Pensioni, ultime notizie: cattedre scoperte, esodo con Quota 100

Sul tema pensioni, le ultime notizie riguardano il sempre più vicino problema delle cattedre scoperte nel comparto scuola, visto le tante uscite anticipate con quota 100. Ricordiamo che quest’ultima è una misura tanto voluta dal Movimento 5 Stelle e Lega, che darebbe la possibilità ai lavoratori che hanno maturato due requisiti uno dal punto di vita contributivo e l’altro anagrafico,  ovvero 62 anni di età e 38 anni di contributi, di poter uscire anticipatamente dal mondo del lavoro. Nel comparto scuola sembrerebbe quindi esserci una vera e propria emergenza. E’ questo quanto emerso da alcuni dati che sono stati rilasciati dal Corriere della Sera, usufruendo di alcuni dati Inps, per cercare di capire quanto fossero effettivamente le cattedre lasciate scoperte e quali potrebbero essere le soluzioni per compensare questa situazione che è piuttosto allarmante.

Sarebbero circa €18.700 i docenti che hanno chiesto di uscire dal mondo del lavoro e di raggiungere quindi la pensione. Si tratterebbe di una buona parte dei 25.000 che in precedenza erano stati ipotizzati dalle sigle sindacali, ma effettivamente a questi 18.700 bisognerebbe aggiungerci altri 15 mila unità che sarebbero comunque andate in pensione ugualmente senza fruttare la misura quota 100, oppure la proroga opzione donna. Complessivamente quindi il personale scolastico che andrà in pensione con quota 100 ammonterà a 32.100 unità con un aumento di 8.000 unità rispetto ai primi 6 mesi del 2019.

Pensioni 2019 comparto scuola, 140.000 carte delle scoperte

I sindacati avrebbero lanciato l’allarme soprattutto perché i pensionamenti andrebbero a generare un problema piuttosto significativo che corrisponde a quello delle carte delle scoperte. In totale infatti sarebbero circa 140 mila le cattedre scoperte e quindi un numero che sta dettando parecchio scalpore. Dopo la breve pausa estiva, a settembre gli studenti torneranno a scuola e dietro le cattedre potrebbe esserci qualche problema di troppo. Questa situazione potrebbe quindi creare dei problemi non indifferenti, anche agli stessi ragazzi che secondo i sindacati potrebbero avvertire a partire dal mese di settembre, anche dei problemi sotto il profilo del rendimento.

Emendamento al Decreto crescita

Alla luce di quanto detto e di tutte le problematiche scaturite in diritto a quota 100, il mio pare che abbia aggiunto un emendamento al Decreto crescita che darebbe la possibilità ai precari di non esserlo più, permettendo quindi a quest’ultimi che abbiano 36 mesi di attività di entrare finalmente in ruolo, compensando questo esodo di massa che sta preoccupando parecchio. Potrebbe essere questa una soluzione per far si che si possa in qualche modo rimediare a questo problema.

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