Pensioni ultima ora, Cgil contro governo: aumento a 780 euro “solo un miraggio”

Si è tanto parlato davvero tanto soprattutto da parecchi mesi ma le cliniche intorno a questa visura previdenziale pensionistica non sembrano essere terminato. Parlando di Quota 100 vero di quella misura pensionistica che è andata a finire al centro di alcune polemiche arrivate direttamente dal Cgil. Secondo gli attacchi degli esponenti sindacali i paletti che sono stati fissati dal governo riguardo cosa c’entra avrebbero a ridurre in modo piuttosto consistente il numero dei beneficiari o meglio dei potenziali beneficiari.

Gli esponenti del sindacato in questione ovvero il Cgil, hanno iniziato a elaborare un’analisi perfetta misura pensionistica che Quota 100 o introdotta dal governo e al momento sembra che coloro che effettivamente abbiano scritto questo assegno sono molti meno rispetto a quanto si prevedeva fino a poco tempo fa. Il vicepremier Di Maio effettivamente nei mesi precedenti aveva parlato di circa 500.000 iniziali beneficia lì mentre l’INPS parlava all’incirca di un 250000 assegni di pensione di cittadinanza. Dopo un’attenta analisi effettuata dallo Spi Cgil in i numeri però sembrano essere molto più bassi almeno ad oggi.

Pensioni ultim’ora: Cgil contro pensione di cittadinanza

A parlare nelle scorse settimane è stato il segretario generale dello Spi Cgil Ivan Pedretti, il quale si era pronunciato negativamente proprio sulla pensione di cittadinanza. Siamo di fronte ad una promessa elettorale e dopo le elezioni europee arriverà la disillusione”, sono state queste le parole di Pedretti. Quest’ultimo poi aggiunge: “In sostanza, la pensione di cittadinanza risulterà nella maggior parte dei casi un’integrazione dell’assegno o della pensione sociale”.

Ma Pedretti non è stato l’unico a parlare, visto che al suo intervento si è aggiunto anche quello di Giuseppe Di Girolamo, della segreteria Spi Cgil del Veneto, che con una delega alla Previdenza ha dichiarato: “Come già sapevamo, i beneficiari della pensione di cittadinanza sono anche nella nostra regione in numero limitatissimo. Si tratta di una misura che non aiuta i nostri anziani, i quali avrebbero bisogno di ben altri provvedimenti. E’ importante sottolineare che per chi rientra nei requisiti non ci sarà un aumento a 780 euro delle pensioni minime. In realtà l’importo dell’assegno resterà sempre lo stesso. I pochissimi beneficiari avranno un contributo che integrerà la propria pensione, fino a portarla a 780 euro”. In conclusione dalla Cgil fanno sapere che calcolare quanti saranno i beneficiari è un’impresa perchè ci sono tanti paletti da rendere quasi impossibile accedere al beneficio. “I calcoli risultano davvero difficili, ma dalle nostre proiezioni risulta evidente la sterilità del provvedimento. In ogni caso dai nostri territori i numeri che arrivano sono impietosi”. 

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