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Obesità, i casi di sovrappeso aumentano bisogna correre ai ripari subito

La discriminazione è un problema ancora attuale e se di alcune forme si parla spesso, altre si muovono silenti all’interno della nostra società. L’obesità è una di queste. Perché c’è un mondo composto da persone con problemi di peso, che ogni giorno subiscono atti di discriminazione.

In tutto il mondo seicento milioni di persone sono obese e molte altre hanno problemi di sovrappeso. Un’epidemia, che come sappiamo si ripercuote gravemente sulla salute e favorisce l’insorgere di molte malattie. In primis, quelle cardiovascolari come ictus e infarto, ma anche le malattie metaboliche come il diabete hanno la strada spianata. Per non parlare
dei disturbi artico lari e quelli a carico dell’apparato digerente.

Oltre a un evidente scompenso tra calorie introdotte e consumate, altre cause dell’obesità possono essere farmacologi- che, metaboliche, o derivanti da danni cerebrali all’ipotalamo, che tra le altre cose regola l’appetito. Infine, non sono da trascurare le patologie respiratorie. Va da sé, che la persona obesa soffre moltissimo dal punto di vista psicologico e in questo senso si scatena un loop, perché da una parte, moltissimi casi di obesità partono da un problema psicologico e al tempo stesso, chi è obeso vive la vita in preda a discriminazioni e atti di bullismo, soffrendo moltissimo.

La vita sociale , di una persona obesa, non è semplice. Il suo stato si ripercuote su diverse attività quotidiane, dove anche salire o scendere una rampa di scale diventa un problema, come lo è l’accesso a determinate strutture. In viaggio come al bar, spesso esistono delle limitazioni causate dalle misure standardizzate dei sedili. Questo, solo per citare degli esempi .Tutti noi viviamo e vediamo il mondo esterno ogni giorno e spesso assistiamo a fenomeni di bullismo e discriminazione nei confronti delle persone obese.

Addirittura, senza cattiveria alcuna, sarà capitato a chiunque di descrivere “Quel signore grosso” per parlare di qualcuno, anche se in questo caso siamo ancora sulla fase leggera. Anche un posto di lavoro può essere negato a un obeso. Queste persone sono soggette ogni giorno a emarginazioni e vengono derise per il loro stato. L’obeso si sente diverso in qualsiasi cosa faccia, anche la semplice ricerca di un paio di pantaloni si trasforma in un’agonia. La vita per loro non è semplice e se questo crea una grande sofferenza a un adulto, provate a immaginare che effetto possa fare su un adolescente, o addirittura, su un bambino. I ragazzini si sa, non hanno filtri e la loro estrema “sincerità”, in contesti come questi sfocia facilmente nel bullismo.

Sulla lotta all’obesità è necessario iniziare ad agire da subito, sin dall’infanzia. Oltre all’importanza di un contesto famigliare che educhi al bambino a rispettare e non prendere in giro il prossimo è indispensabile portare l’attenzione, sul fatto che va modificata l’educazione alimentare. Per questo, non possiamo che augurarci, che in un futuro prossimo, nutrizionisti e psicologi diventino presenze fisse nelle scuole, in modo tale che i ragazzi crescano con un’autostima solida, che è la base sana dalla quale partire, per evitare un sacco di problemi nella vita, non ultimo, la paura del giudizio degli altri. Imparare a mangiare bene, inoltre, riduce drasticamente i rischi di molte malattie oltre a quello di sviluppare l’obesità. Il rapporto con il cibo è spesso condizionato dalla psiche e lavorare sulle proprie debolezze potrebbe essere davvero la chiave di svolta per un futuro più sano.

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