Allegri (Scudetto e Super-coppa d’Italia).

ANNO NUOVO… Del resto il 2019 non poteva iniziare in maniera migliore per Rino. Sconhtto (0-1) nella Supercoppa d’Italia conquistata dalla Juventus, malgrado una buona prestazione, il tecnico rossonero ha conquistato la semifinale di Coppa

Italia eliminando Sampdoria e Napoli. In campionato lo «score» è di grandissima qualità: 3 vittorie e 2 pareggi; 9 reti segnate, solo 2 subite. Fino a prova contraria (pareggio o sconfitta) il Milan non si cambia. Almeno nella lotta Champions League. Eventuali defezioni saranno medicate nel modo meno invasivo possibile. Solo martedì in Coppa Italia sono previste variazioni sul tema. Ma, in realtà, si tratta la shda dell’Olimpico viene considerato il… primo tempo di una lunga shda che potrebbe durare, come un anno fa, addirittura 210′ se si andasse ancora una volta ai supplementari.

DIFFERENZE. Rispetto agli anni scorsi si è visibilmente ridotto il gap in classifica fra Milan e Inter. Un anno fa Spalletti conquistò in extremis il quarto posto (l’ultimo per la Champions Lea-gue) infliggendo ancora 8 punti di distacco al collega e amico Gattuso. Con un sesto posto conquistato con affanno, dopo un’altra stagione stravolta dalle bufere. In campo e non. Subentrato a Montella (27 novembre 2017), Rino dovette raddrizzare la rotta del Milan che rischiava di andare alla deriva in campionato, con la società che iniziava a fare acqua da tutte le parti. Dopo un anno è tutto cambiato. Tranne (per fortuna) Gattuso…

Rino Gattuso non si fida. Non tanto del suo Milan, ma del pianeta calcio. Dove vive intensamente dall’età 10 anni, ma che non smette mai di stupirlo, spesso negativamente. Quindi non fate complimenti a Ringhio. Non gli piacciono, rischiano di creare distrazioni e illusioni. Quindi delusioni. «La vivo male questa cosa, non voglio nessun complimento – ha spiegato -. Devo ringraziare i miei giocatori: io e il mio staff proponiamo ma è importante che la squadra stia bene, sta facendo cose importanti. Faccio questo lavoro perché mi piace e perché credo di saperlo fare, non devo sentirmi dire “bravo bravo”. Certe volte massacrano allenatori che hanno vinto tanto. Mourinho, Ance-lotti, Allegri…: il calcio è così. Ci sono tanti tifosi da tastiera, bisogna pensare al lavoro, è necessario crescere giorno dopo •c giorno e non dare retta a chi scrive e chi parla».

DERBY. Quindi è inutile fare tabelle e previsioni. Gattuso non ci , L sta. «No, non dob-. x/ £0 biamo pensare al IV derby, dobbiamo essere bravi a trovare la massima concentrazione – ha ammonito -. Contro l’Empoli voglio lo stesso atteggiamento visto nei primi minuti col Cagliari (Milan in vantaggio per 2-0 dopo appena 22′ di gioco; ndr) anche se ci sono delle situazioni da migliorare». Quali? La domanda è legittima, la risposta pronta. «Contro l’Atalanta avremmo potuto avere un approccio diverso – ha confessato Gattuso – e sul 3-1 potevamo gestire meglio un vantaggio importante ma non ancora decisivo».

IRONIA. «La formazione? Me la fa mia moglie!» ha puntualizzato Rino rispondendo a una provocazione che voleva avere un significato di più ampio respiro… Comunque ha precisato che si trattava di una battuta. Anche se le recenti vicende che hanno coinvolto Icardi e la sua consorte/procuratrice hanno evidenziato alcune contraddizioni. Per fare chiarezza assoluta sulla sua concezione di calcio al femminile Gattuso ha anche puntualizzato «che parlo spesso con donne preparatissime, come ad esempio Carolina Morace, il coach delle Women rossonere». Parole chiare, oneste, senza troppi giri.

PERICOLO. Ma, battute a parte, bisogna affrontare l’Empoli con grande attenzione e prudenza. «Da parte mia c’è grande preoccupazione – ha spiegato Gattuso -. L’Empoli ha cambiato modulo tattico, abbina qualità tecniche ad una fase difensiva molto interessante. Lo ripeto: partite facili in questo campionato non esistono, la crescita deve venire da questo tipo di partite. Spero che questa partita non venga sottovalutata, sarà una prova molto molto difficile per noi. Iachini prepara molto bene le partite, quando è subentrato (ad Andreazzoli; ndr) ha “rigirato” la squadra come un calzino, ha cambiato assetto tattico. Quando può l’Empo-li gioca in verticale, crea preoccupazioni».

Che Milan dobbiamo aspettarci contro l’Empoli? «Quando si ottengono risultati è difficile cambiare. Ma bisogna dare a tutti opportunità importanti. Vedremo in Coppa Italia… La cosa più importante è non perdere entusiasmo, l’allenatore deve tenere conto di tutto questo».

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