Pensione, ultime notizie Quota 100: arriva il prepensionamento con Quota 94

Pubblicato il: 6 Gennaio 2019 alle 1:04

Andare in pensione con quota 94, avendo compiuto soltanto 59 anni di età e 35 anni di contributi. È questa la nuova possibilità che è prevista nel pacchetto previdenza, ovvero nella bozza di decreto in materia di pensioni che sarà emanato sicuramente entro metà gennaio. Ma cosa si intende con quota 94? Effettivamente con questa misura non si otterrà una vera e propria pensione, ma più che altro un assegno di prepensionamento piuttosto simile all’attuale isopensione e assegno straordinario. Nello specifico, infatti, si tratterebbe di una prestazione di accompagnamento alla pensione che avrà un importo pari o comunque piuttosto vicino a quello che è il trattamento futuro spettante. L’assegno di prepensionamento potrebbe essere richiesto dai lavoratori ai quali non mancano più di 3 anni per poter raggiungere la quota 100, nel caso in cui però questi risultino appartenenti ad un’azienda che dovrà aderire ad un ente bilaterale che abbia sottoscritto degli specifici accordi sindacali.

Questa sorta di pensionamento anticipato, dovrà essere finanziato direttamente dall’azienda, ma anche dal fondo interprofessionale al quale aderisce. Questi fondi sono destinati alla formazione dei dipendenti e dovrebbero o in parte o del tutto essere destinati agli anticipi pensionistici che mirano ad un obiettivo ben specifico, ovvero favorire il ricambio generazionale. A ciascun prepensionamento, seguirà poi un’assunzione incentivata. Per tutte queste ragioni, questa sorta di prepensionamento 3 anni prima è stato in qualche modo chiamato staffetta generazionale.

Sarà possibile quindi mandare in pensione i lavoratori, senza doverne assumere di nuovi, ma questo per le aziende che si trovano in crisi. Questa quota 94 andrebbe a non pesare sui conti pubblici, perché sarebbe finanziata dai fondi interprofessionali e dalle aziende. I requisiti richiesti, ad ogni modo, per poter usufruire di quota 100 sono i seguenti, ovvero la somma degli anni  e dei contributi deve essere pari a 100, bisognerà aver compiuto almeno 62 anni di età e maturato almeno 38 anni di contributi.

I requisiti contributivi si potranno raggiungere anche attraverso il cumulo ovvero sommando i versamenti che sono stati effettuati nelle gestioni previdenziali diverse e si potranno considerare fino a 2 anni di contributi figurativi.  La pensione quota 100, viene calcolata senza alcun tipo di penalizzazione e senza calcolo misto, ma soltanto su modello e ricalcolo contributivo. Quindi il calcolo della pensione sarà retributivo fino al 31 dicembre 2011, poi contributivo per coloro che possiedono oltre 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995, retributivo fino al 31 dicembre 1995 e poi contributivo per coloro che possiedono meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995 e integralmente contributivo per chi non possiede contributi al 31 dicembre 1995. Con Quota 100, non ci si potrà pensionare subito, ma bisognerà attendere un periodo dalla maturazione dei requisiti alla liquidazione del trattamento chiamato finestra e queste cadranno ogni tre mesi per i lavoratori del settore privato e ogni tre mesi per i dipendenti pubblici.

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