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MILANO. Gattuso non cambia e conferma la stessa formazione scesa in campo, una settimana fa, all’Allianz Stadium contro la Juventus. La rifinitura di ieri ha fatto cadere anche l’unico ballottaggio che c’era tra Musacchio e Zapata, con l’argentino che giocherà al fianco di Alessio Romagnoli. A completare la difesa davanti a Reina, Calabria e Rodriguez come terzini. Torna Conti tra i convocati, ma andrà in panchina. In attacco confermato Borini, insieme a Suso e Piatek. Buoni segnali arrivano anche da Paquetà, che ha corso a buon ritmo sulla striscia di sabbia e la prossima settimana verrà valutato quando tornerà in gruppo. Donnarumma ci sarà col Parma.

Milan – Lazio Streaming, dove vedere la partita in tv

La partita Milan – Lazio verrà trasmessa Sabato 13 Aprile in diretta e in esclusiva da Sky e nello specifico su Sky sport Serie A canale 102 Sky Sport 251. Tutti gli abbonati Sky potranno seguire la partita in streaming anche da dispositivi mobili come smartphone, pc, tablet e attraverso le piattaforme online Sky Go e Now TV. Molti sono i portali che danno la possibilità di assistere ad eventi sportivi in diretta streaming e sono davvero tanti. Esistono anche tanti siti che propongono eventi dal vivo, ma che non sono legali e danno anche nella stragrande maggioranza dei casi problemi e scarsa qualità video e audio. In genere questi siti vengono anche essere oscurati dalla Polizia informatica, proprio per la violazione del diritto di riproduzione. Esistono quindi dei portali legali che danno la possibilità di poter vedere le partite di calcio in streaming live, offrendo anche una qualità HD. Tra queste non possiamo non citare Sky Go e Premium Play che sono a pagamento, mentre altri sono gratuiti.

Rojadirecta Milan – Lazio

ROJADIRECTA Milan – Lazio– Come sito di streaming gratuito uno dei più famosi è Rojadirecta. Il sito spagnolo dovrebbe presentare il link della gara poco prima dell’inizio del match. Vi ricordiamo, come sempre, di non usare questa pratica, visto che potreste incorrere in multe e sanzioni elevate.

Rino Gattuso è concentrato sul bivio Champions, deciso a tenere a distanza la Lazio. E liquida come «chiacchiere» le voci secondo cui a fine stagione, comunque vada la corsa al quarto posto, prenderà l’uscita in direzione Roma, cooptato dall’amico Francesco Totti. «Io Francesco Totti non lo sento da 4-5 mesi, l’ho chiamato per il compleanno. Poi, siccome sono un tesserato e ho due anni di contratto, non posso parlare di altre cose con altre società – ha tagliato corto l’allenatore del Milan -. Sono un professionista. Non credete a queste cose, sarebbe da sciocchi e irrispettosi mancare di rispetto a un club che mi ha dato tanto». E che, attraverso Paolo Maldini, giovedì ha assicurato di non aver mai pensato a un avvicendamento in panchina. «Ho molto apprezzato le sue parole – ha spiegato Gattuso – L’obiettivo mio, dei giocatori e della società è tornare in Champions».

Intanto lo scontro diretto con la Lazio arriva in un momento decisamente delicato, dopo quattro partite con un solo punto all’attivo, e una settimana surriscaldata dalle polemiche arbitrali post Juventus e dal nuovo deferimento per violazioni del Fair play finanziario. Sulle sviste di Michael Fabbri, Gattuso ha preferito non tornare. «Arbitra Rocchi? Perfetto, è un grandissimo arbitro, internazionale da tantissimo tempo, una garanzia – ha commentato -. L’arbitro è uno, quando sbaglia viene fermato e non viene pagato. Noi dobbiamo giocare e rispettare il loro lavoro. Parlando degli arbitri si va solo alla ricerca di alibi». L’allenatore ha assicurato di essere «molto, molto tranquillo» anche sul fronte Uefa: «Abbiamo una grandissima società, grandissimi uomini che lavorano. C’è gente preparata, che ha studiato». Il verdetto della Camera arbitrale è atteso poco dopo la fine del campionato, e il calabrese è ben consapevole dell’importanza, in termini finanziari e di prestigio, che ha per il Milan di Elliott arrivare a quel punto con in tasca la qualificazione alla Champions, inseguita invano negli ultimi cinque anni.

Insomma è vietato sbagliare con la Lazio, che arriva a San Siro con tre punti in meno e una partita da recuperare. Senza vittoria, il Milan corre anche il rischio di essere scavalcato lunedì dall’Atalanta (impegnata in casa con l’Empoli), che secondo Gattuso è l’avversaria più temibile nella volata Champions. «Sono sincero. Abbina qualità, forza e tecnica. Sembra che non faccia fatica», il giudizio dell’allenatore rossonero, che questa sera dovrebbe schierare gli stessi titolari scelti una settimana fa a Torino e pretende lo stesso atteggiamento «ma con meno errori». «La Lazio – ha osservato – assomiglia tantissimo alla Juventus. È molto fisica e ben messa in campo, riempie sempre l’area con tanti uomini. Non basterà solo giocare bene, ma dovremo avere tanta forza, voglia e cattiveria agonistica. Serve una partita gagliarda. Dobbiamo mettere in campo tutto quello che abbiamo».

A chi gli domandava quale giocatore si immagina protagonista del rush finale, Gattuso ha dato una risposta piuttosto prevedibile: «La squadra». Non ha nascosto però che gli piacerebbe vedere Suso tornare ai livelli di inizio stagione: «Ci può dare tanto». Anche sui calci d’angolo e di punizione, che invece finora lo spagnolo, così come Hakan Calhanoglu, ha sfruttato piuttosto male. «Bisogna migliorare ma non sono ancora un mago. Cosa devo fare? – ha sorriso l’allenatore – Mettermi vicino a loro con una frusta quando calciano». Farebbero comodo anche i cross di Andrea Conti, che torna fra i convocati ma non al top. Dovrebbe tornare ad allenarsi in gruppo nella prossima settimana Gianluigi Donnarumma, che sta smaltendo lo stiramento alla coscia destra, mentre Lucas Paquetà, dieci giorni la distorsione alla caviglia ieri ha cominciato a correre sulla sabbia.

Se il Milan deciderà di combatterla – dopo un’eventuale delusione di fronte a Uefa e Tas – non sarà una battaglia facile. Cercare di modificare i vincoli del fairplay finanziario davanti agli organi di giustizia dell’Unione Europea, oltre a provocare ripercussioni molto forti sul sistema calcistico continentale, aprirebbe una controversia legale dall’esito non scontato. Le parole di Maldini hanno ufficializzato l’esistenza di un piano di Elliott che va al di là di Nyon e Losanna. Ma quante possibilità ci sono di vincere questa partita extra-sportiva? Il risultato favorevole non è sicuro. Perché l’Uefa, con il fairplay finanziario, non impedisce ai club di operare. Ma pone delle condizioni di ammissibilità alle competizioni che organizza. Queste norme, pensate per incentivare una corretta gestione societaria, prevedono già la possibilità di rivolgersi a un giudice terzo, il Tas, che spesso riformula le decisioni di Nyon, come dimostra lo stesso caso Milan. Nei corridoi Uefa il possibile scossone di Elliott viene vissuto con un certo stupore perché l’hedge fund americano è appena entrato nel calcio. Eppure è già pronto a compiere un passo così deciso.

Adriano Galliani appoggia le parole di Maldini: «Il fairplay finanziario cristallizza l’esistenza. Se ci fosse stato quando abbiamo comprato il Milan nel 1986, avremmo lottato per salvarci e non avremmo vinto cinque Champions. Fortunatamente per noi non c’era e decidevamo come investire i soldi del signor Berlusconi comprando Gullit e Van Basten. Noi prendemmo il Milan in tribunale, nel 1985-86 non era andato in Europa, ma nel 1987-88 vincemmo lo scudetto. Oggi è impossibile per chi prende un club vincere la Champions in un anno. Non è giusto, ma essendo ad del Monza non ho titolo per urlare».

In attesa di rimettersi in gioco («dopo cinque anni in prima linea, va bene stare anche fermo per qualche mese e aggiornarsi»), Filippo Inzaghi, per tutti Pippo, si dedica anche al suo ruolo di vecchia gloria. Qualche settimana fa ha partecipato insieme ai suoi ex compagni alla “bella” contro le leggende del Liverpool, ieri è stato il testimonial scelto dalla Uefa per l’Europa League Tour che ha fatto tappa a Monza. Ma Inzaghi vuole dire soprattutto Milan e, per parentela, Lazio, ovvero le due squadre che stasera a San Siro si daranno battaglia per il quarto posto. Forse per non far torto a nessuno, l’amico Gattuso e il fratello Simone, stasera Pippo non sarà a San Siro, ma seguirà la partita dal divano di casa.
«Per tutte e due, avrò il cuore diviso a metà. Come dico da inizio stagione, il mio sogno e il mio augurio è quello che entrambe, Milan e Lazio, riescano ad andare in Champions. Il Milan secondo me sta disputando una buona stagione, Rino è un amico, ma meriterebbe questo traguardo. Sono contento anche del ritorno di Leonardo e Maldini in società, credo che il Milan e i suoi tifosi non possano stare ancora senza Champions. Simone da diversi anni sta facendo qualcosa di incredibile e la Champions l’avrebbe meritata già la scorsa stagione per come gioca la squadra e il calcio che propone. Spero vadano entrambi in Champions e che una delle due vinca la Coppa Italia».
L’Inter è saldamente terza, non pensa che ormai sia solo uno il posto a disposizione per la Champions? «Le partite che mancano sono ancora sufficienti per poter recuperare terreno sull’Inter. E’ chiaro che la sfida fra Milan e Lazio può dire molte cose e i nerazzurri con 5 punti di vantaggio abbiano un buon margine sulle altre. Ma il calcio ci ha abituato a delle sorprese. Vedremo cosa succederà, stando attenti anche a Roma e Atalanta, un’altra squadra che meriterebbe di andare in Champions».
«Innanzitutto sono contento per lui, sta facendo molto bene. Lo avevo affrontato da avversario col Bologna e avevo già notato le sue doti. E’ stato portato in Italia da un ds esperto come Perinetti, uno che non sbaglia colpi di questo genere. Piatek mi piace, si sa muovere in area di rigore, quando tira difficilmente fallisce. E poi se segni più di 20 gol al primo anno in Serie A, significa che hai qualità. Per il Milan è un grande acquisto per il presente e per il futuro. Ma attenzione a dimenticare Cutrone».
Lei lo lanciò sotto età nella Primavera del Milan.
«Esatto, sono particolarmente legato a Patrick. E’ un ragazzo giovane, va supportato perché è un attaccante da Milan e gli auguro un giorno di indossare la mia maglia numero 9. E poi gli consiglio di rimanere al Milan: meglio mezzora in rossonero che giocare di più altrove».
Ha un consiglio da dare anche al suo amico Gattuso?
«Quando fai l’allenatore devi mettere in preventivo le critiche. Penso che Rino abbia dimostrato col lavoro di poter far bene. Da milanista, se uno come lui che ha fatto la storia di questo club, lo riportasse ai fasti di un tempo, sarei felicissimo. Comunque allenare il Milan negli ultimi anni non è mai stato semplice. Ci sono cicli: ora sono anni complicati, ma anche la Juve è passata da piazzamenti inferiori per risalire».
Era il 3 settembre 1989, in panchina sedeva Materazzi, in campo c’era ancora Di Canio in biancoceleste, al minuto 41’ un autogol di Maldini. Pillole, un pezzettino di storia che al tifoso rossonero magari non farà né caldo né freddo. Non per quello laziale invece, condannato negli ultimi 29 anni a convivere con il tabù più lungo. Quella era infatti l’ultima vittoria in campionato della Lazio nella San Siro milanista. Che sia l’anno veramente buono per Simone Inzaghi dopo aver battuto due volte l’Inter al Meazza? In chiave Champions quella di stasera è sicuramente «una partita molto, molto importante nel nostro cammino – osserva il tecnico laziale – Dovremo fare una grande partita, sarà bellissima da giocare, con un grande pubblico. Voglio una squadra con la mente libera consapevole di essere forte e andare a San Siro con grande personalità. Tenendo ben presente le ultime due gare con Spal e Sassuolo, dove abbiamo raccolto solo un punto e invece avremmo meritato quattro punti». Troppi ne ha persi per strada, in effetti. Nondimeno, vincendo stasera nel catino dove la Lazio non passa da quasi 30 anni potrebbe significare una svolta definitiva. «Penso che tutti i tabù debbano essere prima o poi sfatati – obietta Inzaghi – Non capita sempre di vincere con Inter o Juve e noi lo abbiamo fatto, speriamo domani (stasera, ndr) possa essere sfatato anche questo tabù che dura da 29 anni». Una Lazio che potrebbe giocare anche per due risultati su tre, contando sul recupero con l’Udinese di mercoledì. Ma Inzaghi non è uno da accontentarsi, gli bruciano ancora le ultime tre sfide con Gattuso finite sempre in pareggio anche se spesso avrebbe meritato la vittoria ai punti. All’ultima sfida di campionato addirittura si dovette accontentare dell’1-1 in extremis segnato da Correa. Stasera l’argentino dovrebbe tornare titolare al fianco di Immobile. Servono i loro gol, anche se è tutta la Lazio a necessitare di più reti. Simone se le aspetta: «E’ chiaro che mi aspetto più gol da tutti, da Luis Alberto e Milinkovic, da Correa e Caicedo. Immobile aveva segnato di più la scorsa stagione ma è anche vero che sia lui che le due mezzali ci aiutano di più in copertura e quindi possono avere meno lucidità in zona gol. Ma ci stiamo lavorando e penso che nel finale ci possano dare una mano». Una cosa è certa, a mettere d’accordo gli allenatori c’è Rocchi. Oro colato agli occhi di un Inzaghi tornato battagliero su Var e torti: «Rocchi è una garanzia». Mentre Milinkovic detta la linea: «L’anno scorso abbiamo vinto la Supercoppa, abbiamo giocato e vinto tante gare, ma abbiamo sbagliato l’ultima partita: quest’anno dobbiamo chiudere prima, non possiamo aspettare l’ultima occasione». Out Marusic, Radu e Berisha, sulla destra c’è Romulo.

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