Pensioni 2019, bozza decreto: Opzione Donna, misura tradita?

Pubblicato il: 9 Gennaio 2019 alle 2:41

L’attesa riguardante l’arrivo della bozza del decreto legge sulle pensioni, sembra essere ormai giunto al termine, visto che tale documento dovrà arrivare al massimo entro i prossimi giorni. Si tratta di una bozza molto importante, perché al suo interno conterrà tutti i provvedimenti per quota 100 ed anche opzione donna, ma non solo. Nello specifico le misure più attese sembrano essere proprio Quota 100 e reddito di cittadinanza, ma questo decreto conterrà anche la proroga di Opzione donna per tutto il 2019. Si tratta di quella misura che è stata confermata e che secondo quanto riferito, sarà diversa da quanto promesso almeno inizialmente dal Ministro Di Maio. Vediamo quindi cosa prevede il testo della bozza su Opzione donna e quali sono stati i primi commenti sulla misura che darà la possibilità alle lavoratrici nate nel 1958 e 59, di poter andare in pensione anticipatamente.

Secondo alcune indiscrezioni che sono circolate proprio sulla bozza del decreto e la nuova versione di Opzione donna, prevederebbe sempre 35 anni di contributi effettivi versati al 31 dicembre 2018, così come un anno di nascita per le richiedenti che si collocano entro il 31 dicembre 1960 per le dipendenti privati e pubbliche ed entro il 31 dicembre del 1959 per le lavoratrici autonome. Si tratta ovviamente di indiscrezioni che sarebbero emerse in seguito alla pubblicazione della prima bozza del decreto, ma bisognerà attendere che questo venga approvato dal Consiglio dei Ministri e quindi pubblicato per avere ulteriori certezze. Anche perché quindi si tratta di una bozza del decreto che potrebbe essere sottoposto ancora una volta a cambiamenti durante l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri.

Ci sarebbe, quindi, rispetto all’inizio un cambio riguardo quelli che sono gli anni di età, perché prima si prevedeva una uscita a 58 anni 59 anni e quindi nate nel 1958 e 59, mentre adesso si parla di nate nel 1959 e 1960.  Secondo queste indiscrezioni, in molti non sarebbero così tanto contenti e nello specifico è arrivato a caldo il commento di Walter Rizzetto, l‘ex vicepresidente della commissione lavoro alla camera che da tanti anni è attento al tema della pensione riservata alle donne lavoratrici.

“Introdotta nel 2004 con la legge Maroni, Opzione Donna è la misura che consente alle lavoratrici, sia dipendenti che autonome di andare in pensione con largo anticipo accettando però una penalizzazione sull’assegno. Ho sempre creduto in questa misura tanto da proporne la stabilizzazione strutturale come finestra fissa di uscita dal mondo del lavoro: a conti fatti, nel medio periodo, lo Stato ci risparmia ed accontentiamo chi vuole usufruirne. Qualche settimana fa l’ineffabile Ministro del Lavoro aveva annunciato in pompa magna “LO AVEVAMO DETTO, LO ABBIAMO FATTO: PROMESSA MANTENUTA, FALLO SAPERE A TUTTI! Confermata l’opzione donna. Adesso ogni donna a 58 anni può andare in pensione dopo aver lavorato per 35 anni. Migliaia di lavoratrici ne potranno godere!”. Sono queste le parole dichiarate da Rizzetto.

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