Pensione anticipata e Tfs, anticipo fino a 30 mila euro per dipendenti pubblici

È stato approvato il decreto legge sulle pensioni lo scorso 28 gennaio 2019 e di fatto questo introduce la possibilità di chiedere un prestito fino a €30.000 al momento dell’accettazione del servizio. I beneficiari di questa misura sono i dipendenti pubblici che potranno così farsi anticipare e fino a €30000 della buonuscita, a condizione però favorevoli e questo importo sarà emesso direttamente dagli istituti di credito. I dipendenti pubblici potranno così ottenere una detassazione fino al 7,5% della buonuscita. Questo è quanto previsto dall’articolo 23 e 24 del decreto legislativo 4 2019, con il quale il governo tenta due misure per cercare di contenere gli effetti negativi dello slittamento della percezione della buonuscita per tanti statali. La relazione tecnica ha stimato una platea di beneficiari che ammonterebbe assistenza 66.000 statali per il 2018,  effettivamente 158.000 nel 2019 e 118000 nel 2020 e 115 mila nel 2021 quando poi si concluderà la sperimentazione della misura quota 100.

Vediamo come la misura consiste in un anticipo dell’erogazione della buonuscita il cosiddetto tfs che è stato già sperimentato con l’Ape volontario. Come anticipato si tratta di un prestito bancario che viene effettuato sulla base di una convenzione con l’Abi a condizioni piuttosto favorevoli ai quali potranno venire tutti i dipendenti del pubblico impiego Sono inclusi anche coloro che hanno accettato il rapporto di lavoro e che accedono quindi alla pensione con i requisiti disposti dall’articolo 24 del decreto legislativo 2201 del 2011 oppure della cosiddetta quota 100. Quindi è importante che questi dipendenti lavoratori, abbiano raggiunto l’età di vecchiaia ovvero 67 anni di età e 20 anni di contributi che siano maturati i requisiti per la pensione anticipata ovvero 42 anni 10 mesi di contributi oppure che si siano raggiunti i requisiti di quota 100, ovvero 62 anni e 38 anni di contributi.

Per aderire al prestito l’Inps rilascerà una certificazione apposita dove si attesta che il richiedente sia un lavoratore del comparto difesa e sicurezza che va in pensione con delle regole diverse rispetto a quelle previste dal decreto legislativo 201 del 2011, oppure un lavoratore che accede alla pensione con le norme ante Fornero ma il cui termine di pagamento sia stato pensato alla legge Fornero. L’importo finanziabile, come abbiamo già detto, sarà massimo di €30.000 anche se la cifra nel corso della conversione in legge del decreto legislativo 4 2019 potrebbe anche aumentare.

Sono tanti gli istituti di credito che aderiranno a questo accordo quadro, che dovrà essere stipulato entro 60 giorni dalla data di conversione in legge del decreto legislativo 4 2019, tra il ministro del lavoro e delle Politiche Sociali, il Ministro dell’Economia e delle Finanze, il ministro per la pubblica amministrazione e l’associazione bancaria italiana sentito l’INPS. Le modalità di attuazione di questo prestito, verranno disciplinate con un Dpcm concertato con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, il ministro del lavoro e delle politiche sociali e il ministro per la pubblica amministrazione e dovrà essere emanato anche questo entro 60 giorni dalla data di conversione in legge del decreto legislativo 4 2019.

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1 Response

  1. valerio valentino mirilli ha detto:

    io sto andando in pensione con quota 100 quindi si prevede il tfs con prestito bancario..ma se uno e iscritto al crift che succede?

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