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Napoli – Udinese Streaming, dove vedere la partita in tv

La partita Napoli – Udinese verrà trasmessa Domenica 17 Marzo in diretta e in esclusiva da Sky e nello specifico su Sky sport Serie A canale 102 Sky Sport 251. Tutti gli abbonati Sky potranno seguire la partita in streaming anche da dispositivi mobili come smartphone, pc, tablet e attraverso le piattaforme online Sky Go e Now TV. Molti sono i portali che danno la possibilità di assistere ad eventi sportivi in diretta streaming e sono davvero tanti. Esistono anche tanti siti che propongono eventi dal vivo, ma che non sono legali e danno anche nella stragrande maggioranza dei casi problemi e scarsa qualità video e audio. In genere questi siti vengono anche essere oscurati dalla Polizia informatica, proprio per la violazione del diritto di riproduzione. Esistono quindi dei portali legali che danno la possibilità di poter vedere le partite di calcio in streaming live, offrendo anche una qualità HD. Tra queste non possiamo non citare Sky Go e Premium Play che sono a pagamento, mentre altri sono gratuiti.

Rojadirecta Napoli – Udinese

ROJADIRECTA Napoli – Udinese– Come sito di streaming gratuito uno dei più famosi è Rojadirecta. Il sito spagnolo dovrebbe presentare il link della gara poco prima dell’inizio del match. Vi ricordiamo, come sempre, di non usare questa pratica, visto che potreste incorrere in multe e sanzioni elevate.

L’astinenza da gol lo annoia, perché non si sente un goleador. Però se Dries Mertens ricominciasse a «vedere » la porta, la sua voglia di sorridere e scherzare – che non è mai mancata – sarebbe contagiosa in casa Napoli, perché c’è bisogno di vincere per ritrovare le buone abitudini e riprendere a marciare spediti in campionato. Perché il secondo posto è da blindare e soprattutto bisogna mantenere alta la concentrazione e la competitività in vista della doppia sfida con l’Arsenal, nei quarti di Europa League. OCCASIONE Dries non si è mai nascosto e senza polemiche ha detto con chiarezza che vorrebbe giocare sempre. Ancelotti lo ha ruotato con Milik e Insigne, ma per Mertens non gira bene visto che dal 29 dicembre (rete decisiva al Bologna) è a digiuno in questo lunghissimo 2019. Ecco però per lui la grande occasione. L’infortunio di Insigne gli lascia campo libero per qualche partita. E il belga ci terrebbe a presentarsi la prossima settimana in ritiro con la sua nazionale, con la griffe di un gol. Anche perché l’Europeo 2020 è un obiettivo del Belgio, maturo ormai per un traguardo prestigioso dopo l’ottimo terzo posto, battuto di misura in semifinale dalla Francia campione. «Tengo tanto all’Europeo e anche alla sfida con l’Arsenal che potrebbe portarci verso la finale di Baku dell’Europa League», ha detto ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli, l’emittente ufficiale del club azzurro.

MODELLO CHAMPIONS Mancano oltre tre settimane alla prima sfida di Londra, ma il Napoli sembra tornare a respirare l’aria di Champions, quando in autunno gli azzurri sono riusciti a mettere sotto il Liverpool e anche il Psg, almeno sul piano del gioco. «Con l’Arsenal sarà difficile, ma se non vinci queste gare non vinci l’Europa League. Sappiamo che dobbiamo giocare grandi prestazioni di squadra come abbiamo fatto in Champions e anche rispetto al 2013, al precedente con i Gunners siamo cresciuti come gruppo». Già ma intanto oggi c’è da battere l’Udinese, cui Mertens segnò (su rigore) lo scorso ottobre. In campionato l’ultima vittoria al San Paolo risale al 2 febbraio, quando il capitano era ancora Marek Hamsik. Prima e dopo una sfilza di pareggi e la sconfitta interna con la Juve, per il definitivo addio ad ogni residua speranza di scudetto. Il Napoli deve mostrare di aver fame anche in campionato, altrimenti arriverà scarico in Europa. Mertens è chiamato ad affinare la sua intesa con Arek Milik, che contro il Salisburgo all’andata produsse lo splendido gol dell’10, che spianò la strada.

PENSANDO ALLA CINA Con ogni probabilità Mertens, che ha ancora un altro anno di contratto, a fine stagione accetterà, come l’amico Hamsik, le sirene cinesi e lascerà il Napoli. Ma a quel divorzio vuol arrivare serenamente, senza strappi col club e soprattutto con una città che ama e ha vissuto come pochi calciatori riescono a fare. E per questo è diventato Ciro da Posillipo. Negli ultimi mesi è stato il cicerone partenopeo per Fabian Ruiz: «Gli ho aperto la testa – ci scherza su – e lui diventerà un grande in campo e fuori.

Non è la partita chiave per la salvezza, il San Paolo non è lo stadio in cui si è chiamati a fare punti. Sarà comunque una gara in cui l’Udinese dovrà fare meglio rispetto a quanto prodotto a Torino contro la Juve dove i friulani si sono presentati con un atteggiamento arrendevole, rinunciatario, passivo. Il calendario è difficile, l’infermeria è piena e la situazione è complicata. Davide Nicola lo sa e pone l’accento sugli errori commessi contro la Juve che oggi, di fronte a un avversario dalla caratura simile, non potranno essere ripetuti. «Le prime tre reti subite allo Stadium sono state frutto di letture sbagliate da parte nostra, non siamo riusciti a essere compatti e aggressivi come volevamo ». Nella già lunga lista di assenti rischia di aggiungersi De Maio. In caso di forfeit del difensore francese, con ogni probabilità sarà Rolando Mandragora ad arretrare il suo raggio d’azione agendo da terzo centrale nel 352. Il centrocampista napoletano era già stato provato in quel ruolo in amichevole e aveva giocato qualche gara da difensore a Pescara e a Crotone. Se invece De Maio dovesse recuperare, l’Udinese dovrebbe cambiare assetto di gioco e schierarsi con il 451 provato in settimana. «Abbiamo sperimentato nuove soluzioni, alcune mi sono piaciute. Il modulo durante la gara cambia spesso e avendo tante defezioni, siamo costretti a provare delle modifiche». Tra le defezioni di cui Nicola ha parlato, la notizia peggiore è quella che riguarda Barak. L’allenatore ha annunciato che la stagione del ceco è finita con largo anticipo. Il suo infortunio ha assunto i contorni del mistero, una protusione discale che continua a non dargli tregua. Il problema era sorto in occasione della gara contro il Milan a novembre, Barak ha giocato pochi minuti contro la Spal a Santo Stefano e poi non ha più visto il campo.

ESTERNI Per la forza delle squadre e per lo stato di forma, non dovrebbe esserci partita, ma l’Udinese proverà a giocarsi le sue carte come vuole Nicola: «Bisognerà mantenere equilibrio, il Napoli attacca molto sugli esterni. Ci siamo allenati per contenere le loro folate e proveremoa pungerli. Abbiamo delle qualità e vogliamo metterle in campo». Non è la partita chiave per la salvezza, ma l’Udinese è chiamata a battere un colpo.

Duemiladiciannove: l’anno orribile è cortissimo, settantasei giorni però fanno male, lasciano (un po’) il segno e poi servono per leggere dentro Dries Mertens, una simpatica canaglia che prende in giro il Mondo, tra cui se stesso. «Ma io mica sono come Milik che ha fame di gol».
L’anno orribile è questo qua, però il calendario di Mertens l’ha anticipato un po’, in realtà sono settantotto giorni, perché da quel 29 dicembre, Napoli-Bologna, non gliene è andata bene una. «Il gol mi manca ma sino ad un certo punto: io non nasco come centravanti e come bomber e mi sta bene anche qualche assist…».
L’anno di Mertens, il sesto, è tormento e può diventare estasi, lo deciderà il destino, perché ora che il gioco si farà seriamente duro gli converrà mettersi sistematicamente a segnare: «Noi vogliamo l’Europa League, è chiaro che l’Arsenal è un avversario durissimo, ma se non vinci contro queste squadre non puoi avere ambizioni».
ASCIUTTO. Tocca a «Ciro» Mer- tens, ora che Insigne è stato costretto a defilarsi e là davanti, restano un belga e un polacco per prendersi la scena e tenerla per loro, andando a blindare, con l’Udinese, quel secondo posto che diventa un obiettivo per riempiersi d’orgoglio, ma aspettando l’Arsenal, atteso dinnanzi al microfono di Kiss Kiss. «Sarà una gara importante nell’economia del campionato ma anche per noi stessi e per le nostre antagoniste. Giovedì abbiamo superato il turno ma non siamo stati quelli di sempre e sospetto che con quella prestazione possiamo aver dato coraggio a chi deve affrontarci. Invece, noi non dobbiamo gestire, ma attaccare e fare  in modo che chi ci attende abbia paura di noi».
Poi, verranno altri giorni, altre partite e ci sarà la possibilità di doversi misurare anche e di nuovo con il turn-over («Insigne sta un po’ meglio rispetto a quello che temevamo all’inizio: la sosta gli consentirà di riposare seriamente e di recuperare, perché abbiamo bisogno di lui»). Ma, intanto, c’è Napoli-Udinese, che finirà poco prima del derby di San Siro, da dove arriva l’alito delle immediate inseguitrici.
«Io sto bene e stanno bene anche i compagni. Mi annoia non segnare ma questo non rappresenta neanche un problema. Ragioniamo di partita in partita ed è chiaro che siamo consapevoli di aver lasciato qualche perplessità, giovedì scorso: ma volevamo passare il turno e ci siamo riusciti Bisogna fare molta attenzione alle milanesi e conquistare questo successo per i nostri tifosi. Napoli è una città speciale per me, mi fa star bene dentro, la vivo a la amo».
E POI. L’Udinese per cominciare, evitando di portarsi dentro, come una ossessione, l’Arsenal, che però è lì, presente a Castel Volturno, sin dal momento del sorteggio che il Napoli ha guardato in tv tutto assieme: «Lo abbiamo visto in compagnia e sappiamo che sarà difficile, ma non c’erano avversari semplici. Noi abbiamo fiducia, perché al San Paolo abbiamo battuto il Liverpool e poi abbiamo fermato il Psg, uscendo dalla Champions nel modo che sappiamo. Saranno due sfide diverse da quelle del 2013, sono cambiate profondamente le squadre, anche se qualcuno è rimasto sia qua da noi sia con gli inglesi. Noi siamo migliorati e penso di poter dire che siamo più forti di allora».
E’ trascorsa una vita, si direbbe, e però qualcosa è rimasto: «Io a Baku non ci sono mai stato: meglio andarci in finale che in vacanza».
Cosa vorreste dire a uno che saluta così: «Io spero di fare gol, perché ho ricevuto qualche insulto per colpa del Fantacalcio: ho fatto perdere tanta gente…».

L’Udinese concede al Napoli otto elementi, ma Nicola predica coraggio, i bianconeri dovranno giocarsela con quell’ardore agonistico che era rimasto negli spogliatoi nel turno precedente contro la Juventus. «Dobbiamo anche essere sempre equilibrati – ha poi precisato – per avere buone chance. Abbiamo fatto un gol alla Juve, possiamo ripeterci contro il Napoli…»
L’ex juventino è più di una semplice idea per completare la difesa (probabilmente a tre) considerato che sono out per infortunio Sa- mir e Nuytinck, nonché lo squali- flcato Opoku, con De Maio che è reduce da un affaticamento muscolare. «Vedremo se riusciremo a recuperare De Maio,ma abbiamo lavorato anche per attuare altre soluzioni e siamo curiosi di verificarle contro un avversario dello spessore del Napoli».
Nicola non si è sbilanciato nemmeno sul modulo a chi gli ha chiesto se è davvero intenzionato a proporre la retroguardia a quattro dopo averla provata in settimana. «E’ da tempo che durante i quotidiani allenamenti modifico il pia-
no di battaglia dei miei per essere pronto a tutto. Contro la Juventus abbiamo cambiato sovente pelle, abbiamo provato in fase di possesso anche il 3-4-3 che mi permette di avere equilibrio schierando però più giocatori offensivi».
Il gol segnato alla Juventus dopo tre mesi di digiuno, la convocazione in Nazionale, sembrano averlo caricato a mille. Giocherà dall’inizio dopo essere partito sovente della panchina negli ultimi tempi. «Kevin si è allenato molto bene in settimana, mi auguro vada in campo come contro la Juventus cui ha rifilato un gran gol». Al suo fianco agirà Pussetto e non Okaka con De Paul più arretrato. Nicola infine ha annunciato che per Barak, a causa di un problema alla schiena, la stagione si è già chiusa.

Perché negarsi un altro piccolissimo problema? E il destino, che sa benissimo come e quando intervenire, nel cartellone clinico, un tomo ormai pieno così, ci ha aggiunto pure Fabian Ruiz, rifilandogli uno «stato influenzale», quel che serve per arricchire la vigilia di Napoli-Udinese di un ennesimo interrogativo ma che rimane insuf- flciente per lasciar rientrare il regista tra gli indisponibili. Le notti, si sa, portano consiglio o anche miglioramenti imprevedibili: dipenderà dalla colonnina di mercurio e/o dal senso di spossatezza, è noto. Ma non basterà una tachipirina per rimettere in piedi il Napoli, che nella sua evoluzione ci inserisce adesso la rivoluzione forzata: la impongono i medici (che festeggiano Fabio Sanni- no, uno dei fisioterapisti, approdato in Nazionale) con tanto di bollettini diffusi in questi giorni
che sembrano annunciare un’«e- pidemia» e costringono Ancelotti ad intervenire con dosi massicce.
Si cambia, of course, e le spie dell’Arsenal – che per stavolta scruteranno dinnanzi al televisore, aspettando le partite del dopo sosta per materializzarsi – vedranno un Napoli assai diverso da quello prevedibile: non ci saranno Albiol, e si sapeva, né Chi- riches, Diawara e Insigne, ma si è scoperto soltanto l’altro ieri, e infine Fabian Ruiz, per ovvi motivi in questo momento più fuori che dentro. Spazio ai giovani: convocato Gianluca Gaetano e un altro classe 2000, l’esterno francese Karim Zedadka.
RIFLESSIONI. La sosta consente di
riflettere, anche se poi la cosiddetta pausa costituirà (per modo di dire) riposo per il Napoli che va in Nazionale: ma davanti a Me- ret, per cominciare, almeno An- celotti può ritrovare Maksimovic e Koulibaly, perduti per l’Europa League e dunque senza «straordinari» addosso, e potrà applicarsi per intervenire sulle fasce, dove da una parte c’è Malcuit in vantaggio sul Hysaj e sull’altra Ghou- lam avrebbe avuto più chance di Mario Rui, se davanti a sé avesse avuto sicuramente Zielinski. Il febbrone a quaranta nella notte tra venerdì e sabato di Fabian Ruiz spinge Ancelotti a valutare un’ipotesi collaudata per la prima volta proprio con l’Udinese, nello 0-3 dell’andata, e rilanciata
soltanto contro il Bologna, quando finì 3-2: sei punti nei due precedenti, niente male per crederci di nuovo.
LA FANTASIA. Il Napoli di Salisburgo sparisce, rimane in infermeria, conta i giorni che eventualmente lo separano dal rientro, si prende quello che la sorte lascia a disposizione: Callejon, per esempio, è un dono per qualsiasi allenatore, lo dimostrano questi sei anni, e a destra ci andrà lui, mentre sulla corsia opposta avrà una nuova chance, dovrebbe averla, Simone Verdi, e stavolta sarò costretto a sfruttarla perbene, affinché si dissolvano le perplessità su questa stagione con troppi chiaroscuri. E poi sarà Mertens-Milik, naturalmente, anche se le opzioni offensive, con Younes che sta benino, con Ounas che dovrebbe aver capito la lezione dopo la tribuna in Europa League, sono aumentate, anche se gli uomini in realtà sono diminuiti. Sarà una magìa, chi può dirlo?

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