Pensione novità anticipata di vecchiaia per invalidi e legge 104, benefici e iter

Si accende il dibattito in materia previdenziale e questo ormai da parecchie settimane, soprattutto da quando è arrivato il nuovo anno. Lo scorso 28 gennaio 2019 è stato finalmente approvato il decreto in Gazzetta Ufficiale e quindi da qualche giorno sono in vigore le nuove misure che sono state predisposte dal governo Conte. Sostanzialmente il nuovo sistema prevede la possibilità, per i lavoratori che decideranno di andare in pensione, di poterlo fare anticipatamente, una volta maturati i 38 anni di contributi e raggiunto i 62 anni di età.

Questi rappresentano essere i requisiti necessari per poter andare in pensione, usufruendo di una misura nuova e sperimentare che è stata ribattezzata con il nome quota 100 e che darà proprio la possibilità, nel prossimo triennio ad un milione di persone di poter uscire anticipatamente dal mondo del lavoro, rispetto a quanto previsto dalla legge Fornero. Qui di seguito cercheremo di affrontare un aspetto legato alla materia previdenziale, ovvero quell’aspetto che chiamerebbe in causa, appunto quelle regole ancora oggi vigenti e che sono state introdotte prima della riforma Fornero e che non sono state mai modificate.

Stiamo parlando della pensione anticipata riservata a chi ha una invalidità che risulta essere pari o superiore all’80% e in questi casi per i lavoratori dipendenti del settore privato, ci sarebbe la possibilità di poter andare in pensione una volta maturati 20 anni di contributi e compiuti 61 anni di età per gli uomini e 56 per le donne. Bisognerà comunque rispettare una finestra che sia di 18 mesi. Riguardo gli invalidi, sembra che ci siano anche altri meccanismi per potere dare loro la possibilità di uscire anticipatamente dal mondo del lavoro e quindi andare in pensione. Si tratterebbe di un sistema di maggiorazione contributiva grazie al quale per ogni anno effettivo di servizio svolto presso pubbliche amministrazioni oppure aziende private o cooperative si ha diritto a poter beneficiare della maggiorazione di due mesi di contribuzione figurativa che risulta essere utile soltanto per il diritto alla pensione oppure per l’anzianità contributiva.

I beneficiari d questa misura sono i sordi, gli invalidi per qualsiasi causa con una invalidità che risulti essere superiore al 74%, ma anche Civili di Guerra e invalidi di guerra, invalidi per causa di servizio nel rapporto di pubblico impiego con l’amministrazione statale o gli enti locali che abbiano un’ invalidità ascritta le prime quattro categorie della tabella a, allegata al testo unico delle norme in materia di pensioni di guerra.

Per tutti questi beneficiari viene concessa una anzianità contributiva che è maggiorata e per un massimo di 5 anni ai fini del riconoscimento e della liquidazione della pensione e di due mesi per ogni anno di attività che sia stata apprezzata ai fini del riconoscimento dell’invalidità. In questo calcolo, però risultano essere esclusi tutti quei periodi coperti da una contribuzione figurativa e volontaria, oppure che risultino derivanti da un riscatto non correlato ad attività lavorativa.

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