Pensioni 2019, bozza decreto: Opzione Donna, misura tradita?

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L’attesa riguardante l’arrivo della bozza del decreto legge sulle pensioni, sembra essere ormai giunto al termine, visto che tale documento dovrà arrivare al massimo entro i prossimi giorni. Si tratta di una bozza molto importante, perché al suo interno conterrà tutti i provvedimenti per quota 100 ed anche opzione donna, ma non solo. Nello specifico le misure più attese sembrano essere proprio Quota 100 e reddito di cittadinanza, ma questo decreto conterrà anche la proroga di Opzione donna per tutto il 2019. Si tratta di quella misura che è stata confermata e che secondo quanto riferito, sarà diversa da quanto promesso almeno inizialmente dal Ministro Di Maio. Vediamo quindi cosa prevede il testo della bozza su Opzione donna e quali sono stati i primi commenti sulla misura che darà la possibilità alle lavoratrici nate nel 1958 e 59, di poter andare in pensione anticipatamente.

Secondo alcune indiscrezioni che sono circolate proprio sulla bozza del decreto e la nuova versione di Opzione donna, prevederebbe sempre 35 anni di contributi effettivi versati al 31 dicembre 2018, così come un anno di nascita per le richiedenti che si collocano entro il 31 dicembre 1960 per le dipendenti privati e pubbliche ed entro il 31 dicembre del 1959 per le lavoratrici autonome. Si tratta ovviamente di indiscrezioni che sarebbero emerse in seguito alla pubblicazione della prima bozza del decreto, ma bisognerà attendere che questo venga approvato dal Consiglio dei Ministri e quindi pubblicato per avere ulteriori certezze. Anche perché quindi si tratta di una bozza del decreto che potrebbe essere sottoposto ancora una volta a cambiamenti durante l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri.

Ci sarebbe, quindi, rispetto all’inizio un cambio riguardo quelli che sono gli anni di età, perché prima si prevedeva una uscita a 58 anni 59 anni e quindi nate nel 1958 e 59, mentre adesso si parla di nate nel 1959 e 1960.  Secondo queste indiscrezioni, in molti non sarebbero così tanto contenti e nello specifico è arrivato a caldo il commento di Walter Rizzetto, l‘ex vicepresidente della commissione lavoro alla camera che da tanti anni è attento al tema della pensione riservata alle donne lavoratrici.

“Introdotta nel 2004 con la legge Maroni, Opzione Donna è la misura che consente alle lavoratrici, sia dipendenti che autonome di andare in pensione con largo anticipo accettando però una penalizzazione sull’assegno. Ho sempre creduto in questa misura tanto da proporne la stabilizzazione strutturale come finestra fissa di uscita dal mondo del lavoro: a conti fatti, nel medio periodo, lo Stato ci risparmia ed accontentiamo chi vuole usufruirne. Qualche settimana fa l’ineffabile Ministro del Lavoro aveva annunciato in pompa magna “LO AVEVAMO DETTO, LO ABBIAMO FATTO: PROMESSA MANTENUTA, FALLO SAPERE A TUTTI! Confermata l’opzione donna. Adesso ogni donna a 58 anni può andare in pensione dopo aver lavorato per 35 anni. Migliaia di lavoratrici ne potranno godere!”. Sono queste le parole dichiarate da Rizzetto.

2 thoughts on “Pensioni 2019, bozza decreto: Opzione Donna, misura tradita?

  1. Buongiorno,.
    ho lavorato con piacere , con slancio e passione. Un lavoro importante per la società , sono infatti biologa presso un’ Azienda Ospedaliera. Ho studiato in fretta, poi subito il concorso e poi la famiglia. Doppio lavoro, perché una donna è un elemento di stabilizzazione della famiglia, tiene insieme il tessuto sociale. Le donne, producono una infaticabile attività sociale di protezione e sviluppo, la presenza attiva di una donna in famiglia è fattore di ricchezza complessiva, e un grande risparmio di risorse sociali.
    Aver avuto più vite lavorative,come madre, come moglie, una come casalinga significa in genere essere più stanche attorno ai 55/60 anni, dei coetanei maschi. Compio 58 anni proprio in questi primi giorni di gennaio e tra riscatto di laurea e anni di lavoro ho già 38 anni di contributi. Avrei rinunciato ad una sostanziale quota di pensione pur di lasciare il lavoro e potermi dedicare senza affanni, senza angosce alla cura della mia famiglia, ai genitori ormai vecchi e inevitabilmente trascurati.
    Confidavo nel poter aderire all’ opzione donna, speravo che la norma prevedesse al momento della domanda di pensione avere compiuto 58 anni e avere almeno 35 anni di contribuzione. Sarebbe stato più semplice, meno macchinoso di come oggi vogliono i nostri politici. Opzione Donna prevede il ricalcolo dell’ assegno pensionistico esclusivamente con il metodo contributivo e prevede un ulteriore anno prima di poter lasciare il lavoro, è già una penalizzazione importante per una donna che di lavori ne fa tre.
    Lasciamo la possibilità a quelle donne che rientrano nei parametri di legge di poter fare domanda, 58 anni compiuti e 35 di contributi, non mettiamo ulteriori catene all’ anima.
    Grazie Alessandra

  2. Sono d’accordo con te. noi donne di lavoro ne facciamo tanto e non viene mai riconosciuto specialmente dai governanti. per noi 35 anni di lavoro fuori equivale a 70 perché non ci fermiamo mai e come hai ben detto ne facciamo 3. comunque vorrei dire ai nostri amici governanti di mettersi una mano sulla coscienza e lasciare andare noi donne in pensione specie se abbiamo iniziato a lavorare da bambine e siamo sature. x la quota 41 ne hanno parlato in campagna elettorale per poi accantonarla, ti posso dire che io attualmente ho 40 anni di lavoro e 58 di età posso forse accedere a opzione donna sempre se i requisiti di età siano entro il 2018 , se no posso dirle addio… aspetterò la fornero tanto quella c’è ancora….buona fortuna a tutte….

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