Pensioni oggi, Quota 100 per Riforma Fornero è solo temporanea

Pubblicato il: 3 Gennaio 2019 alle 10:22

Sul tema pensioni ormai è quasi impossibile non parlare di quota 100, ovvero della misura sulla quale si è focalizzato il governo e di cui al momento però non si conoscono ufficialmente i dettagli, perché si è in attesa di un decreto che dovrebbe arrivare al massimo entro il 12 gennaio. Sembra esserci, dunque, tanta attesa su questa misura e sul decreto che conterrà le misure della manovra tra cui proprio la riforma pensioni . Ad ogni modo tante indiscrezioni e conferme vedono quota 100 modificata rispetto a quello che era il suo impianto originario. Non si tratta semplicemente di una somma tra età contributiva e anagrafica, visto che il requisito minimo contributivo sarà di 38 anni. Sempre in tema di pensioni, si è parlato di quota 100 come una misura temporanea ovvero valida soltanto per tre anni che poi andrebbe sostituita con quota 41 per tutti. Anche in questo caso però, si tratta di una indiscrezione e nessuna certezza al momento sulla temporaneità della misura.

Così la legge Fornero è stata semplicemente cambiata ma è rimasta in piedi. Ad essere prorogate sono state anche altre due misure come Opzione donna e Ape sociale, anche se la conferma deve anche arrivare in questo caso attraverso il decreto legge. Al momento la CGIL vigila su quello che è il tema della riforma pensioni, ma spera che prima ci potesse essere un incontro ed a parlare nello specifico è stato il segretario nazionale del sindacato Roberto Ghiselli.

Lo stesso ha dichiarato:” sarebbe un errore se il governo procedesse anche in questa circostanza, senza un confronto preventivo con le organizzazioni sindacali, ignorando le proposte che unitariamente abbiamo da tempo formulato”. Secondo Ghiselli, il quadro al momento riguardante il tema pensioni sembra essere fosco soprattutto per la temporaneità della misura Quota 100, che si esaurirà in un solo triennio, ma che soprattutto non potrebbe essere definita Quota 100 visto che il requisito dei 38 anni di contributi per l’anticipo pensionistico, rimarrebbe vincolante a prescindere dall’età.

Ad essere più penalizzati secondo Ghiselli, sarebbero quelli che hanno svolto lavori gravosi, chi ha delle carriere discontinue, le donne e i lavoratori precoci. Risultano essere dei temi caldi come Quota 100, anche Opzione donna e Ape sociale, senza dimenticare comunque l’ultima salvaguardia degli esodati dei quali qualche mese fa Di Maio aveva promesso che si sarebbe occupato. ” Stiamo parlando di misure alcune anche condivisibili che prese da sole non rappresentano una riforma organica e socialmente sostenibile del sistema previdenziale italiano”, ha concluso il segretario nazionale del sindacato Cgil. 

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