Parma – Milan Streaming Gratis Come vedere Diretta Live Tv No Rojadirecta

Parma – Milan  Streaming, dove vedere la partita in tv

La partita Parma – Milan verrà trasmessa Sabato 20 Aprile in diretta e in esclusiva da Sky e nello specifico su Sky sport Serie A canale 102 Sky Sport 251. Tutti gli abbonati Sky potranno seguire la partita in streaming anche da dispositivi mobili come smartphone, pc, tablet e attraverso le piattaforme online Sky Go e Now TV. Molti sono i portali che danno la possibilità di assistere ad eventi sportivi in diretta streaming e sono davvero tanti. Esistono anche tanti siti che propongono eventi dal vivo, ma che non sono legali e danno anche nella stragrande maggioranza dei casi problemi e scarsa qualità video e audio. In genere questi siti vengono anche essere oscurati dalla Polizia informatica, proprio per la violazione del diritto di riproduzione. Esistono quindi dei portali legali che danno la possibilità di poter vedere le partite di calcio in streaming live, offrendo anche una qualità HD. Tra queste non possiamo non citare Sky Go e Premium Play che sono a pagamento, mentre altri sono gratuiti.

Rojadirecta Parma – Milan

ROJADIRECTA Parma – Milan – Come sito di streaming gratuito uno dei più famosi è Rojadirecta. Il sito spagnolo dovrebbe presentare il link della gara poco prima dell’inizio del match. Vi ricordiamo, come sempre, di non usare questa pratica, visto che potreste incorrere in multe e sanzioni elevate.

L’orario di questo Parma- Milan sembra pensato apposta per lui, che di grandi abbuffate se ne intende e non ha ancora finito. Dopo 21 gol in 29 partite di campionato, la pancia di Krzysztof Piatek potrebbe essere già piena ma sedersi a tavola senza appetito non è un’opzione contemplata nella dieta del 19 rossonero. La fame semmai aumenterà, soprattutto adesso che il suo Milan sta per imboccare le ultime curve prima del rettilineo finale nella corsa al quarto posto: al Diavolo servono reti da Champions e al polacco altri passi avanti verso i record che può conquistare alla prima stagione in Italia. L’elenco è piuttosto corposo e merita un rapido ripasso: Piatek – 13 gol in A col Genoa, 8 col Milan – può entrare in doppia cifra con due club diversi, mai successo nel nostro campionato; può diventare il primo re dei bomber ad aver vestito due maglie nella stessa stagione; può essere lo straniero con più gol al primo anno di A nell’ultimo mezzo secolo (davanti ci sono Ronaldo a 25 e Sheva e Milito a 24); può piazzarsi in testa alla classifica cannonieri di campionato e Coppa Italia nella stessa annata, come solo Maradona e Signori ad oggi. Un turno all’asciutto con la Lazio, insomma, può bastare.

DOPPIE VITTIME Anche perché il concetto di pausa frequenta pochissimo i pensieri e le abitudini di Piatek, che da quando è al Milan non è mai andato in bianco per più di due partite di fila in A. Ritmi molto simili a quelli del Pistolero che aveva incrociato il Parma all’andata: piombato in Italia da semisconosciuto costato 4 milioni, Kris si era messo a segnare da subito e con medie mostruose. Poker al Lecce nell’esordio ufficiale in Coppa Italia per cominciare, quindi bersaglio centrato nelle prime 6 gare di A, prima di bucare la porta degli emiliani alla settima apparizione. Se oggi Piatek concederà il bis, quella di D’Aversa diventerà la sua quinta doppia vittima tra andata e ritorno dopo Roma, Atalanta, Empoli e Chievo. In materia il polacco detta legge: ha già fatto meglio degli altri bomber mettendosi alle spalle Immobile (3 squadre colpite), più Mertens, Petagna, Milik, Gervinho e CR7 (tutti fermi a 2). Piuttosto, Kris può spingersi oltre e guardare avanti, perché segnando oggi e poi con Bologna, Frosinone e Spal, potrebbe raggiungere proprio quell’Higuain che gli ha lasciato il posto al centro dell’attacco del Milan: nel 2015-16, annata del record assoluto di gol in A, il Pipita ne castigò 8 sia all’andata che al ritorno, meglio di chiunque altro negli ultimi 10 anni.

SFIDA A RONALDO Quel piccolo traguardo è alla portata, mentre per puntare al primato delle 36 reti dell’argentino il 23enne polacco ha dalla sua tempo e stagioni in cui poter tentare l’assalto. Per diventare capocannoniere di questa Serie A, invece, dovrà superare Quagliarella (che comanda a quota 22) e tenere a distanza Zapata e soprattutto Cristiano, lontano 2 reti e ora esclusivamente concentrato sull’ultima competizione in cui esibirsi dopo l’uscita di scena ai quarti di Champions. Un occhio alle proprie prestazioni e un altro a quelle degli avversari come succederà a Gattuso, obbligato a vincere oggi per trascorrere le feste con la certezza di restare quarto in solitaria: in caso contrario, ci sarà da fare i conti con i risultati delle Eurorivali. Al Tardini Piatek ritroverà Suso e Borini, stessi partner che lo hanno assistito con Juve e Lazio, e se le cose dovessero mettersi male dalla panchina potrebbero sbucare Cutrone o Paquetà, che hanno già dimostrato di sapere come innescarlo. Al resto penserà il suo istinto da ingordo del gol: il Milan si augura che il languore sia da banchetto pasquale.

Un abbraccio le seppellirà. Nel senso delle polemiche legate al caso Acerbi-Kessie- Bakayoko, chiuso col patteggiamento di un’ammenda ai rossoneri. L’irritazione per quanto successo sul campo e fuori, nei giorni tra i due Milan-Lazio di A e Coppa, è evidente sia da parte di Gattuso che del club, ma c’è voglia di lasciarsi andare oltre: «Kessie e Bakayoko hanno sbagliato e chiesto scusa, siamo umani, mercoledì sarebbe bello entrare in campo tutti abbracciati e tornare a occuparci solo di calcio». Possibilmente va fatto anche prima, perché oggi a Parma c’è una trasferta cruciale per la Champions, e la parola «Lazio» ha permeato fin troppo le ore di vigilia.

PRANZO INDIGESTO Gattuso ha problemi più spicci di cui occuparsi: «Nelle partite che iniziano alle 12.30 non abbiamo avuto un buon rendimento – spiega prima della partenza per Parma in pullman –, e in trasferta abbiamo raccolto meno di quanto si potesse fare (Diavolo 6° per punti ottenuti lontano dal Meazza, con sole 5 vittorie, ndr). Al Tardini si fatica, l’ho provato anche da calciatore». La gara, secondo Rino, andrà affrontata con «la tranquillità e l’entusiasmo che ho rivisto nei miei».

TURN OVER Chi sarà titolare? «L’impegno di coppa non mi condiziona», garantisce Rino, ma un po’ di gestione delle energie andrà messa in conto. Di sicuro, oltre a Donnarumma, alcuni big recuperano ed entrano in lista («stanno bene sia Paquetà che Romagnoli»), ma il brasiliano andrà in panchina, mentre il capitano dovrebbe far coppia con Zapata, pronto a dare respiro a Musacchio. Nel 4-3-3 Bakayoko dovrebbe spuntarla su Biglia e Borini su Castillejo, con Calhanoglu confermato da mezzala sinistra. La grande chance è per Conti, favorito su Calabria: deve far dimenticare la brutta prova di Verona

Anche se c’è un oceano di mezzo, anche se deve preparare la sfida contro l’Estudiantes de la Plata per qualificarsi agli ottavi della Coppa Argentina, anche se i ragazzini del suo Banfield hanno bisogno di consigli e suggerimenti, Hernan Crespo non dimentica il suo passato: ParmaMilan è la sua sfida. E così la vede. Che partita si aspetta? «Il Milan che attacca e il Parma che si difende, detto in parole povere. Per il Milan è un incrocio fondamentale. Dopo la vittoria sulla Lazio devono tenere il piede sull’acceleratore: la qualificazione in Champions è vitale». Il Parma, però, sembra essere decisamente uscito dal buio: da due partite non subisce gol. «Piano piano stanno facendo un altro miracolo, i ragazzi di D’Aversa. Prima, le tre promozioni consecutive, e nessuno in Italia ci era mai riuscito. E poi la salvezza che, a meno di clamorose cadute, è alla portata. A questa squadra e a questa società bisogna fare un grandissimo applauso: grazie alla forza di volontà si può andare oltre i propri limiti». Si metta nei panni di Gattuso. Come imposta la partita? «Non voglio rubare il mestiere a Ringhio, ho già il mio daffare con il Banfield. Mi sembra che per attaccare bene il Parma si debba muovere velocemente il pallone in fase offensiva in modo che i difensori siano costretti a spostarsi dalle rispettive posizioni. Non è semplice, ma ci si può riuscire». Avanti con il 4-3-3, dunque. «Il Milan è abituato a giocare con questo modulo, non vedo perché lo si dovrebbe cambiare». Qualcuno sostiene che sarebbe necessario un attaccante come Cutrone al fianco di Piatek. «C’è il rischio di sbilanciarsi troppo. Credetemi: la miglior qualità di una squadra è l’equilibrio. E in questo momento l’equilibrio è garantito dal 433, dove tutti partecipano anche alla fase difensiva». Le piace Piatek? «E come fa a non piacermi uno che appena gli arriva il pallone lo butta dentro? Questo ragazzo ha il gol nel sangue. Poi, non mi piacciono i paragoni: ho sentito dire che assomiglia a questo e a quello, ma lui non devo ascoltare queste parole. Ha grandissime qualità, al primo campionato in una big sta facendo molto bene, ma di strada ne ha ancora parecchia davanti a sé. Insomma, non mettiamogli pressione paragonandolo a Shevchenko o ad altri. Per adesso è Piatek, e va bene così». Anche Paquetà è disponibile. Che ne pensa? «Centrocampista che mi ha sorpreso, non pensavo potesse adattarsi a un ruolo così delicato anche nel campionato italiano. Ha tecnica e corsa. Non so, però, se Gattuso lo rischierà dall’inizio: c’è anche il ritorno di Coppa Italia contro la Lazio. Più facile che entri a partita in corso». Come giudica, finora, il lavoro del suo amico Gattuso? «È stato bravissimo. Ha gestito con saggezza i momenti più delicati, ha cercato di ridare un’identità a una squadra che negli ultimi anni l’aveva persa. E mi sembra che il percorso sia positivo. Ora c’è solo da chinare la testa e pedalare: il traguardo è vicino». Come si frena la furia di Gervinho? «Una sola possibilità: non fargli arrivare il pallone. Quindi, massima attenzione a non scoprirsi e raddoppi costanti di marcatura su di lui. Il Parma, in contropiede, è fantastico. Si raggruppa davanti alla propria area e riparte a una velocità pazzesca. E poi recupera Bruno Alves, no?». Pare proprio di sì. «Allora vedrete che D’Aversa imposta la partita aspettando gli avversari e ripartendo di gran carriera. Questa tattica è stata la fortuna del Parma». Si sbilanci: un pronostico. «Dico pareggio, ma non lo faccio per accontentare tutti. Il fatto è che il Milan fatica un po’ contro le squadre che non concedono spazi, e a Parma di spazi ne troverà pochi. E poi un punto non sarebbe da buttare via: la corsa Champions è ancora lunga».

Stadio Tardini esaurito, pubblico in attesa da giorni: a Parma si respira il clima dei grandi avvenimenti. «Per noi è fondamentale l’aiuto dei tifosi—dice Roberto D’Aversa —. Se riusciamo a centrare l’obiettivo della salvezza, sarà anche grazie al sostegno che il pubblico ci ha sempre dato. Toccherà a noi, tecnici e giocatori, trascinare la gente e possiamo farlo soltanto mostrando coraggio, grinta, determinazione, impegno». Sa bene, l’allenatore degli emiliani, che sul piano tecnico e fisico, parte svantaggiato, ma non per questo si sente battuto. Tutt’altro. «Dobbiamo guadagnarcela, la Serie A. Ci manca ancora qualche punto e adesso è venuto il momento di buttare sul campo tutte le energie che abbiamo. Nelle ultime due gare, contro il Torino e contro il Sassuolo, abbiamo ritrovato quella compattezza che ci aveva caratterizzato nella prima parte della stagione. Si tratta di proseguire su questa strada, avendo il massimo rispetto l’avversario ma non mostrando timore». MOSSE Torna Bruno Alves al centro della difesa e D’Aversa pare intenzionato a schierare una retroguardia a cinque. Gazzola e Dimarco sulle corsie esterne, Iacoponi e Gagliolo ai fianchi del capitano portoghese. In mezzo al campo Kucka, Scozzarella e Barillà che avrà il delicato compito di frenare le incursioni di Kessie. In attacco l’inedita coppia CeravoloGervinho. Con l’ivoriano che, quando si trova di fronte squadre dal nome importante, raddoppia gli sforzi e può diventare veramente devastante in contropiede. «Si è allenato molto bene durante tutta la settimana — conclude D’Aversa —. Noi dobbiamo preoccuparci dei loro solisti, a cominciare da Piatek, ma anche loro dovranno fare davvero grande attenzione: Gervinho e Ceravolo hanno raggiunto una buona intesa ».

Parma, Lazio, Torino: il Mi- lan di Rino Gattuso deve uscire indenne, nel breve volgere di 8 giorni, da questo triangolo delle… Bermuda, sicuramente insidioso e difficile da superare ottenendo altrettante vittorie. Successi che spianerebbero non una ma due strade alla squadra rossonera: la più lunga (6 gare) conduce al quarto e ultimo posto che porta in Champions League mentre la più breve consentirebbe a Gattuso di affrontare (15 maggio) la sua seconda finale consecutiva di Coppa Italia dopo quella persa contro la Juventus.

«ADESSO BASTA!». Gattuso è abituato a risolvere tutti i problemi a modo suo. Sicuramente la soluzione per chiudere definitivamente e nel modo migliore il caso Acerbi-Bakayoko è suggestiva. «Io non voglio fare polemiche, la società è stata brava, ha detto quello che doveva – ha spiegato Rino – Mercoledì, a San Siro, ho un sogno: pensare solo alla partita, entrare tutti quanti abbracciati, così le polemiche si possono mettere da parte». Il suo «mea culpa» per spiegare la situazione: «Io da calciatore ho sbagliato più di una volta… Quando uno si assume la responsabilità può finire là, ci sta che un essere umano sbagli». Bakayoko e Kessie come hanno reagito alla bufera che si è scatenata nella settimana di Par- ma-Milan? «Si è parlato tanto dell’episodio. E normale che a livello mentale può lasciare qualcosa. Ma tutti e due sono forti di testa, si sono fatti scivolare tutto addosso. Sanno di aver sbagliato, li ho visti bene in settimana…».

SENTENZA. Nonostante il campionato di Serie A sia ormai agli sgoccioli, è ancora troppo presto per fare conti e pronostici. «Questa non sarà una giornata decisiva, sarà lotta fino alle ultime giornate perché ci sono ancora tanti punti a disposizione» ha spiegato Gattuso. Che spera di trarre il migliore profitto possibile dalla fondamentale vittoria nel turno precedente contro la Lazio che, anche per una serie di risultati favorevoli (pari casalingo dell’Atalanta contro l’Empoli), ha consentito al suo Milan di riconquistare il quarto posto in perfetta solitudine.

MINI TURNOVER. Oggi (ore 12,30) al «Tardini» si rivedrà in porta Gigio Donnarumma con Conti e Zapata al poto di Calabria e Musacchio. Si tratta di un mini-turnover in vista anche della semifinale di Coppa Italia. Ma potrebbe esserci anche l’esordio-bis di Paquetà che potrebbe subentrare a partita in corso partendo alla panchina.
MIRINO. C’è grande curiosità per giudicare, finalmente, Caldara con la maglia del Milan. fex-Juve anche oggi è destinato a un’altra panchina ma Gattuso ha spiegato la sua strategia riservata al difensore centrale «Sta bene. Se non ha ancora esordito con noi in Serie A è per una mia scelta – ha detto – Mattia non gioca da tanto tempo (20 settembre 2017, Dudelange-Milan 0-1; ndr). Si allena bene, ce la mette sempre tutta. In questo momento c’è bisogno della situazione giusta per metterlo in campo». Ma c’è un altro rossonero nel… mirino. Anche se
per altri motivi. «Suso? Ha sempre dato grande disponibilità – ha ribadito Gattuso – Ha caratteristiche ben precise, ma è arrivato il momento anche di fare qualcosa di diverso…». Dove e come? Paquetà scalpita, (alhanoglu ha trovato sicurezza e un nuovo equilibrio adattandosi ad agire sulla linea mediana. Per Suso questo finale di campionato sarà decisivo. Soprattutto per restare al Milan…

Il Parma sente il profumo della salvezza e vuole addentarla quanto prima. Non sarà facile oggi fare punti contro un Milan lanciato verso il quarto poto ma con il rientro dal 1′ di Bruno Alves e Gervinho, D’Aversa ha qualche chance in più: «Loro cercano la qualificazione in Champions, ma deve prevalere la nostra motivazione verso la salvezza: quando si affrontano queste gare con questo pubblico numeroso (il Tardini è esaurito, ma non saranno pochi i tifosi rossoneri, ndr) dare il 100% può non bastare, mi auguro che i ragazzi vadano oltre».
NIENTE AL CENTRO. Il tecnico crociato presenta poi l’avversaria:
«Con la Lazio hanno iniziato con il 4-3-3, passando poi 3-4-2-1, dipende dai momenti della partita. Si difende con un 4-5-1 con le linee molto strette e sono bravi nelle ripartenze con giocatori di gamba come Calhanoglu e Suso. Difficilmente ti concedono le vie centrali, noi dobbiamo fare la nostra partita ragionando su loro pregi e difetti».
POLEMICHE VAR. Il Parma ha vinto solo una delle ultime dodici gare giocate, ma viene da due pareggi: «Stiamo ritrovando lo spirito battagliero di chi vuole salvarsi, voglio una gara determinata e propositiva: nel calcio non c’è nulla di scontato». Un girone fa al Meazza arrivò un ko immeritato dettato dal Var dove c’era Valeri, l’arbitro di oggi. Quel rigore di Bastoni fù un errore, certificato dall’Aia. «Rivedendo l’andata il nervoso ti viene ancora, dopo una prestazione del genere non abbiamo fatto punti, non commentiamo gli arbitri; mancano poche gare e ci auguriamo che di episodi ed errori non ce ne siamo più». Tra i convocati c’è anche Siligardi, fermato in settimana da un acciacco, ma il tecnico dovrebbe optare per un sistema a due punte con Ceravolo e Ger- vinho in avanti.

Rino Gattuso incrocia ancora una volta le dita. Anche se il suo Milan, in quest’ultimo periodo, è stato beneficiato dalla cattiva sorte di quasi tutte le dirette rivali per il quarto posto. Nonostante lo «score» negativo di 1 solo punto in 4 partite prima del successo sulla Lazio, la squadra rossonera ha riconquistato il quarto posto assoluto, in solitario. Ma per rendere vincente lo «sprint» nelle ultime 6 giornate di campionato bisogna invertire due tendenze non proprio positive. Anzi.

TRASFERTE. Il Milan, quarto nel Settebello che mira a una piazza europea, è la squadra che in questo campionato ha conquistato meno successi in trasferta. H Rarma oggi al «Tardini» e il Torino fra due domeniche all’Olimpico granata rappresentano due ottimi stimoli per rimettere a posto i conti. Gattuso, sull’argomento, si è fatto un’idea abbastanza precisa: «Abbiamo vinto solo 5 volte fuori casa, ma in alcune partite potevamo e dovevamo ottenere il successo pieno. Abbiamo perso punti per strada. Dobbiamo essere più cattivi e non sbagliare approccio». C’è da evidenziare che nel girone di ritorno la situazione è migliorata. Dopo le due vittorie fuori casa contro Sassuolo (4-1) e Udinese (1 -0) nella prima fase, Genoa (2-0), Atalanta (3-1) e Chievo (2-1) si sono già arrese nella tornata discendente del campionato. Se è vero che contro Udinese e Genoa i 3 punti sono arrivati a tempo scaduto grazie ad altrettante prodezze di capitan Romagnoli, è altrettanto concreto il fatto che a Napoli (2-3), Cagliari (1-1), Empoli (1-1), nel derby (1-0), in casa della Lazio (1-1) e all’Allianz Stadium (1-2), il Milan avrebbe meritato certamente un destino migliore.

MAL DI STOMACO. Ma la squadra di Gattuso non soffre solo di mal di trasferta. Ma anche di mal di stomaco perché, da quando è stata codificato l’anticipo domenicale delle ore 12,30, i rossoneri su 20 partite disputate dal 12 dicembre 2010 ad oggi hanno conquistato 6 vittorie, altrettante sconfitte e ben 8 pareggi. «Quando giochiamo alle 12.30 non abbiamo numeri buonissimi, questo mi fa paura: a Parma dobbiamo disputare una grande partita a livello fisico, tecnico e mentale, sarà molto difficile» ha ammonito ieri Rino. Il bilancio personale di mezzodì di Gattuso (5) è stato di una sola vittoria (a San Siro contro il Parma nel girone d’andata), 3 pareggi e una sconfitta. Quindi quest’oggi bisognerà fare più che bene in una gara dove l’avversario
non «è certo tranquillo e sicuro della salvezza» ha spiegato Gattuso.
TABÙ. Quindi questo Milan «gattu- siano» dovrà sfatare un altro tabù. Infatti l’ultima vittoria in trasferta conquistata alle ore 12,30 risale addirittura 21 gennaio 2013, quando i rossoneri espugnarono il «Cibali» di Catania (3-1). È anche vero che i rossoneri sono stati protagonisti casalinghi dell’anticipo domenicale solo in 6 occasioni su 20. Solo la Sampdoria è riuscita a battere il Milan a San Siro (10,2 maggio 2017). Ma mai come oggi i 3 punti valgono doppio. Tifando poi Inter questa sera contro la Roma…

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