Pensione anticipata ultime notizie: Quota 100 e Ape, qual è la più conveniente?

La tanto attesa riforma pensioni, ormai sembra essere stata avviata nonostante si rimanga ancora in attesa della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto che è stato approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 17 gennaio 2019. C’è grande attesa, dunque, per la pubblicazione in Gazzetta del decreto  di cui tanto si è parlato nei mesi scorsi e che di fatto ha introdotto molte misure pensionistiche nuove e sperimentali, una tra tutte quota 100.

Il 2019 quindi si prospetta un anno piuttosto importante per coloro che sono in cerca di nuove soluzioni per poter accedere alla pensione anticipata. La misura più attesa sicuramente è Quota 100, che è considerato il primo step di superamento della riforma Fornero e grazie alla quale sarà possibile uscire dal mondo del lavoro, una volta compiuto 62 anni di età e maturati 38 anni di contributi. Si è tanto parlato di una misura pensionistica penalizzante riguardo l’assegno, ma nonostante i vertici nel governo abbiano più volte, riferito che non c’è alcun tipo di penalizzazione, effettivamente l’assegno risulta essere minore rispetto a quanto si potrebbe percepire con la pensione di vecchiaia.

È stato comunque più volte sottolineato come non si tratti di una vera e propria penalizzazione, ma il fatto di percepire meno sull’assegno, è dovuta al fatto che uscendo anticipatamente dal mondo del lavoro, si versano meno contributi. Se il 2018 quindi è stato l’anno dell’Ape sociale e volontario, il 2019 si prospetta essere l’anno di quota 100. In molti si sono chiesti e si continuano a chiedere ancora oggi, se sia più conveniente usufruire di quota 100 oppure dell’ape. Rispondere a questo quesito non è poi così tanto semplice, anche perché ogni caso è a sé e quindi bisognerebbe valutare la situazione di ogni lavoratore. Ad ogni modo per cercare di fare un po’ di chiarezza, facciamo riferimento ad alcuni punti chiave che sono previsti attualmente per quota 100.

Ci si chiede se queste due misure pensionistiche siano compatibili tra loro e per rispondere a questa domanda bisogna guardare alla normativa che si pone alla base dell’ Ape.  Si chiarisce che la domanda di Ape e di pensione di vecchiaia non sono revocabili, fatta eccezione per il diritto di recesso che prevede la possibilità proprio di recesso entro 14 giorni dalla conclusione del contratto. Dobbiamo citare anche alle dpcm numero 150 del 2017 ovvero il decreto attuativo dell’Ape volontaria, che fa riferimento all’estinzione anticipata del finanziamento francese nell’articolo 12 e proprio in questo si legge che i percettori dell’Ape, possono fare domanda di estinzione anticipata parziale o totale del finanziamento all’istituto finanziatore, tramite il sito istituzionale dell’INPS.

Dopo avere precisato che l’estinzione anticipata totale determina di conseguenza l’estensione della relativa copertura assicurativa e garanzia del fondo, viene specificato quanto segue ” qualora l’estinzione anticipata totale intervenga nella fase di erogazione del finanziamento la domanda di pensione di vecchiaia si intende priva di effetti”. All’articolo 3 del suddetto decreto, si afferma che l’erogazione dell’Ape è interrotta in caso di liquidazione di trattamenti pensionistici prima però del perfezionamento del diritto alla pensione di vecchiaia. Sulla base della possibilità di poter estinguere il prestito concesso in favore della volontaria, attraverso il suo ricalcolo per poter avere accesso alla pensione anticipata, la risposta alla domanda ovvero se ape e quota 100 siano compatibili,  risulta essere affermativa.

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