Pensione di cittadinanza e maggiorazione invalidità: fasce e requisiti

Il decreto quota 100 e reddito di cittadinanza approvato lo scorso 17 gennaio e pubblicato in Gazzetta il 28 gennaio, lascia ancora dei dubbi e tante sono le richieste di chiarimenti pervenuti. Alcuni di questi riguardano l’integrazione delle pensioni ed in particolare la maggiorazione sulla pensione di invalidità. Ci si chiede a chi spetta l’aumento, quali sono i requisiti e quali fasce sono previste per l’integrazione che è sancita proprio dalla pensione di cittadinanza. Vediamo di capire bene di cosa si tratta.

Pensione di cittadinanza: maggiorazione e invalidità

Un utente ci chiede se con il decreto, l’integrazione al 730 per chi non ha spese in affitto valga anche per coloro che percepiscono l’indennità di accompagnamento. Inoltre, lo stesso chiede se l‘integrazione delle pensioni avviene per tutti gli invalidi oppure soltanto per chi risulta avere un’ invalidità al 100% e quali siano i requisiti di reddito per poter avere l’integrazione della pensione a 130, oppure a €780,00 per chi è invalido al 100% e se questi risultano essere sempre gli stessi. Ci si chiede, inoltre, quali sono i limiti di reddito.

Innanzitutto diciamo che la pensione di cittadinanza spetta a tutti i pensionati che percepiscono un assegno che risulta essere inferiore a €780 mensili considerato il limite, oltre il quale non si avrebbe diritto all’integrazione. La pensione di cittadinanza 2019 spetta anche ai titolari di pensione di invalidità civile, oltre che a coloro che percepiscono le pensioni minime e l’assegno sociale e in generale poi a tutti i pensionati che percepiscono un assegno che risulta inferiore alla soglia sopracitata. L’integrazione avviene aggiungendo all’importo che si percepisce mensilmente, il residuo per poter arrivare alle 780 mensili. Ovviamente per poter beneficiare del reddito di cittadinanza bisogna essere in possesso dei requisiti richiesti.

Pensione di cittadinanza e integrazione invalidità: a chi spetta

La pensione di cittadinanza spetta a tutti quei pensionati che si trovano a vivere quindi in una situazione di povertà e che percepiscono un assegno di importo inferiore a €780 al mese. Questa regola vale vale anche per i titolari di invalidità civile che percepiscono quindi la pensione relativa. L’integrazione non andrà a variare in base alla percentuale di invalidità, ma in base all’importo che mensilmente si riceve. A differenza di quanto si potesse immaginare, con l’aumento delle minime, l’assegno di invalidità il cui importo ricordiamo ammonta a 285,66 euro mensili non subirà alcun tipo di incremento. L’integrazione con la pensione di cittadinanza avverrà soltanto nel rispetto dei requisiti richiesti per poter accedere alla misura e quindi gli invalidi in stato di povertà che sono in possesso dei requisiti potranno avere l’integrazione €780 mensili.

Pensione di cittadinanza, requisiti

I requisiti per poter accedere alla pensione di cittadinanza sono i seguenti ovvero:
un valore inferiore a €9360 ed un valore patrimonio immobiliare inferiore a €30000
– patrimonio mobiliare dal valore inferiore a €6000 più €2000 per ogni componente del nucleo familiare successivo al primo fino ad un massimo di €10.000 più €1000 per ogni figlio successivo al secondo, +5.000 euro per ogni componente con disabilità.
– valore reddito familiare inferiore a 7.560 euro
– non essere intestatari di veicoli immatricolati nei 6 mesi precedenti o motoveicoli immatricolati nei 2 anni antecedenti.

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